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Amore a 33 giri, volume #2

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di Santa Margaret
Foto di Stylaz

La musica è cibo per la mente. Tutti ascoltiamo musica e abbiamo bisogno della musica nella nostra vita quotidiana. Spesso però la modalità attraverso la quale la musica viene offerta alle nostre orecchie, e conseguentemente al nostro cervello, è molto approssimativa, frenetica, di scarsa qualità. Allo stesso modo spesso consumiamo i nostri pasti: velocemente, senza badare alla qualità di ciò che ingeriamo, facendoci condizionare da scelte commerciali e di tendenza, distratti dalla forma a discapito della sostanza. Questa scarsa attenzione sul cibo che ingeriamo è spesso il risultato di una vita molto frenetica come quella che si vive in città, dove il self-service o il fast-food viene preferito alla piccola trattoria con cucina casalinga per questioni di praticità e rapidità. Esattamente come l’ascolto della musica in digitale viene prediletto rispetto al vinile. Per questo noi Santa Margaret sosteniamo che ascoltare un vinile non sia solo una modalità di ascolto della musica, ma uno stile di vita. È il cosiddetto slow-listening. Concedersi del tempo solo per ascoltare musica, senza fare altro. Appoggiare la puntina sul disco, sedersi sulla poltrona e godersi tutto il lato di un album, senza fretta, senza la frenesia di “skippare” una canzone dietro l’altra. Questa settimana a parlarvi dei vinili da salvare sarò io Marco Cucuzzella, il batterista della band, “Kuku” per gli amici, un vero cultore di questa filosofia d’ascolto. E questi sono i dischi che vi suggerisco per un ascolto “lento”, basato essenzialmente sul lasciarsi trasportare dalle note.

DIRTY THREE – OCEAN SONGS
Potrei dire che non esiste (o quasi) altro disco al mondo che riesca come questo a trasportarmi in una ipotetica fine del mondo. È un album perfetto per perdersi in una landa desolata o per sentirsi come l’ultimo essere vivente sulla terra. Che paura! Scarno nella composizione e sporco nell’esecuzione, ma soprattutto incredibilmente poetico ed ispirato. Al violino c’è il grande Warren Ellis (già con i Bad Seeds di Nick Cave). Steve Albini firma una registrazione monumentale.

LOW – I COULD LIVE IN HOPE
I Low non scrivono certo grandi canzoni pop commerciali da classifica, anzi. Però pubblicano album bellissimi. Tristi, cupi, ossessivi, drammatici ma anche incredibilmente catartici. Il risultato ci catapulta in un mondo onirico fatto di immagini in bianco e nero, lente e sfuocate. Basso, batteria (tamburo, piatto, rullante), chitarra elettrica. Questo è il disco perfetto per lasciarsi morire sul letto in inverno, pieni di sonno, con la neve che scende, il vento gelido, le strade vuote, la televisione accesa su un canale morto e la voce di Mimi Parker che ci squarcia il cuore.

JOHN LURIE – DOWN BY LAW
John Lurie firma la colonna sonora di uno dei miei film preferiti di sempre, Down by Law (in Italia conosciuto con il titolo Daunbailò) La musica si incolla alla perfezione su questa pellicola ma è anche la colonna sonora ideale per noi, per la nostra vita e ancora una volta ci ritrovo il mio immaginario. Qui ci beviamo un bicchiere di vino in solitaria in una bollente notte d’agosto, con le zanzare a farci compagnia, mentre un bar abbassa le serrande, la dirimpettaia fa la doccia con la finestra aperta e noi sogniamo lontane isole caraibiche.

Leggi la prima puntata di Amore a 33 giri

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