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Farsi Fighi con la musica, vol. #9

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Stanchi di rimanere tagliati fuori dai discorsi degli amici sulle migliori canzoni ascoltate in giro? Stufi di far finta di sapere di che musica si sta parlando? Farsi Fighi è uno spazio per scoprire (forse) prima degli altri brani dei quali (probabilmente) sentirete parlare a breve. E poterne parlare con cognizione di causa. Un appuntamento bisettimanale nel quale vi consiglio una selezione di brani che vi faranno fare bella figura con chiunque vogliate parlarne.

Beck – Wow
Si può scrivere solo bene di chi è musicalmente sempre al passo coi tempi, sa scrivere hit bangerone (Dreams) ma vince il Grammy per Morning Phase, un disco di ballad profonde come l’Oceano Pacifico. Qui Beck muove i passi dalla M.I.A. di Kala, e, proprio come in Dreams, percorre spedito la strada dell’euforia con un singolone scintillante al gusto di hip hop. 10, 100, 1000 Beck.

Strokes – Oblivious
TUTTOVERO, titolerebbe la Gazza, gli Strokes sono tornati. E che ritorno: da indipendenti pubblicano il primo EP Future Present Past per l'(ottima) etichetta di Julian Casablancas. Il lavoro si fa notare tanto per la riconoscibilità nello stile (il citofono ormai sta a Jules come l’autotune ai rapper, le parti di batteria sempre perfette, il vestito sempre newyorkese) quanto per la continua ricerca di nuove parti ritmiche e nuove armonie. Piace quella freschezza che fino al disco scorso un po’ mancava.

Rukshana Merrise – Money
Interessante talento londinese che si è fatta conoscere nel 2014 per aver pubblicato solo su Soundcloud un singolo alla settimana per un mese (l’EP si intitola September, appunto), raccogliendo milioni di ascoltatori im breve tempo e attirando l’attenzione degli stakeholder musicali, che l’hanno spedita sui palchi di grandi artisti come opening dei loro concerti.

BRONCHO – Class historian
Pezzone indie tutto-Cure del 2014 che in Italia si è sentito forse sincronizzato a qualche spot Sky ma che merita almeno un paio di ascolti, vuoi soltanto per quel tatatatatatatatata tututututu che resta incastonato in testa come un diamante.

Nitro – Solo quando bevo
Parte importante della poetica di Nitro concentrata in un pezzo, l’autolesionismo in rima come modus per liberarsi dai demoni, dal mondo che purtroppo ingombra troppo spesso la mente con pensieri lugubri che il rapper cerca di sfatare. Flow perfetto, singolo a presa rapida per capire il rapper veneto.

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