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Successo e comunicazione: un meccanismo perverso

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Marzo è il mese dei concerti in Italia di Sixto Rodriguez. Scoprendo la sua incredibile storia attraverso il documentario Searching For Sugar Man, non ho potuto fare a meno di ragionare sul successo e sul significato della fama per un artista. Possono cambiarti la vita? Se arrivano troppo tardi probabilmente no, come nel caso di Rodriguez, che ha continuato a fare il muratore per gran parte della sua esistenza visto che i suoi dischi non vendevano –  o almeno così ha creduto lui – per molti anni.

I primi due album di Sixto, capolavori indiscutibili, risalgono al 1970-71. Per puro caso l’americano diventa un simbolo della lotta all’Apartheid in Sudafrica, vendendo a sua insaputa milioni di copie, e continuando invece a rimanere un perfetto sconosciuto negli Stati Uniti. Rodriguez scopre di essere così famoso nello Stato africano solo nel 1996: un quarto di secolo più tardi!

Trovo che sia molto triste la storia degli artisti, non solo dei musicisti, che non riescono ad avere successo per lungo tempo durante la propria esistenza, fino addirittura alla morte, per poi essere celebrati una volta passati a miglior vita. È triste perchè è un fatto che riguarda soprattutto i media: se non passi in televisione,  il tuo volto non è riconoscibile e quindi il tuo nome non dice nulla al grande pubblico.

Se ci pensate bene, è un meccanismo perverso: se vai in tv anche senza saper fare nulla (Grande Fratello docet) rischi di diventare molto famoso in poco tempo. Se sei un artista, suoni bene e magari fai anche bella musica, ma non vai in televisione, il tuo nome o il tuo volto potrebbero essere riconoscibili troppo tardi. O non esserlo mai. Oppure, ancora, il successo potrebbe non arrivare nel tuo Paese ma altrove, dove la tua arte viene compresa e apprezzata. Non è una storia necessariamente anni ‘70, anche se allora c’erano meno strumenti di comunicazione: anche oggi, e parlo dell’Italia, abbiamo artisti molto apprezzati all’estero e poco considerati nel nostro Paese. Nemo propheta in patria.

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