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Le prime 5 cose che ho pensato quando ho saputo della reunion dei Guns N’ Roses

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Ci sono momenti che impongono una riflessione. Momenti nei quali, dopo un primo istante di smarrimento, bisogna riflettere per gustarsi appieno un sogno che si realizza. Ed è il caso di un Reunion Tour, a maggior ragione se si tratta di una delle più grandi band della storia del rock. E, ancor più, se si tratta di una vera reunion: non una di quelle che arrivano ad appena cinque anni dallo scioglimento. Nel caso dei Guns N’ Roses stiamo parlando di 20 anni tondi tondi (e non facciamo finta che quelli che hanno girato il mondo con il solo Axl Rose della formazione storica si potessero chiamare Guns N’ Roses). Rivedere sul palco insieme Axl, Slash e Duff (mentre Steven e Izzy al momento non sarebbero coinvolti) sarebbe uno di quei tuffi al cuore che solo chi è nato prima degli anni Novanta può capire. Ecco perché mi è sembrato giusto raccogliermi per qualche minuto in me stesso e riflettere su quello che vedere i Guns dal vivo significherebbe per me e, probabilmente, per molti di quelli nati nei mitici anni Ottanta.

1. CHE FIGATA
Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata! Figata!

2. NON CI CREDO
Dopo qualche minuto di “Figata!”, è seguito il dubbio atroce: e se fosse tutto uno scherzo? In fondo sono solo voci, e di voci di questo tipo, sui Guns, ne circolano da anni. Ma è anche vero che non è arrivata nessuna smentita. Però neppure una conferma. Insomma, rischia di essere l’ennesima illusione per una generazione, quella nata negli anni Ottanta, che si è persa tante, troppe occasioni per assistere a concerti e live di mostri sacri della musica che per vari motivi (scioglimenti o morti, principalmente) hanno smesso di suonare agli inizi degli anni Novanta, quando appunto la suddetta generazione doveva ancora frequentare a dir tanto le scuole medie.

3. SPERIAMO CHE AXL ROSE ABBIA ANCORA QUELLA VOCE LÌ
Il terzo pensiero, inevitabile dopo aver realizzato che davvero potrà accadere, va alla qualità di quello che potremo vedere. Scontato che il periodo all’inizio degli anni Novanta sia irripetibile, questo non significa che per forza si debba assistere a una reunion di bolliti. O invece sì? La verità è che quello più a rischio è Axl. Tutti gli altri, in fondo, suonano uno strumento, e per farlo servono due cose: una decorosa forma fisica e delle mani che funzionino, perché in fondo uno strumento non invecchia. Quello che invece cambia negli anni è l’unico strumento imperfetto: la voce. Ecco perché, a prescindere da ogni considerazione su quanto Axl ami gli hamburger, la realtà è che la sua voce non potrà mai essere quella di 20 anni fa. Ma questo non significa che sarà uno schifo: chi l’ha sentito negli ultimi anni assicura che quando è in serata è ancora uno dei più grandi al mondo.

4. NON SONO UN FAN, MA DEVO ESSERCI
Non sono mai stato un fan dei Guns N’ Roses. Perché semplicemente, essendo nato nel 1985, non ho fatto in tempo a esserlo quando erano ancora in giro. E poi amo un rock un po’ meno orientato all’heavy. Ma non essere fan non significa non conoscerli. E non significa non conoscerli bene. Insomma, bisogna distinguere tra chi sarebbe disposto a spendere un migliaio di euro per andare a vederli ovunque suonino e chi invece magari è disposto a investirne un centinaio per vederli dal vivo in Italia, perché se il tour si farà potete state sicuri che verranno. Ecco, un concerto dei veri Guns N’ Roses, quelli con la line up originale e risalente alla fine degli anni Ottanta (o al più all’inizio dei Novanta), è un concerto che nessun appassionato di musica dovrebbe perdersi. A prescindere da ogni considerazione qualitativa, il Reunion Tour dei Guns (o come diavolo si chiamerà) è un evento superiore a qualunque ostacolo dettato da

5. SPERIAMO CHE IL CONCERTO ITALIANO SIA IN UNA LOCATION DEGNA
Ultima fase: la lucidità completa. Inutile far finta di niente: l’Italia è un Paese che non sempre si presta ai grandi eventi musicali. E se devo pensare agli ultimi anni sono state molte di più le brutte figure di quelle invece meritorie. Di queste anzi ne ricordo semplicemente una: il concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo, perfetto tra location e organizzazione. Molte di più quelle non proprio riuscitissime (evitiamo di fare nomi, tanto chi i concerti li frequenta sa di cosa sto parlando). Il timore dunque è proprio questo: dove li porterebbero a suonare in Italia? Perché si è visto di tutto nel nostro beneamato Paese, dai tralicci dell’alta tensione in mezzo al parterre alle code chilometriche per andarsene dai parcheggi. Ecco, se grande evento dovrà essere, speriamo che lo sia in tutti i sensi.

6. IL DIRETTORE LA SMETTE DI ROMPERE (I TIMPANI)
Come in ogni elenco che si rispetti, c’è un +1. Avete presente quelle storie semi-leggendarie che girano sempre in ogni famiglia che si rispetti, in ogni circolo di amici, in ogni luogo di lavoro, insomma un po’ ovunque? Ecco, a Onstage abbiamo un direttore (sotto potete vedere un video che ben lo rappresenta) che ha un aneddoto tremendo sui Guns N’ Roses. Ogni volta che spuntano nella stessa frase le parole “Guns N’ Roses” e “Reunion” parte con la solita tiritera. E noi ogni volta lo ascoltiamo pazienti, annuendo, e facendo facce sempre stupite perché “no, non ce l’avevi mai raccontato”. Ecco la storiella è più o meno questa: nel lontano 1992, quando Slash, Axl e soci passarono da Torino, il direttore aveva 13 anni e, nonostante volesse andare al concerto dei Guns N’ Roses, i suoi cattivissimi genitori glielo impedirono. Fine della storia. Ma sono 23 anni che rompe le scatole a parenti, amici e colleghi e finalmente potrebbe essere l’occasione perché il finale sia più del tipo “e vissero tutti felici e contenti”.

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