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Chi ha vinto Sanremo?

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Il Festival di Sanremo è un’anomalia. Fatico a comprendere le ragioni di una competizione musicale, un evento che obbliga gli artisti a gareggiare con le proprie canzoni. Come se la musica fosse un fatto di prestazione superiore a quella del competitor. Non esiste. Personalmente sono poco convinto persino dell’utilità dei contest per band emergenti, ma almeno in quei casi c’è un movente: scegliere a quali sconosciuti dare una chance.

Prima che Sanremo 2013 iniziasse avevo scritto che la competizione era uno dei 21 buoni motivi per seguire il Festival. Un po’ di adrenalina necessaria per digerire quattro ore (minimo) di diretta per cinque sere consecutive. Non sto rinnegando tutto adesso. Semplicemente, bisogna distinguere l’evento televisivo da quello musicale. Il programma tv Sanremo è una cosa, la proposta artistica di Sanremo è un’altra. E se per la prima è fondamentale che ci sia una competizione, per la seconda è inutile.

Dei risultati finali, resta sempre poco o nulla. È storia nota: ad alcune delle più crudeli bocciature sono seguite carriere enormi (fin troppo semplice citare Vasco), su grandi trionfi si è costruito il nulla cosmico (Valerio Scanu, per dirne uno recente). Dunque, chiusa la sessantatreesima edizione del Festival, ci dimenticheremo in fretta di chi ha vinto. Finite le copertine dei settimanali, gli speciali dei siti (come il nostro) e i comunicati stampa delle case discografice, restano le canzoni.

È stato un’ottima edizione di Sanremo – mi limito alla questione artistica – perché il risultato è stato superiore alla somma delle singole parti. Ben oltre le geniali trovate degli Elii, le canzoni strappalacrime di Mengoni e Modà, la bella ma timida (a dispetto di quanto ascoltato a X Factor) voce di Chiara, i versi di Cristicchi, Silvestri e Gazzè, la presenza di artisti inediti per Sanremo come Almamegretta e Marta sui Tubi, i suoni moderni di Andrea Nardinocchi, la simpatia di Antonio Maggio, ben oltre tutto questo c’è la complessiva consapevolezza che la musica italiana può offrire molto, come qualità e varietà. E che esiste un pubblico, anche numeroso, per questa proposta. Era l’unica vera gara da vincere.

Usando una metafora sportiva, è stato il gruppo a trionfare, non i singoli. Con tutto il rispetto per Marco Mengoni, che ha meritato il successo. Sarebbe importante, quando fra pochi mesi le sirene sanremesi ricominceranno a strillare, ripartire da qui.

Twitter: DanieleSalomone

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