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Onstage 2013: nuovo, diverso e altro

Onstage-2013

Il cinema sembra essere la nuova frontiera dell’industria musicale. Tra ottobre e novembre, sono moltissimi gli eventi programmati sul grande schermo. Dai Led Zeppelin a Vasco, dai Coldplay ai Beatles, passando per i Guns N’ Roses. Ci sarebbero anche i Rolling Stones, ma non qui da noi (per il momento). Si tratta di proiezioni speciali, spesso con data unica e unico circuito di sale. Ma l’esclusività non sembra essere un problema, anzi. Funziona benissimo, lo dimostrano i dati di affluenza: Celebration Day, il film che documenta il concerto-reunion del 2007 dei Led Zeppelin, in Italia ha incassato 560 mila euro in una sola notte, registrando 48.000 spettatori – è stato naturalmente il film più visto del 17 ottobre. Oltre agli Zep, è andato molto bene anche Ligabue l’anno scorso, così come il film sui vent’anni dei Pearl Jam, girato da Cameron Crowe, uscito a settembre 2011 (tanto che ci sarà una nuova proiezione dello stesso documentario con 20 minuti di scene extra). Bene era andato, qualche anno fa, anche U23D, pellicola tridimensionale sullo straordinario ultimo tour di Bono e compagni. Insomma, sono molti gli esempi di successo. Chiaramente si tratta di artisti che hanno un seguito enorme, per cui è più facile riempire le sale. Ma il segnale importante è un altro.

Bisognerebbe chiedere a un discografico quale sia l’impatto reale di queste operazioni sull’industria musicale a e quindi le ripercussioni sulla musica stessa. Un po’ di ossigeno per far ripartire entusiasmo, idee, investimenti? Oppure solo qualche rapida schiarita in un cielo gonfio di nubi nere? Faremo la domanda a chi può risponderci. Ma c’è un aspetto che vale la pena comprendere a prescindere dal resto: perchè il pubblico reagisce con entusiasmo all’esperimento. Il “canale cinema” ha il merito di dimostrare che una proposta unica perché qualitativamente alta è sempre di successo, anche se ha un prezzo e anche in un momento come questo, in cui è più facile stare a casa che uscire. La tecnologia audio e video che supporta le proiezioni rende la fruizione musicale al cinema un’esperienza irripetibile, stimolando emotivamente gli spettatori fino a tirargli fuori quella passione che normalmente corre senza briglie solo durante i concerti.

Tecnologia più qualità più passione. Uguale innovazione, sinonimo di successo. È questa la formula che tutto muove. Questo vogliamo e questo dobbiamo dare, a seconda della posizione da cui si parte. È un discorso che chiama in causa i musicisti, tutto il mondo che gli ruota attorno, promoter e discografici in primis. Chiama in causa politici, imprenditori, dirigenti e professionisti, giornalisti, direttori, impiegati. Tutti quelli che sono nella posizione di innovare hanno il dovere di provarci. Anche noi.

Ci stiamo preparando al 2013, che si preannuncia durissimo come e più del 2012, consapevoli che l’immobilismo non porta da nessuna parte, tantomeno in un periodo come questo. Vogliamo innovare fino al punto di stravolgere quanto abbiamo fatto fino ad oggi. Onstage sarà nuovo, diverso e altro. Nuovo perché cambieremo formato e stile. Diverso perché il nostro raggio d’azione, in termini di contenuti, sarà molto più ampio: ci prenderemo più responsabilità. Altro perché vareremo un’edizione digitale che non sarà semplicemente il formato pdf della rivista cartacea che stamperemo ogni mese, ma sfrutterà tutte le possibilità che offre oggi il web. Tecnologia, qualità e passione. È il nostro mantra. Ancora un paio di numeri e cambiamo le regole del gioco.

(Tratto da Onstage magazine, numero di novembre)

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