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Sexy Brat at the Brits (pensando a David Bowie)

brit-awards-2013

Agli albioni non sta bene niente. Ed è per questo che trionfano sempre. Suppongo la chiave del successo stia nel loro snobbismo genetico: lamentarsi di quel che si fa per migliorare. Non sono contenti di detenere ora il 40% del mercato musicale statunitense, di essere il centro del mondo creativo e di celebrarlo ai Brit Awards, l’equivalente dei Grammys. A proposito, ai Brits c’erano tutti gli americani, a partire da Jay Z.

Sono al quarto Martini e il Briggsy salta su dicendomi: «A bit dull, don’t you think, Charles?». Un po’ moscio? A me sembra un capolavoro, sono appena tornato da Sanremo! C’è Taylor Swift. Ho sempre pensato che avesse molto talento. Così sbarbina, così midwest, delicata. Ma ora, oooooh! Si è svegliata con un nuovo singolo, Trouble e… Sei in una marea di casini, baby. Piaceresti al vecchio Serge col tuo aspetto da mocciosa viziata. Nulla di meglio di una gamine che diventa donna e scopre il potenziale offensivo della propria sessualità, con il singolo giusto, alla Rapino, pieno di “hi hi hi oooh aaaah”, una spectorata pazzesca (nel senso di Phil Spector), con un bridge lungo un’eternità e quel “trouble” pronunciato con la “o” stretta. Oh yes, this is putrid pop!

Incrocio Robbie Williams in completo blue vomit: «Non vedo l’ora che tocchi a me» ammiccando alla Swift. Ai Brits il top sono gli aftershow. Al party della Sony, il migliore, incontro Alan, l’eminenza grigia di Bowie: mi parla del nuovo singolo del Duca. Ammetto che mi ha dato quasi fastidio che se ne sia uscito con un singolo ed un album: mi piaceva il fatto che non si fosse accodato alla transumanza dei relitti che fanno reunion tours, comeback, etc etc.. Per me era meglio rimanere attaccati alla nostalgia dei suoi lavori, una rivoluzione culturale. Come i Beach Boys stavano al surf ed alla California, Bowie stava alla mia nevrosi mitteleuropea. Però poi ho scoperto che il singolo racchiude quella nostalgia. In poche parole Bowie sa benissimo di invecchiare e se ne fotte!

C’è da capire come ho fatto a iniziare con la Swift e finire con Bowie. Ma del resto cercate di capirmi è roba da Repubblica…roba da democrazia!

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