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Errore #1637392732823739

levante diario di bordo
di Levante
Foto di Francesco Prandoni

Il viaggio verso Ferrara ha l’odore della gomma bruciata.
Sembra un treno merci quello che ci porta lontano da Bologna dove orde di passeggeri in preda al panico, a causa di uno sciopero che paralizza i viaggi e li cancella anche, si aggrappano a qualche treno ancora all’opera.
Abbiamo corso fino al binario undici e siamo salite per un soffio. Con fare sbattuto rimedio due posti per me e Stefania, lancio valigia e zaino sul mensolone a grate e mi lascio cadere sul mio posticino blu.
Che caldo.
Che caldo!
Qualcuno è stato previdente e porta con sé un ventaglio.
Ci si fa aria come si può.
Uno usa il biglietto del viaggio.
Io non ho nemmeno quello perché il mio treno è stato cancellato e tutti i dati sono dentro al cellulare… Poco comodo da sventolare.
È il mio quinto live della settimana e mi muovo per puro orgoglio.
Non mi piego.
Non mi spezzo.
Ma non lo nego… Ho la faccia del sonno.
Ferrara è caldissima.
Il sound check è perfetto e il mio fonico questa volta è un piccolo sardo, scuro e con dei lunghissimi capelli neri.
Si chiama Luigi e gli confesso di avere un fortissimo debole per i sardi tutti, uomini e donne, seadas e collurgiones.
Rimedio un parrucchiere.
Non serve a nulla perché l’umidità di Ferrara è più forte dei miei fortissimi capelli.
Mamma quanta forza!
Ritorno al palco alle 20.30.
– Quindici minuti e tocca a te.
Mi dice Simone.
Ok.
Mangio una mela nel tentativo di togliere il medico di torno.
No, non è vero, lo faccio perché ho del muco in mezzo alle scatole!
– Non ti riscaldi?
No, non mi riscaldo. Al massimo conto… Ma quello me lo insegnò Marcella ed io non ero di certo stata la migliore delle sue allieve.
Quella che non studiava perché “la musica non è questo per me”.
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Salgo.
Ferrara è bollente e non solo per il clima.
Ci sono tanti, tantissimi giovani sotto al palco.
Mi vogliono bene.
Cantano.
Applaudono.
Ferrara mi ha accarezzata.
Scendo dal palco e vado a uccidermi di cappellacci di zucca.
Tocca a Paolo.
Live stupendo.
Band magnifica.
Il resto sono foto sfuocate, pacche sulla spalla e fiumi, fiumi di sudore.
Quinto live della settimana.
Sono viva.
L.

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