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Mia cara Italia, quest’estate ti lascio

festival Italia

Mia amata,

è giunto il momento di dirtelo, e non trovo la forza di farlo in altro modo che con questa lettera. Credo che ci lasceremo. Parliamoci chiaro: non mi dai più stimoli come una volta, non organizzi più niente per me, e io non ho più nessun interesse a rimanere con te. E poi come posso pensare di far crescere i miei figli in una condizione del genere? Anche loro avranno bisogno di conoscere, di fare esperienze, di essere stimolati da diverse iniziative, come è accaduto a tutti quelli della mia generazione, e anche prima. Ma adesso, per i nostri figli, non vedo futuro.

Una volta passavano da casa nostra tanti amici, e anche se non organizzavi sempre le cose in modo impeccabile, però c’era sempre qualcosa da fare o da andare a vedere, soprattutto d’estate. Alla fine siamo tutti uguali, ed è inutile che ci lamentiamo dei nostri politici, perchè tanto noi siamo come loro. E forse per colpa loro, ma anche per colpa nostra, ti sei chiusa nel tuo egoismo, per risolvere la tua crisi, ma forse la nostra, di crisi, è anche e soprattutto culturale.
Prova a pensarci.

Come ci ha dimostrato il grande Ottavio Missoni, recentemente scomparso, quando ci impegniamo in qualcosa, l’eccellenza del “made in Italy” non ha rivali nel mondo.

Però ti chiedo, sfruttando questo spazio che si chiama non a caso Retromanie, ma che adesso è più una retro-nostalgia, che fine hanno fatto i grandi e piccoli festival? Che fine ha fatto l’Heineken Jammin’ Festival, il Monsters of Rock, il Gods of Metal, l’Indipendent Day, il Tora Tora, il Neapolis? Ti preferivo persino quand’eri più acerba: quando altrove si organizzavano Monterey, Woodstock e l’Isola di Wight, tu almeno mi davi il Cantagiro!

Cara, amatissima, Italia, ti lascerò quest’estate, per seguire le mie passioni altrove, all’estero! Spero per entrambi che questo sia un arrivederci e non un addio.

Con affetto,

Stefano

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