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Farsi Fighi con la musica, vol. #6

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Stanchi di rimanere tagliati fuori dai discorsi degli amici sulle migliori canzoni ascoltate in giro? Stufi di far finta di sapere di che musica si sta parlando? Farsi Fighi è uno spazio per scoprire (forse) prima degli altri brani dei quali (probabilmente) sentirete parlare a breve. E poterne parlare con cognizione di causa. Un appuntamento bisettimanale nel quale vi consiglio una selezione di brani che vi faranno fare bella figura con chiunque vogliate parlarne.

Honne, Izzy Bizu – Someone That Loves You
Ammetto di avere un debole per le canzoni dove due voci di uomo e donna si rincorrono, si supportano e si completano tipo Jack White e Alicia Keys, ma anche Jamie xx e Sophie, o più classicamente Serge Gainsbourg e Jane Birkin.
In Someone That Loves You gli Honne, duo elettronico inglese dall’anima soul da cui ci si aspetta molto nei prossimi mesi, ricreano quella magia e riescono nell’intento di portare avanti innovazione nelle linee melodiche senza perdere in accessibilità.

Tame Impala – Let It Happen (Soulwax remix)
Prendete una canzone cult di un album stracult e vestitela del più bell’abito francese, confezionato da veri stilisti della musica elettronica. Così agghindata, Let It Happen diventa appetibile anche a chi non ascolterebbe mai nella vita i Tame Impala. Chapeau Soulwax.

Parquet Courts – Human Performance
Bisogna avere le antenne dritte per avvistare prospetti che affianchino con merito i numi del rock più influente. È troppo, troppo tempo che non ne emergono e, forse ma forse, con i Parquet Courts vediamo la luce alla fine di questo tunnel di mestizia. Di nicchia, certo, non riempiranno gli stadi a breve, sicuro, ma l’effetto (su stampa e pubblico) del loro quarto album Human Performance (nota: copertina graficamente impeccabile) è paragonabile a quello che, nel mondo indie, ebbero i succitati Tame Impala nel 2013 con Lonerism. Basteranno a far riprendere quota ad un mondo musicale in cui certi generi sono ormai relegati alla teca delle serie tv?

New Biome – Sure Sure
Di loro non si sa praticamente nulla, se non che in precedenza si chiamassero Jr Jr e che di base vivono di Los Angeles. Con New Biome hanno scritto semplicemente la canzone perfetta per tutte le playlist Feel Good Indie Rock, raggiungendo in breve la posizione n.7 fra le canzoni più virali del mondo. Fenomeni da streaming.

Zayn – Pillowtalk
Lo ammetto, l’ho scoperta da poco anche se è uscita a gennaio e solo perché nel video c’è Gigi Hadid, my guilty pleasure. Ascoltandola con attenzione però si giustificano in fretta i 320 milioni di views su YouTube: PILLOWTALK è un pezzo impeccabile, dalla produzione al testo,  che riflette la condizione vera e le sensazioni di milioni di adolescenti (e non solo). Il risultato raggiunto è semplicemente clamoroso: n.1 negli USA per il per il primo singolo (appunto PILLOWTALK) e il primo album (Mind Of Mine), cosa mai successa prima di lui ad un artista maschio. Lo stato dell’arte del pop contemporaneo è lui. Unica pecca TROPPO CAPS LOCK.

Deftones – Doomed User
Disco clamoroso Gore, che potrebbe portare ad una serie di effetti a catena del tutto imponderabili fino a poco tempo fa tipo il ritorno delle catene per tenere il portafogli, i jeans baggy, fare l’headbanging con gli amici in circolo, le tshirt aderenti sopra l’ombelico e (mamma mia) le bacchette cinesi nei capelli.

Frightened Rabbit – Get Out
Una grande band scozzese, fra le più interessanti degli ultimi anni, e un pezzo che è il perfetto inno da grande festival inglese.

Alan Walker – Faded
Non si è mai parlato abbastanza di quanto la musica EDM abbia imbombato il maistream con suoni super distorti, super saturati, inutilmente troppo di tutto, alla ricerca compulsiva della hit a tutti i costi. Anche per pezzi che, in un mondo ideale, non sarebbero né più né meno che ballad senza pretese di classifica. Faded, di cui scriviamo solo perché è 5 mesi che viene trasmessa a palla di fuoco da tutte le reti, è l’esempio limite dello stalking musicale a cui si è arrivati e da cui si spera si possa ritornare il più in fretta possibile. No personal offence intended.

Beyond The Wizards Sleeve – Diagram Girl
Le atmosfere supereteree di questo duo dal nome impronunciabile composto per metà da quel geniaccio di Erol Alkan sono una vera manna per le orecchie di chi cerca musica psichedelica ed elettronica raffinata.

Kevin Morby – Dorothy
È lui il probabile apripista di una serie di artisti che riporteranno in auge il cantautorato americano e il disco, inteso come progetto musicale di senso compiuto. Difficilmente accostabile a qualche capostipite, certamente prende da Dylan la capacità di saper raccontare nelle canzoni e la cura del disco inteso come sequenza di dettagli che funzionano se visti nell’insieme.

Rationale – Something For Nothing
Sulla scia del successone di The Weeknd, Rationale raccoglie il testimone di nuova sensation del pop d’autore inglese e lo trasporta in un ambiente più soul, complice una gran bella voce da baritono e un talento musical da polistrumentista. Classe e orecchiabilità sotto lo stesso tetto.

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