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Perché andrete (ancora) a un concerto di Vasco Rossi?

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Anche quest’anno Vasco ha lasciato qualcosa. Non intendo solo i sette concerti del Live Kom 014, che hanno richiamato più di 400mila spettatori (che certo pochi non sono, come ha attestato Billboard). Parlo di qualcosa di molto più profondo. Dell’essenza della musica e di quello che fa provare. Perché di Vasco si può scrivere (ed è stato scritto) tutto, ma non che si possa restare indifferenti davanti a lui. Non penso di capire più di altri cosa rappresenti il Sig. Rossi in Italia: semplicemente, vedo e leggo le reazioni agli articoli che abbiamo pubblicato su di lui nell’ultimo mese.

Migliaia di visualizzazioni sul sito per ogni pezzo. Centinaia di interazioni (tra like, commenti e condivisioni) ad ogni post sui social network. Visto che siamo liberi da ogni condizionamento, abbiamo provocato con pezzi “contro” come Perché non andrò mai (più) ad un concerto di Vasco Rossi e stuzzicato con analisi “pro” come Perché Vasco è l’unica vera rockstar italiana. E poi c’è stata la prestigiosa intervista al Komandante e ancora due recensioni piuttosto diverse sui concerti di Roma e Milano. Ognuno di questi titoli ha scatenato un vortice di passioni. Nessuno come Vasco, in Italia, provoca emozioni tanto intense. Amore incondizionato, tantissimo. Ma anche odio (si, proprio così). Sentimenti contrastanti, e più monta l’uno e più risponde l’altro.

Naturalmente abbiamo ricevuto molte critiche. A volte dei fan, altre dei detrattori. Nessun problema, fa parte del gioco. Poi però è successo qualcos’altro. Ed è il motivo per cui leggete queste righe.

Nel bel mezzo del Live Kom 014 è arrivata una mail in redazione: «Buongiorno, ho letto il vostro articolo dal titolo Perché non andrò mai (più) a un concerto di Vasco Rossi. Voglio inviarvi una risposta dal titolo opposto: Perché andrò (ancora) a un concerto di Vasco Rossi, voglio vedere se avete il coraggio di pubblicarla». A scrivere è Andrea I. e la sua obiezione ci è sembrata interessante, salvo perdere di senso quando dice di «non voler parlare come un adulatore qualsiasi del Blasco, con frasi tipo “Vasco non si discute, si ama“, “Chi non ama Vasco non capisce niente di musica” ecc…», e però subito sostiene che «la sua carriera, al contrario di molti altri artisti, non è stata ricca di alti e bassi, ma solo di alti senza mai accennare periodi di declino». No, così no.

Sul sito di Onstage un articolo intitolato Perché andrò (ancora) a un concerto di Vasco Rossi, scritto da un lettore/fan lo pubblichiamo molto volentieri. A patto che non sia un elenco di banalità trite e ritrite. Vogliamo argomenti. Servono il cuore e la mente. Siete in grado di scrivere perché un live del Blasco è qualcosa di imprescindibile, spiegandolo anche a chi proprio non sopporta il rocker di Zocca? Bene, mandateci le vostre riflessioniredazione@onstageweb.com (nell’oggetto della mail: Vasco). Pubblicheremo il migliore tra gli articoli che ci arriveranno entro domenica 27 luglio. E lo condivideremo sui nostri profili social. Non è uno scherzo, lo faremo sul serio. A voi.

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