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6 cose che potete sapere su Star Wars – Il Risveglio della Forza (senza spoiler)

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Ho visto Star Wars – Il Risveglio della Forza il primo giorno di programmazione al cinema. L’ho fatto per evitare ogni qualsivoglia tipo di spoiler ma – soprattutto – per poterne parlare da subito e lanciarmi nel buco nero delle teorie dei fan, dell’attesa spasmodica per l’anno 2017 e per mettermi anche un po’ l’anima in pace. Ero sicurissima che non mi sarebbe piaciuto, che avrei trovato tutto assolutamente sbagliato, che non è umanamente possibile anche solo pensare di continuare un qualcosa che è stato così grande, così importante, così iconico e (permettetemi di dire) così rovinato da quella brutta trilogia dei prequel. Non posso però parlarne quanto vorrei, non posso urlare tutto quello che vorrei urlare né tantomeno buttare nero su bianco le già citate teorie che da ieri sera si sono impossessate del mio cervello come se nient’altro fosse importante nella vita perché sono una persona rispettosa, ma ci sono 6 cose che effettivamente posso dirvi, senza rivelarvi niente, senza spoilerare per il semplice gusto di rovinarvi la sorpresa come in tanti hanno già fatto su Twitter, Facebook e Youtube. Perché io sono una bella persona.

Le paure principali che avevo (e che forse avevano un po’ tutti) erano molto semplici: che la Disney ci mettesse troppo lo zampino, trasformando quella che è senza dubbio alcuno la saga più bella e importante di tutti i tempi in una sorta di musical con principi azzurri che sfoderano spade laser per difendere la loro bella e robottini innamorati (le foto degli stormtrooper con Pluto disegnato sul casco ci hanno fatto ridere ma ci hanno anche raggelato il sangue), che J.J. Abrams non fosse all’altezza di un compito così importante (e perché, è sempre giusto ribadirlo, Star Wars NON È Star Trek) e che Adam Driver non fosse adatto alla parte di un villain di questo calibro. A mandare tutto in vacca ci sarebbe voluto davvero un minuto: una battuta sbagliata, un riferimento errato, una troppa voglia di guadare al passato. E invece.

La scritta celeste su sfondo nero che recita “Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…” e il successivo riassunto dei capitoli precedenti con la scrittura di colore giallo ci collocano di fronte al fatto che sì, sta accadendo davvero, e quelli della mia età che al cinema ne hanno visto al massimo uno sono quelli che fanno le facce più buffe.

LE 6 COSE CHE POSSO DIRVI SU STAR WARS – IL RISVEGLIO DELLA FORZA

1.  J.J. Abrams ce l’ha fatta
Date un premio a quest’uomo, se lo merita, tutto. Non avrei mai pensato di dover diventare fan di  un personaggio che mi è sempre stato parecchio sulle scatole, e invece è successo, e certe cose bisogna ammetterle, anche se pesano. Io non oso pensare alla pressione sulle spalle del povero J.J anche se ok, la strada è iniziata a essere un po’ in discesa quando George Lucas ha alzato il pollice. Si vede che è un film girato da un fan sfegatato, che nutre un profondo rispetto per la saga e per il suo creatore, per quel mondo fantastico in una galassia lontana lontana, per quel modo di fare film. Quello che è uscito fuori è un film curato nei dettagli, che ci riporta indietro a quel 1977, che ci fa capire che J.J Abrams ha attinto solo da quella trilogia e non da quella iniziata nel 1999, e menomale. E infatti è da Il Ritorno dello Jedi che si riparte, 30 anni dopo. Ecco, la mia impressione è che George Lucas questo film l’avrebbe fatto proprio così.

2. Sembra un film della prima trilogia
Siamo tutti d’accordo sul fatto che la trilogia prequel non fosse poi questo granché, nonostante il cast, nonostante le idee, nonostante il tutto. Qui c’è il lato luminoso e c’è il lato oscuro della forza, c’è la scelta tra il bene e il male, c’è il colpo di scena che vi fa saltare sulla sedia, ci sono le lacrime, c’è la battaglia, c’è il fiato che resta sospeso, c’è il revival, ci sono i tributi, c’è l’umorismo di Han Solo, c’è la figlia vera di Carrie Fisher che porta i capelli come li portava lei. C’è un cast scelto perfettamente, e lo dice una alla quale capita sempre di trovare quell’attore che guardi e dici “ma questo chi è che lo raccomanda?”. E invece stavolta no. Il cast storico sullo schermo nel 2015 vi prenderà il cuore e ve lo ridurrà a brandelli e si fonde perfettamente con il resto.

3. La Disney sta al posto suo
Ti accorgi che c’è di mezzo il loro zampino (neanche troppo piccolo, calcolando che dal 2012 la LucasFilm è la loro) solo quando ti rendi conto della quantità di merchandising prodotto, per il resto sono rimasti in un angolino (e meglio così). Il vero aspetto che ci ricorda che in effetti la loro presenza è una cosa reale è il fatto di aver messo al centro della storia un’eroina donna (cosa che ultimamente in casa Disney va un sacco di moda). In questo caso si chiama Rey ed è una donna forzuta e coraggiosa, in grado di guidare il Millennium Falcon nella galassia come fosse una Seicento Abarth sulla Tiburtina: è lei la protagonista, non sappiamo bene chi sia ma sappiamo che ha qualcosa a che fare con qualcuno. Neo femministe di tutto il mondo, abbracciamoci.

4. I nomi vi faranno venire il mal di testa
Se non siete preparati, vi sembrerà di aver sbagliato sala. Siamo stati abituati a Ian Solo e alla Principessa Leila, alla trasposizione italiana (che poi, oggettivamente, perché? Ma è tardi per porsi questa domanda), adesso improvvisamente ci troviamo di fronte ad Han Solo e alla principessa (anzi, adesso comandante) Leia. Menomale che gli attori sono gli stessi di un tempo, altrimenti sarebbe stato complicato.

5. Adam Driver è incredibile
Questo non devo di certo dirvelo io (visto che l’anno scorso a Venezia ha vinto la Coppa Volpi per Hungry Hearts di Saverio Costanzo). Ma ve la ricordate la storia del Sony Gate a Hollywood? Quelle mail che erano state leakate in cui c’era praticamente scritto che far recitare Adam Driver in un film del genere fosse una pessima idea? Bene, sarebbe bello vedere la faccia dell’autore di quelle mail adesso. L’attore americano riesce a zittire tutti, calandosi perfettamente nei panni del cattivo Kylo Ren, in quelli di un personaggio oscuro, con una maschera molto simile a quella del villain per eccellenza della saga. Certo, è il mestiere dell’attore, basti pensare alle mille trasformazioni di Leo DiCaprio o di Johnny Depp, ma passare dal set di una serie come Girls dove per il 90 per cento del tempo sei a torso nudo al vederlo prendere il testimone di Darth Vader fa un certo effetto.

6. «È tutto vero»
Dalla bocca di Han Solo escono queste parole (non è spoiler, è nel trailer) e l’impressione che hai mentre sei seduto sulla tua comoda poltrona è che sia davvero così. La mia personale prova del nove ha funzionato: questa mattina avevo una gran voglia di parlare del film, di rivedere il film, di andare a leggere tutto ciò che fosse stato pubblicato sul film. Certo che è tutto vero, per chi questa saga l’ha trasformata in una parte della sua vita è stato così dal primo momento, ma sentirlo dire da Han Solo fa tutto un altro effetto.

«Siamo a casa, Chewbe», recita sempre Han Solo. E la sensazione per chi guarda è esattamente la stessa: Star Wars è finalmente tornato a casa.

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