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Non solo streaming: la nuova frontiera di Trent Reznor

Trent-Reznor-Daisy-streaming

Il frontman dei Nine Inch Nails e degli How To Destroy Angels Trent Reznor debutterà prossimamente con Daisy nel mondo dello streaming. La notizia in sé è abbastanza lineare per chi conosce, e magari utilizza, i servizi di Spotify e Deezer (giusto per citarne un paio). Andando un po’ più a fondo si scopre che insieme a Dr.Dre, Trent sta pensando di alzare la posta, abbinando ai classici ascolti illimitati e a pagamento altre caratteristiche: oltre ai suggerimenti e alle playlist costruite su misura per gli utenti da un algoritmo intelligente e all’avanguardia che analizza i propri gusti in profondità, si sta valutando l’arricchimento dello streaming service aggiungendo foto degli artisti, video, merchandise, biglietti e date dei concerti in programma della band e notizie relative ai gruppi che si stanno ascoltando.

E benché molti siano curiosi di capire come funzioneranno le suggestion di Daisy, la vera novità è quella relativa all’ulteriore possibilità che si aprirà per gli operatori di magazine online dedicati alla musica: lo streaming è un universo ancora relativamente inesplorato, se non ancora sconosciuto, a diverse latitudini; è quindi normale che avere contenuti di qualità, sapere operare in real time, avere un database completo e aggiornato, possa piazzare le testate di settore in una posizione favorevole per proporsi alle aziende che stanno rivoluzionando il music biz, rendendo oramai del tutto irreversibile il passaggio dalla fruizione fisica a quella online di canzoni e album.

Non solo. Essendo i servizi di streaming fruibili su piattaforme differenti (basti pensare a smartphone, tablet, piuttosto che ai nuovissimi ultrabook o ai canonici laptop e desktop di casa), oltre che studiati apposta per essere utilizzati in ogni luogo, condizione e situazione, la possibilità di esplorare il mercato mobile è un’altra occasione che editori e giornalisti online non possono farsi sfuggire per nessun motivo. Se l’editoria cartacea settoriale non vive certo tempi felici, per quella digitale stanno forse per arrivare quelli dell’affermazione definitiva.

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