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Yes we can (interrompere ogni rapporto con le case discografiche)

Protest-The-Hero-Crowdfunding

Se negli ultimi anni la distanza tra musica e web è diventata praticamente impercettibile, quanto messo in atto di recente dai Protest The Hero potrebbe segnalare in maniera inequivocabile che i vecchi modelli di business “artista-label–distribuzione” stanno per andare definitivamente in pensione.

La giovane metalcore/mathcore band dell’Ontario (Canada), dopo aver pubblicato tre (bellissimi) dischi da studio e aver superato il decennio di carriera, ha deciso di interrompere qualsiasi rapporto con le etichette discografiche. Ridefinendo il concetto di DIY che spopolò nei primissimi anni ottanta in campo hardcore punk, i Nostri hanno lanciato una raccolta fondi (crowdfunding) finalizzata alla pubblicazione del nuovo album. Su Indiegogo è tutt’ora possibile partecipare, benché la cifra fissata dal gruppo come obiettivo sia già stata raggiunta e superata in pochissimo tempo, grazie a una risposta formidabile dei supporter del quintetto.

La formula è inevitabilmente destinata ad avere successo a lungo termine, perché va a coinvolgere in prima persona i fans, ovvero gli appassionati di musica che vanno ai concerti, acquistano il merchandise e compra(va)no i dischi, rendendoli parte attiva e indispensabile nel percorso artistico dei musicisti, facendoli in sostanza scommettere a scatola chiusa sul prodotto finale che essi stessi acquistano in anticipo. I Protest The Hero hanno messo in vendita, a prezzi abbordabili, diversi pacchetti: dal normale digital download della release (10 dollari), alle deluxe edition (25) e alla partecipazione alla festa per il rilascio del cd (125), spingendosi ai ben più folli pizza party a casa del chitarrista con tanto di soggiorno a Toronto (1250) fino alle comparsate sull’album in qualità di guest vocalist (5000).

Un ulteriore passo verso il nuovo modo di intendere la musica: diversi act hanno già adottato da tempo la modalità dell’autofinanziamento e della produzione in assoluta autonomia della propria arte, i Protest The Hero sono andati oltre, arricchendo di opportunità strambe ma sicuramente d’effetto quel processo di creazione di un album che è stato ridotto, da quasi due decenni oramai, a una sorta di catena di montaggio immutabile e priva di emozioni.

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