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Ugole in fuga

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Scala delle stazioni emittenti ordinata alfabeticamente da disporsi negli apparecchi radioriceventi. Questo il brevetto che mio nonno depositò nel dicembre 1934. Un’invenzione con cui non ha certo cambiato il mondo, come invece hanno fatto illustri connazionali quali Marconi, Meucci, Fermi o Natta. Ma lasciatemi essere orgoglioso di questo episodio legato alla mia famiglia!

Quest’anno l’Italia è stata superata dalla Svezia nella classifica dei brevetti depositati: adesso siamo all’undicesimo posto e solo l’1,7 % è Made in Italy. Il Paese di Leonardo da Vinci è diventato meno creativo? O forse l’Italia non è il posto giusto, anche solo burocraticamente, per essere creativi? La classifica non tiene conto per esempio delle invenzioni degli Italiani all’estero, i cosiddetti “cervelli in fuga”.

E la creatività in musica? Perchè esportiamo così poca musica? Forse perchè non sappiamo cantare in inglese? Io non credo sia solo questo il punto.
Non dobbiamo dimenticare che negli anni ’70 abbiamo avuto band di progressive che diventarono un punto di riferimento mondiale (Banco del Mutuo Soccorso nella cover story), e riuscirono a fare tour all’estero anche cantando in italiano. Perchè, detto tra noi, la nostra lingua agli stranieri piace, e la trovano anche molto musicale, fin dai tempi di Mozart. Oggi i nomi degli artisti italiani conosciuti all’estero sono sempre gli stessi – quelli che ottengono successo nel mondo latinoamericano – perchè da troppi anni ormai il percorso che le nostre major fanno imboccare ai propri artisti è quello del “disco in spagnolo”. Va bene, ma così la musica italiana verrà sempre intesa come un qualcosa di folkloristico, legata al mondo ispanico, quando invece ci sono fior fior di band nel nostro Paese che si sentono più legate al mondo anglosassone.

Il talento e la creatività in Italia non mancano di certo, forse è l’organizzazione per esportare la musica che manca. Attenzione che oltre ai cervelli tra un po’ avremo anche le ugole e le mani (dei musicisti) in fuga. Alla fine qua rimarranno solo le parti intime di Siffredi e i piedi di qualche calciatore. E forse neanche quelli.

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