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Addio Zio Lou, uomo dalle mille (apparenti) contraddizioni

Addio Lou Reed

Nel rock’n’roll, la morte è qualcosa con cui fare i conti. Anche e spesso da molto giovani, possibilmente in maniera spettacolare, se non ridicola. Stranamente, quella di Lou Reed non è stata eclatante, e lui aveva 71 anni. Una delle sue tante (apparenti) contraddizioni. Eppure la sua morte mi sconvolge, forse ancora più di quella di Elvis e di John Lennon.

Fondando i Velvet Underground, Lou ha dato un senso di rigorosità estetica alla musica pop, ed è stato il primo a farlo – solo una testa di cazzo riuscirebbe a resistere alla Banana. Dannato al punto giusto, ma dotato di un cinismo allo stesso tempo derogatorio, infinito, e purificatorio, lo Zio Lou era l’unico che poteva risollevarmi dai 4 in matematica del fetido collegio salesiano. Se non avessi avuto in quegli anni la triade Transfomer / Berlin / Rock’n’Roll Animal è più che probabile che non sarei sopravissuto alla seconda liceo.

Stranamente, lui che è sempre stato visto come il cantore della scena newyorkese, ha prodotto un disco meraviglioso intitolato Berlin. Misteri del (suo) genio. Ho distrutto i solchi di quel disco. Lou ha visto tutto prima degli altri: il punk, il kraut rock, la disco, la musica elettronica: e Bowie, Ferry gli altri tutti dietro come buoni scolaretti. Perfino Mick in Some Girls gli fa il verso!

Nonostante avesse la fama di burbero, io me lo ricordo come un persona molto dolce. Approcci guardinghi da parte sua e timidi da parte mia durante le nostre cene da Cibo’s, dove sfidava il vecchio Gino ad assaggi di vino, e ammetteva la sconfitta contro il fine ristoratore genovese. Se non fosse diventato una star, non so che posto avrebbe potuto avere in questo mondo prefabbricato democrat, dove tutto è politicamente corretto. Probabilmente se entrasse oggi in RCA con Metal Machine Music, il miglior disco MAI fatto, chiamerebbero la Neuro. Ma va così: come tutti i grandi artisti, Lou ha significato poco per i molti, ma MOLTISSIMO per i “pochi”.

I will miss you Mr. Reed.

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