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Google: opportunità o pericolo per l’informazione?

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Google e gli altri motori di ricerca condizionano l’informazione su Internet. È un meccanismo affascinante e perverso allo stesso tempo, ma inarrestabile finchè i contenuti in Rete sono gratis.

Google e gli altri motori di ricerca condizionano l’informazione su Internet. È un meccanismo affascinante e perverso allo stesso tempo, ma inarrestabile finchè i contenuti in Rete sono gratis. Funziona così. Gli editori (e i blogger) vivono di pubblicità e, nel web, la pubblicità tiene conto soprattutto dei numeri – rispetto alla carta il fascino e l’autorità di una testata pesano molto meno – cioè di quante persone visitano un sito e di quante pagine di quel sito vengono lette in totale. È una scienza (quasi) esatta perché Internet non mente, i numeri si possono controllare (quasi) scientificamente, sono diversi gli strumenti a disposizione per farlo.

Se escludiamo le piattaforme dei quotidiani, gran parte dei siti ricevono traffico, cioè utenti, attraverso i motori di ricerca – Google è l’indiscusso leader di una nazione che dovrebbe essere democratica e invece assomiglia sempre più a una monarchia. Per dirla semplice, invece che digitare l’indirizzo di un sito perché sappiamo che lì dentro troveremo quello che cerchiamo, chiediamo ai motori di scandagliare la Rete per noi, ottenendo un ventaglio di possibilità tra cui selezionare la migliore. Ecco perché è fondamentale per un editore o un blogger (ma anche per chi vende prodotti sul web o semplicemente cerca visibilità) essere tra le prime proposte che i search engine offrono in base a quello che digitiamo.

Esempio: voglio sapere cos’ha detto il Presidente della Repubblica nel discorso del 25 aprile. Ho due possibilità: entrare in un sito che conosco oppure digitare su Google le parole “Napolitano discorso 25 aprile”. Quasi tutti – non lo dico io, sono dati reali – scelgono la seconda opzione. In questo caso, i primi siti che compariranno sono quelli che avranno maggiori visite. E quindi che venderanno più pubblicità. Ecco perchè chiunque produca contenuti deve andare il più possibile d’accordo con i motori di ricerca. Come? Seguendo regole – non entro nel merito perché è noioso – che stanno trasformando il modo di fare informazione in rete: direttori, redattori, blogger, non possono più limitarsi a cercare la qualità, a scrivere bene. Devono scrivere bene per Google, altrimenti anche il migliore degli articoli ha una visibilità limitata. Questo meccanismo è un’opportunità, ma anche un limite.

Le dinamiche che regolano la ricerca d’informazione attraverso i motori permettono a chiunque di lasciare una traccia sul Pianeta Internet. Blogger prima sconosciuti diventano autorevoli voci dell’informazione e piccoli editori lanciano progetti ambiziosi: sanno come farsi vedere! In questo la Rete è una risorsa d’inestimabile valore – non c’è bisogno che sottolinei quali opportunità in termini di libera informazione vengano fuori dai processi appena descritti. Il rovescio della medaglia è che i contenuti sono condizionati delle ricerche degli utenti: i siti vanno alla ricerca di click e dunque cercano di soddisfare le richiesta del pubblico, piuttosto che proporre contenuti. Certo, da quel punto in poi è fondamentale il modo in cui vengono trattate le notizie – la qualità emerge comunque – ma la funzione propositiva dei media si appiattisce verso il basso. Nessuna redazione può permettersi di tralasciare la farfalla di Belen se tutti vogliono vedere il video o leggere i commenti. Così si pubblicano milioni di pagine sull’argomento a discapito, che ne so, di un articolo su un nuovo artista che nessuno sta cercando. Generalizzo e semplifico, ma queste sono le dinamiche dell’informazione in Rete.

Quindi? Quindi anche noi di Onstage ci siamo adeguati e lavoriamo in questa direzione. In pochi mesi abbiamo triplicato le visite seguendo logiche “Google friendly” e intorno alla metà di maggio rilasciamo il nuovo sito, sempre più amichevole verso i motori di ricerca. Ma non smetteremo di parlare della musica che ci piace e per continuare a farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Tutti devono sensibilizzarsi su questo tema, la qualità dell’informazione online, come per la politica, l’ambiente e tutti i temi importanti di questo momento storico, dipende da noi. Dipende tutto, sempre, da noi.

(Editoriale Onstage Magazine, maggio 2012)

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