Blog

Perchè non capisco la polemica di Vasco

Foto-concerto-per-emilia-live-stadio-dallara-bologna-25-giugno-2012_Prandoni_246

I concerti di beneficenza sono oggetto di dibattiti che spesso diventano polemiche. Non capisco quella di Vasco, però.

Prima e dopo aver fatto del bene – se e quando succede davvero – i concerti di beneficenza sono oggetto di dibattiti che spesso diventano polemiche. Ne discute la gente comune, i media ne parlano, gli artisti coinvolti e quelli non coinvolti esprimono la propria opinione. Di solito, si leva un coro di consensi che registra qualche voce stonata, che sia scettica o contraria. È così da sempre, dal primo Live Aid organizzato da Bob Geldolf (nel 1985) per raccogliere fondi in favore delle popolazioni africane, e ancora prima dal Concert For Bangladesh di George Harrison del ‘71. È stato così anche per il recente Concerto per l’Emilia, lo scorso 25 giugno allo stadio Dall’Ara di Bologna, organizzato per raccogliere fondi da devolvere ai terremotati emiliani.

Tantissimi gli artisti locali che hanno partecipato, Zucchero, Laura Pausini, Ligabue, Francesco Guccini, Gianni Morandi, Cesare Cremonini e altri ancora. 40.000 biglietti venduti e un bel gruzzolo da destinare alla ricostruzione di quella parte d’Italia così importante per il nostro Paese – oltre che per se stessa. Un successone, tanto che se ne farà un altro a settembre, a Campovolo – il piccolo aeroporto di Reggio Emilia divenuto celebre per i concerti del Liga – con gli artisti di tutta Italia (da Jovanotti a Tiziano Ferro). Tutti compatti per aiutare l’Emilia con queste iniziative. Un sola voce fuori dal coro di consensi, quella del Sig. Rossi più famoso d’Italia.

Vasco ha declinato l’invito, e pur dimostrando sincero rispetto per Beppe Carletti e gli altri organizzatori, ha ribadito un concetto a lui chiaro. «Non parteciperò a nessun concerto di beneficenza. Non amo quel modo di farla, poco costoso e poco faticoso. Certo rispetto chi la fa così, ci crede ed è sincero. Ma io penso che la beneficenza si debba fare tirando fuori i soldi dal proprio portafoglio, senza troppo spettacolo e pubblicità». È garbata, ma è pur sempre una polemica. Chi conosce bene la storia di Vasco, sa che non si tratta di un’uscita estemporanea. È stato coerente con se stesso. Ricordo Rock sotto l’assedio, doppio evento a San Siro con cui il Blasco cercava di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla guerra nei Balcani. Era il 1995 e un diluvio di polemiche cadeva sul rocker di Zocca. Ma come, fai un evento del genere e non devolvi i soldi in beneficenza? Certo che no, i soldi li dono in silenzio, l’evento non serve a raccogliere fondi ma, appunto, a sensibilizzare, a tenere alta l’attenzione della gente sul dramma dei conflitti e in particolare di quelli nella ex Jugoslavia.

È proprio questo il punto. Al di là dei denari, i concerti di beneficenza hanno il merito di far parlare di se e dunque di continuare a sollecitare l’opinione pubblica su temi che i media tolgono dalle prime pagine – oggi anche dalle homepage – con la stessa rapidità con cui non esitano a entrare nelle tende dei terremotati per chiedergli «come va?» (Come diavolo volete che vada?!?!). Sinceramente non capisco perché Vasco, questa volta, non abbia considerato questo aspetto. Penso anche io, come lui, che non sia sufficiente prestare la propria arte gratis per raccogliere i soldi degli altri. È importante e doveroso che gli artisti si mettano le mani in tasca e tirino fuori soldi loro, che facciano un sacrificio vero, economico, oltre a passare una mezz’ora sul palco e concedere qualche intervista.

Ma questo non toglie che è fondamentale organizzare eventi come il Concerto per l’Emilia perché è fondamentale che di queste disgrazie si continui a parlare. Certo, un po’ di demagogia in meno non guasterebbe – orripilanti certi appelli lanciati dal palco del Dall’Ara  – ma questi concerti servono. Anche “solo” per portare un po’ di conforto a chi è vittima di disgrazie come il terremoto. Sarebbe un risultato enorme. È un risultato enorme.

(Editoriale di Onstage Magazine, luglio 2012)

Commenti

Commenti

Condivisioni