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Farsi Fighi con la musica, vol. #7

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Stanchi di rimanere tagliati fuori dai discorsi degli amici sulle migliori canzoni ascoltate in giro? Stufi di far finta di sapere di che musica si sta parlando? Farsi Fighi è uno spazio per scoprire (forse) prima degli altri brani dei quali (probabilmente) sentirete parlare a breve. E poterne parlare con cognizione di causa. Un appuntamento bisettimanale nel quale vi consiglio una selezione di brani che vi faranno fare bella figura con chiunque vogliate parlarne.

Bloom Forever – Thomas Cohen
Già apprezzato frontman degli S.C.U.M. (riascoltate subito Again Into Eye del 2011 se non li conoscete), dopo qualche anno di pausa Thomas Choen torna a calcare le scene con Bloom Forever, il primo disco solista, un lavoro che merita attenzione ben oltre le chiacchiere fatte sulla scomparsa per overdose della moglie 25enne Peaches Geldof. Un disco intimo, personale, puro, che fa da catalizzatore a tutte le sofferenze vissute negli ultimi anni. La title track è la realizzazione del superamento di questo periodo complesso e rende omaggio al secondo figlio.

Can’t Stop The Feeeling! – Justin Timberlake
Tanto per essere chiari, Can’t Stop The Feeling è il pezzo candidato n.1 a diventare IL tormentone dell’estate 2016. Una macchina perfetta, assemblata da due pro monstre come Shellback e Max Martin (vi dice niente ‘na cosetta tipo Hit Me Baby One More Time?), un mix di stile, grinta e voglia di ballare che getta le sue radici di hit nel terreno funk fertilizzato da Michael+Quincy, arato da una linea di basso french touch travolgente che attiva facile facile il piedino ballerino. Ma da uno come lui, che nel pop ha sempre spaccato i culi ma con classe, ci si aspetta sempre il tocco del campione che per la verità questa volta è rimasto nel mixer. La hit c’è, ma manca innovazione nel sound (Timbaland dove sei?!?), oltre al fatto che l’accusa di paraculata promozionale è dietro l’angolo, soprattutto quando si sceglie l’autostrada promozionale già tracciata da Happy di Pharrell di inserire il brano nella colonna sonora di un cartone animato (Trolls della Dreamworks per Justin, Despicable Me 2 per Pharrell). In più, come Happy era supportata da un video con gente famosa che ballava simpaticamente, anche qui il video è fatto di ballerini presi dal cast di doppiatori di Trolls fra cui il Rajesh di Big Bang Theory. Infine, ancora una volta esattamente come Happy, il pezzo non ti manda alle ortiche nemmeno dopo un numero di ascolti controindicati da qualsiasi medico per la propria salute fisica e mentale. Il risultato è quindi il tormentone perfetto, ma non il tormentone alla Justin: bene ma non benissimo.

Whisper To Me – General Elektriks
Hervé Salters è un parigino tosto, di quelli che non mollano il colpo. Dopo l’ottimo Good City For Dreamers (contenente l’anthem Raid To The Radio) ha continuato sulla sua strada, sfornando dischi pop originali come solo certo elettro pop francese può essere (tipo i Jamaica o gli Air), trovando la notorietà web anche lontano dalla Francia. In Wisper To Me si fanno apprezzare l’andamento bass driven, la tastiera fuzzy e il ritornello molto molto elegante. Vive la France!

Be Careful When You Park Your Car – Cat’s Eyes
Il capitolo duetti uomo/donna di Farsi Fighi si arricchisce di due nuovi personaggi: Faris Badwan, frontman degli Horrors e Rachel Zeffira, soprano polistrumentista italocanadese dalla voce squillantissima che hanno attirato l’attenzione dei media qualche anno fa per essersi esibiti, lei all’organo lui alla voce, davanti ad una schiera di prelati in Vaticano in una breve ma apprezzatissima esibizione (da scoprire su YouTube). Faris per la verità avrebbe avuto ai tempi qualche difficoltà ad essere bookato da solista per un concerto all’ombra del Cupolone per le sue lievi intemperanze durante i live degli Horrors – tipo spaccare busti di Elvis sul palco – ma, grazie alle buone relazioni di Rachel nel giro ecclesiastico, i due riuscirono nell’impresa. Oggi ritornano con un singolo piacevolmente anni ’60, Be Careful When You Park Your Car, credibile e dal valore artistico e pop molto alto. Attendiamo con fede il disco, in uscita ai primi di giugno.

Don’t Need It – The Seratones
In America i Seratones stanno facendo parecchio parlare di sé perché parte di una scena musicale che sta crescendo molto velocemente nel Sud degli States. In particolare questa gemma southern garage rock nascosta nell’Internet è stata dissepolta e portata alla luce di recente, ed oggi ci può far capire quali potrebbero essere le sonorità future del rock americano. La combo dei Seratones ricorda sicuramente gli Alabama Shakes, tant’è che la frontwoman di colore AJ Haynes, supercarismatica e punk, ricorda Brittany Howard degli AS. Musicalmente potrebbero evocare l’energia del primo fantasmagorico disco dei Kings Of Leon (anche loro pionieri del southern rock negli anni Zero), Youth and Young Manhood. Go South!

Really Thought She Loved Me – Masasolo
Talento danese sulle orme dei Tame Impala e Unknown Mortal Orchestra, Morten Søgaard si esibirà quest’anno sul Rising stage del Roskilde Festival sull’onda del crescente successo che sta vivendo in patria. In linea generale piace pensare che il sound psichedelico dei Tame Impala (prolifica declinazione aggiornata del rock psichedelico della fine dei Sixties) inizi a fare giovani proseliti nel anche nel Vecchio Continente – e speriamo che anche in Italia emerga qualcosa di simile e al passo coi tempi.

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