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Ma quale Olimpiadi!

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Il caro Danny S, direttore supremo e responsabile dei miei deliri su stampa, dopo aver notato un certo dry up su argomenti musicali – ovvio del resto – mi chiede di scrivere una cosa sulle Olimpiadi, visto che vivo a Londra.

Il caro Danny S, direttore supremo e responsabile dei miei deliri su stampa, dopo aver notato un certo dry up su argomenti musicali – ovvio del resto – mi chiede di scrivere una cosa sulle Olimpiadi, visto che vivo a Londra. «Minchia Charlie, è la tua città, e suonano tutti”. “Tutti chi?”. “Non lo so, vedi su Google no?”. Scrivi sulle Olimpiadi, avvenimento sportivo, quindi scrivi di musica. Ma che cazzo c’entra la musica con il lancio del giavellotto? Questa à la globalizzazione e il trionfo della democraziaccia maledetta: Olimpiadi + Concertone  = “facciamo un bel pastone, cosi li teniamo TUTTI incollati davanti alla televisione”. Magari ci infilano anche una mostra di quel sola di Damien Hirst.

Per me che ho vissuto nel passato-futuro, le Olimpiadi a livello estetico valevano un bel po’. Quelle belle austere, le tute con lo scrittone CCCP, quella americana, bellissima, con la scritta USA con tanto di stars&stripes, la DDR che se magnava tutto, la Comaneci e i miei fratelli neri Smith e Carlos che, a Mexico ’68, salutano a pugno chiuso in stile Black Power durante la premiazione dei 200 metri! Gente che cercava di evitare il fottuto Vietnam quindi doveva elevarsi e trionfare. E giù poi in cameretta ad ascoltare Miles Davis e Marvin Gaye. Bei tempi quelli dei blocchi contrapposti, mi sembra invece che la globalizzazione sia un “tutti contro tutti”.

Queste Olimpiadi per me invece significano solo una cosa: il mio sguardo preoccupato sulla lancetta della temperatura dell’acqua che va sempre più sul rosso – il mio V8 in ebollizione grazie al traffico pauroso che devo subire per colpa della megalomanie olimpiche di Mr. Blair. Perciò, Danny Boy, non ho bisogno di Google per dirti che probabilmente suoneranno tutti, dai Take That ai Coldplay, poi duetto di Adele con qualcuno, finalone dei Blur e magari Paul McCartney, perche’ no, senza scordarsi, ovviamente, di One Direction e JLS, giusto per accontentare anche le sbarbine. Cuntent? Me ne frega? Un Cass!

Sono troppo giovane per certe cose. Quindi da buon giovane parlo di quello che mi riguarda. Sequestro Alessandrino e andiamo al Festival di Montreux del buon Claude Nobs e del suo codirettore artistico George Duke (tastierista di Frank Zappa). Il 13 luglio suonano gli Chic di mio fratello Nile Rodgers in un superconcertone-party-all-night assieme a Mark Ronson, Johnny Marr, etc, etc, etc. Fanno pure un Martini pauroso a Montreux. Se non sapete che cosa e’ il Festival di Montreux forse non avete mai ascoltato Smoke on The Water e la musica, quella bona, vi fa schifo. In ogni caso non dovete seguire questa rubrica. Altro che Olimpiadi in the traffic!

Le Olimpiadi moderne, roba da Bocconi. Roba da Repubblica, roba da democraziaaaaaa!

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