Cinema

10 cose che (probabilmente) non sapete su Ritorno al futuro

10 cose da sapere su ritorno al futuro

Grande Giove. Ci siamo davvero. 21 ottobre 2015. Chi avrebbe mai pensato che prima o poi quella data sarebbe stata raggiunta sul serio e non sarebbe rimasta semplicemente una combinazione di numeri sull’indicatore del tempo della DeLorean di Marty McFly? Eppure è così. Siamo arrivati al giorno nel quale Doc e Marty arrivano nel futuro. Pardon, al presente. Ritorno al futuro è semplicemente il film più amato e più visto da generazioni intere. Per l’occasione i primi due capitoli della saga tornano al cinema. Ma forse c’è qualcosa che anche chi conosce a memoria tutte le battute della mitica trilogia di Robert Zemeckis potrebbe non sapere…

Spaceman from Pluto
Ritorno al futuro
non doveva chiamarsi Ritorno al futuro. I produttori non erano convinti del titolo e pensavano di cambiarlo in Spaceman from Pluto, con riferimento a un fumetto che tra l’altro compare all’inizio del film. Così facendo pensavano di dare un tono più fantascientifico alla pellicola. Alla fine, per fortuna, rimase l’originario Back to the Future.

Michael J. Fox e’ un rimpiazzo
Una delle grandi fortune della saga di Ritorno al futuro è certamente Michael J. Fox. Ma all’inizio non doveva essere lui a impersonare Marty McFly. Anzi, le riprese del film cominciarono con Eric Stoltz nel ruolo di protagonista. Un attore un po’ troppo metodico, tanto da pretendere di essere chiamato Marty anche a telecamere spente. Pare che nella scena della caffetteria venne persino alle mani con Tom Wilson, alias Biff Tannen. Forse lì Eric Stoltz capì che era meglio alzare i tacchi e andarsene…

Michael J. Fox non dormiva mai
La carriera di Michael J. Fox svoltò proprio grazie alla saga di Zemeckis, ma diciamo che forse quando venne ingaggiato in un primo momento non fu proprio felicissimo. Erano infatti in corso le riprese della sitcom Casa Keaton dove lui era uno dei protagonisti e così per un bel po’ si trasformò in una specie di Christian Bale ne L’uomo senza sonno. La mattina girava Casa Keaton, dalle 18.30 alle due di notte andava sul set di Ritorno al futuro. E così per circa un centinaio di giorni il povero Michael dormì non più di 4 ore a notte.

Doc? Poteva essere il “Trinity Killer”
«Hello, Dexter Morgan». Ecco, 30 anni fa John Lithgow avrebbe potuto pronunciare un altrettanto straordinario «Hello, Marty McFly» se le scelte del casting di Ritorno al futuro fossero rimaste le originarie. Doveva infatti essere proprio lui, il grande Trinity Killer della 4° stagione di Dexter, a impersonare Doc. Ma alla fine fu scelto l’immenso Cristopher Lloyd. E il resto è storia.

Einstein doveva essere una scimmia
Il primo vero viaggiatore nel tempo della saga di Zemeckis però non è né Marty né Doc bensì Einstein, il simpatico cagnolone dello scienziato dai capelli d’argento. Anche se, nella prima versione della sceneggiatura Marty era un autore di video pirata e il professor Brown, non ancora soprannominato Doc, aveva una scimmietta di nome Shemp.

La DeLorean meglio di un frigorifero
Nella sceneggiatura originale la macchina del tempo non era un’automobile. Secondo gli sceneggiatori, Marty e Doc avrebbero dovuto viaggiare nel tempo grazie a un frigorifero. Proprio così. Poi per fortuna cambiarono idea. Il motivo? Avevano paura che i bambini degli anni ‘80 potessero provare a viaggiare nel tempo chiudendosi nel freezer di casa…

Altro che fulmini da 1,21 gigawatt
La DeLorean va obbligatoriamente alimentata con del plutonio in modo da creare una reazione nucleare, unico modo per generare gli 1,21 gigawatt di potenza elettrica necessari al flusso canalizzatore per permettere il viaggio nel tempo. Questa è la straordinaria scoperta scientifica di Doc. Problema: nel 1955 non si trova plutonio. E prima del fulmine sull’orologio del municipio l’idea che era venuta agli sceneggiatori era di ben altra portata: un’esplosione nucleare.

Per la Disney era un film troppo “hot”
All’inizio gli studios non sembravano per nulla interessati a Ritorno al futuro. Quasi tutti rifiutarono di prendere parte al progetto, compresa la Disney che considerava la sceneggiatura troppo spinta. In particolare, non piaceva il rapporto “incestuoso” tra Marty e Lorraine. Poi, per fortuna di Zemeckis e di tutti i cinefili del mondo arrivò Steven Spielberg che fu decisivo per l’ok definitivo della Universal.

Zemeckis non voleva girare il sequel
Durante i primi test screening le reazioni del pubblico non furono particolarmente positive. Gli spettatori non capivano bene se si trattava di una commedia o di un film d’avventura. Zemeckis, già scettico in partenza, si convinse che non avrebbe mai voluto girare il sequel. Ma grazie agli oltre 210 milioni di dollari d’incasso che resero Ritorno al futuro il maggiore successo al botteghino del 1985 anche il buon Robert cambiò idea…

La finezza sul numero dei pini
Non tutti avranno notato una vera finezza all’interno della saga. Una di quelle cose che vengono chiamate easter eggs da quelli che la sanno lunga. Avete presente quando Marty arriva nel 1955 e per scappare dal fienile travolge un pino prendendosi del «bastardo spaziale»? Ecco, come indicano chiaramente i cartelli quel luogo nel 1985 pre-viaggio nel tempo si chiamava “Twin Pines Mall”. Quando Marty torna nel 1985, giustamente, la dicitura è cambiata in “Lone Pine Mall”.

Ritorno al futuro - Lone Pine Mall

Sceneggiatori preveggenti
D’accordo, nel 2015 di Ritorno al futuro II non c’è internet. Però nel futuro di Marty e Doc ci sono cose che si sono realizzate per davvero nel nostro presente. Qualche esempio? Il binocolo di Doc che gli fornisce informazioni sulle persone che inquadra assomiglia molto ai Google Glass o ai Microsoft Holo Lens. Per non parlare della realtà virtuale o delle luci a comando. Anche il mitico “volopattino” è diventato realtà, con la messa in commercio al modico prezzo di 10 mila dollari dell’Hendo Hoverboard. Esistono persino le scarpe che si allacciano da sole. Ma la profezia più incredibile potrebbe essere quella sulla sgangherata squadra di baseball dei Chicago Cubs. Nel 2015 di Marty e Doc vince le World Series dopo 108 anni di astinenza. Nel nostro 2015 i Cubs sono in testa alla National League e contro ogni pronostico alle World Series ci andranno sul serio.

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