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Ribellione, passione, autodeterminazione, follia, istinto, ostinazione, bellezza. Il rock è sempre stato questo. Dal 19 luglio 1954, quando Elvis pubblicò il suo primo singolo That’s All Right (Mama) – è comunemente considerato il momento in cui nacque il rock’n’roll, semplificazione estrema ma necessaria – fino al 3 novembre 2015, il giorno del concerto dei Foo Fighters a Cesena. Un evento epocale, una rivoluzione, la massima espressione del concetto stesso di rock, un’idea che un genere musicale ha saputo interpretare trasmettendone l’ispirazione meglio di ogni altra forma artistica, ma che è molto più di un modo di suonare.

Per chi fosse vissuto sulla Luna negli ultimi tempi, le cose sono andate così. Circa un anno fa, Fabio Zaffagnini, allora sconosciuto fan romagnolo dei Foos, lancia un’iniziativa folle, talmente folle che attira l’attenzione di molti media, compreso Onstage, anche stranieri. Con un fundraising online vuole raccogliere i soldi necessari a organizzare la più grande cover collettiva di sempre: mille musicisti che suonano insieme Learn To Fly (la più celebre hit dei FF). Obiettivo: convincere il Signor Grohl a riportare la sua band a Cesena, dove non si esibisce dal lontano 1997. Il problema è che nei quasi 20 anni trascorsi da quel concerto, i Foo Fighters sono diventati uno dei più importanti gruppi rock al mondo, riempiono stadi e arene e girano con un carrozzone che non è facile fermare in una cittadina che è tutto tranne che una piazza adatta a certi concerti. Sembra, appunto, una follia. Eppure ci credono tutti, noi di Onstage compresi. Perché Dave non è una rockstar come le altre. Anzi, Dave è davvero una rockstar. Con lui tutto è possibile, soprattutto le cose più impensabili, come finire un concerto dopo essersi rotto tibia e perone cadendo dal palco o andare in tour con una gamba ingessata.

Zaffagnini e gli altri di Rockin’1000 lavorano come matti per racimolare i 40.000 Euro necessari all’impresa. Raggiungono la cifra solo il 30 maggio. Meno di due mesi dopo, il 26 luglio, mille musicisti equamente divisi tra chitarristi, cantanti, bassisti e batteristi si radunano al Parco Ippodromo di Cesena. Diretti da Marco Sabiu, lo fanno davvero. Suonano Learn To Fly tutti insieme. Anche tecnicamente è un fatto straordinario. Emotivamente, molto di più. Il 30 luglio il video dell’esecuzione è online e nel giro di poche ore ottiene milioni di visualizzazioni. Ne parlano tutti, all’estero persino i telegiornali. Un botto così non se l’aspettava nessuno.

Passano meno di 24 ore e Dave Grohl in persona risponde. Gira un video con il suo smartphone e lo posta sui profili social dei Foo Fighters. In italiano, con quella sua irresistibile mimica facciale, l’uomo che è stato il batterista dei Nirvana e oggi guida uno dei gruppi più importanti del mondo accetta l’invito. «Ciao Cesena, sono Davide. Questo video, ma che bello, che bellissimo. Grazie mille. Stiamo arrivando, lo prometto. Ci vediamo presto». BOOOM!

Pochi giorni dopo, i Mumford&Sons (!!) invitano lo staff di Rockin’1000 al Gentlemen Of The Road Stopover Festival affinchè incontrino i Foo Fighters. Baci, abbracci, lacrime, sorrisi, tutto documentato dalle immancabili foto per i social. A fine ottobre, l’annuncio: Dave Grohl, Taylor Hawkins, Pat Smear, Chris Shiflett e Nate Mendel suoneranno a Cesena il 3 novembre, prima dei due concerti in Italia già fissati da mesi e prima di tutti gli altri previsti in Europa.

La ribellione di chi non si rassegna agli schemi dell’industria musicale. La passione di chi ama la musica a tal punto da metterla sopra ogni cosa e attraverso di essa autodetermina la propria esistenza. La follia di chi pensa di poter interferire con dinamiche complesse e infinite volte più grandi di quelle in cui è coinvolto. L’istinto di chi si butta in una missione impossibile con l’ostinazione di chi invece, sotto sotto, la considera possibile. La bellezza di una storia che riempie tutti i contenitori possibili, dai new media alle nostre vene. Questo, e solo questo, è il rock. Il bellissimo, fottutissimo rock.

@DanieleSalomone

Questo articolo è tratto da Onstage Magazine, n° 80 (novembre/dicembre 2015)

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