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Ho pagato il biglietto! (Rolling Stones alla 02 Arena di Londra)

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La sera del 29 novembre ho visto il rock and roll. Un gruppo di quattro persone a cui non può fregare un cazzo di niente, al di là delle fottute leggi e delle regole democratiche. Quattro gringeros a cui probabilmente sarebbe cambiato poco o niente se il pubblico fosse stato altrove. Quattro individui che mi hanno fatto capire il perchè di quello che faccio e perchè lo faccio. Un lead singer che conosce la differenza tra il carisma e la bella voce (conta più il primo): Mick Jagger – che col suo compare Keith Richards parla a malapena nonostante la saggezza che i loro 69 anni suggerisce – si muove come un ventenne, facendo passare per umili comparse tutte le rockstar degli ultimi vent’anni. Non ho MAI pagato per un biglietto di un concerto, per questo ho sborsato una cifra allucinante per entrare alla 02 Arena. E ne vado FIERO! Hanno umiliato qualunque gruppo o popstar a cui è venuto in mente di salire sul palco nei quattro decenni passati, compresi gli U2 (anche se non ci vuole molto). Una manifestazione di superiorità umiliante (per gli altri).

Se i Rolling Stones fossero una macchina sarebbero uno Jaguar E, se fossero un governo avrebbe Giordano Bruno Guerri come primo ministro e Massimo Fini alla cultura. Io e l’Alessandrino gireremmo su macchinoni infiniti circondati da donne bellissime e irraggiungibili. Non esisterebbero le 4X4 e il Mulino Bianco. Mi sono sentito orgoglioso di essere Occidentale, fiero di fare parte della civiltà che ha prodotto Andy Warhol e Carmelo Bene, Lou Reed e Oliviero Toscani. Con quei quattro bastardi maledetti, la musica diventa un fatto culturale, mentre oggi è solo musica. I loro album sono il manifesto della liberazione sessuale. “My Generation” ha fatto la fila per comprare Sticky Fingers, mica per comprare un fottuto telefonino. Dovreste buttare nel cesso l’iPhone e i social network, assieme alle primarie e alle loro (st)renzate, Rosy Bindi, il ’68, gli One Direction, le mamme, i talent show, i giudici dei talent show, le tv al plasma, le lauree, il marketing. Trovatevi un lavoro e compratevi una spider, mettete su Exile On Main Street o i dischi di James Brown, trovate della gnocca e fatevi una trombata. E mettetevi del gel nei capelli. La vita non è così male. E soprattutto buttate nel cesso il telefonino! Il cellulare, quella roba da Repubblica… quella roba da Democrazia.

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