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David Bowie è a Londra (almeno fino a metà agosto)

David Bowie Is mostra Londra

Il Duca Bianco è a Londra, almeno fino all’11 di agosto, quando si chiuderà l’incredibile mostra David Bowie Is, dedicata alla sua quarantennale carriera, al Victoria & Albert Museum (inaugurata il 23 marzo). E fa un po’ specie pensare come, per l’ennesima volta, un paese come la Gran Bretagna celebri i suoi eroi pop e rock con un affetto tangibile e con una meticolosità che qui da noi non si vede neppure in sedi ufficiali e blasonate. Insomma, se i biglietti in prevendita – avete capito bene, ci vuole una prenotazione – sono quasi tutti esauriti da tempo, un motivo c’è, e non è solamente riconducibile al nome dell’artista che viene celebrato.

Riflessioni a parte, l’esibizione londinese merita il massimo dei voti, specialmente se siete appassionati del camaleontico personaggio, la cui leggendaria evoluzione personale e musicale viene presentata con grande cura. Il percorso attraverso le sale – tre principali e molte altre, per così dire, secondarie – è un’esperienza di grande intensità, anche grazie alle cuffie che consentono di ascoltare spezzoni di canzoni, interviste e parecchio altro, fornendo ulteriori stimolazioni oltre a quelle visive ed emotive.

E proprio l’emozione sembra essere il motore principale delle tre ore che passiamo a (ri)visitare la vita di David Bowie, sezionata in ogni suo aspetto, dalla musica, ovviamente, a cinema, pittura, fotografia, moda, dimostrazione di una poliedricità artistica che ha pochissimi paragoni. È difficile non lasciarsi scappare espressioni di meraviglia davanti agli splendidi vestiti in mostra, che raccontano anni leggendari in cui la musica pop e rock veniva cambiata per sempre da Major Tom, Ziggy Stardust o dal Sottile Duca Bianco, oppure del tour di Serious Moonlight, della collaborazione con lo sconosciuto, all’epoca, stilista Alexander McQueen, di Aladdin Sane e di tutti gli altri personaggi in cui l’artista di Brixton si è calato con grande maestria, ma ovviamente quella è solo la punta dell’iceberg.

I maniaci dei memorabilia potranno godersi in santa pace testi autografi delle canzoni più famose – ammetto di aver vacillato dinanzi a quello di Heroes… -, poster originali di film e concerti, vinili e copertine dei suoi dischi (da sfogliare in un apposito scaffale, come fosse un negozio), il celebre EMS Synthi di Brian Eno usato per capolavori come Low e Heroes, le chiavi di casa dell’appartamento di Bowie e Iggy Pop a Berlino – Hauptstrasse 155, nel quartiere di Schöneberg, caso mai voleste organizzare una visita -, alcuni dipinti davvero interessanti, opera del cantante, fotografie inedite e moltissimo altro.

Un tripudio o poco meno, dunque, con spazio dedicato anche all’ultimo capitolo The Next Day, prima della sorpresa finale, ovvero un’enorme stanza con soffitti altissimi e due enormi schermi che mandano in loop spezzoni di concerti che ripercorrono la sua carriera: tutti col naso all’insù a cantare Space Oddity, Starman o Rock’n’Roll Suicide, prima di attraversare la saletta finale e guardare con nostalgia e affetto l’ultima fotografia appesa al muro: un giovane Bowie del 1972, quasi sorridente, ritratto davanti all’uscita di sicurezza nel backstage di un club, dopo un concerto.

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