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La vendetta disco dei Daft Punk

Daft Punk

Quanti deficienti ho incontrato nella seconda metà degli anni 70! Me ne ricordo uno in particolare, che pensò bene di cacciarmi da una festa perché mi aveva sentito suonare gli Earth Wind & Fire e gli Chic in qualche radio rossa. Ovviamente confondevano la musica dei neri coi neri, nel senso politico del termine. Molto meglio, per loro, quel ciarpame cantautorale da Festa dell’Unità. Per quelli lì la musica disco era musica da fascisti, e giù di “disco suks”. Per loro Giorgio Moroder e Nile Rodgers facevano schifo e, alè, sotto con quelle chitarracce dei cantautori e di Elvis Costello.

Se la deve ridere per bene il groovemeister Nile Rodgers, Freak Out per essere tornato (Get Lucky!) al numero uno con i Daft Punk. Random Access Memories è forse l’unico disco decente uscito negli ultimi sei mesi. Il duo è l’essenza della disco: si ispira ad un gruppo disco francese (gli Space) e in copertina si presenta con i caschi, che fa molto LSD. Curioso che proprio Rodgers abbia avuto una hit mostruosa (Spacer) con un gruppo francese al top del “putrid”, Sheila & B Devotion.

La disco di Nile Rodgers e Giorgio Moroder ci ha dato tutto. Non avremmo avuto: i Blondie, David Bowie, i Kraftwerk, Some Girls dei Rolling Stones, Giorgio Armani, la musica elettronica, Charlie Rapino in Inghilterra, il rap, l’hip hop e di base quello che ci è rimasto di decente nelle chart internazionali. I cantautori che ci hanno dato? I cantautori, roba da Democrazia, roba da Repubblica.

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