Cinema

10 film e serie tv del 2015 che dovete per forza aver visto

10-film-serie-tv-2015-che-dovete-vedere

Fine dell’anno, tempo di bilanci, classifiche, retrospettive, commenti, liste, panettoni, buoni propositi, champagne per chi può e candeggina mascherata da spumante per chi non può. In mezzo a tutto ciò come potrebbe mancare una sana classifica dei 10 film/serie tv che non si possono non aver visto nel 2015? E allora eccovi qui tutto che se non avete visto dovete immediatamente correre da qualche parte a recuperare. O al limite annotateveli sul block notes (cartaceo o telematico) dove vi state senza dubbio segnando tutte le imprese più o meno straordinarie che dovrete ineludibilmente compiere nei prossimi 365 giorni (anzi 366, ché il 2016 è bisestile) della vostra più o meno sensazionale esistenza.

INSIDE OUT

Troppo facile? Può darsi. Ma è bene ribadire ancora una volta che quello della Pixar è un meraviglioso straordinario fantastico sensazionale capolavoro. Per grandi, piccini, alti, bassi, impauriti, arrabbiati e tranquilli, felici e tristi, disgustosi e disgustati, elefanti rosa che piangono caramelle. Insomma, proprio per tutti quanti. Il film dell’anno, o forse del lustro.

MAD MAX: FURY ROAD

Diciamocelo francamente. Il 99,99 per cento degli esseri umani senzienti aveva previsto una catastrofe, un puerile blockbuster senza capo né coda, una rivisitazione vintage e un po’ kitsch del già vintage e kitsch capostipite con Mel Gibson (la cui versatilità attoriale è paragonabile solo alla versatilità del guardaroba di Hulk). E invece George Miller ha stupito tutti, compreso certamente Mel Gibson. Tra tempeste di sabbia e inseguimenti folli uno spettacolo godurioso per gli occhi. 

STAR WARS: IL RISVEGLIO DELLA FORZA

Sì, quest’anno ci sono piaciuti soprattutto film di nicchia, sconosciuti al grande pubblico e non troppo pubblicizzati. È il caso del settimo capitolo della saga di Guerre stellari la cui uscita nelle sale cinematografiche è stata resa nota anche all’ultimo aborigeno della Savannah Way australiana. E però non possiamo esimerci dal dire che J.J. Abrams è riuscito nell’impresa di restituire a tutti la bellezza e la complessità di una celeberrima storia internazionalpopolare. Dunque, tutti voi che certamente non sapevate che è uscito Star Wars, sapevatelo.

EX MACHINA

Restiamo in ambito fantascientifico ma viriamo su toni leggermente più intimistici. Diciamo che Star Wars sta a Ex Machina come l’Old Trafford sta al vecchio Delle Alpi con i suoi scatenati 18 ultras della Juventus a riempire la curva (si scherza, mica che poi gli amati gobbi si offendano e ci insultino fino all’anno nuovo). Due garanzie: Alex Garland è il nuovo vate della fantascienza e Oscar Isaac è uno dei migliori giovani attori sul globo terracqueo. 

NON ESSERE CATTIVO

La produzione italiana di quest’anno non è stata niente male. Garrone, Suburra, Bella e perduta… meritavano tutti una citazione ma alla fine bisogna sceglierne uno e allora optiamo serenamente per lo straordinario affresco di Claudio Caligari, opera postuma emozionata ed emozionante sulla maledizione di crescere negli anni Novanta a Ostia. Tanta roba.

ROOM

Decisa virata verso il cienma d’autore. Ha vinto il festival di Toronto, ha diverse nomination ai Golden Globe, è stato acclamato da critici di mezzo mondo. È la storia terribile e molto più che toccante di un bambino tenuto segregato in un capanno con la madre da quando è nato. Un po’ Haneke un po’ no, una pellicola da recuperare assolutamente se vorrete rendere il vostro block notes (cartaceo o telematico) un grande protagonista del ‘900, ehm del 2015 (riferimento per pochi intimi, così come per pochi intimi la distribuzione italiana di questo gran film). 

BETTER CALL SAUL (stagione 1)

Dopo la perfezione assoluta (nei tempi, nei modi, nell’inizio e nella fine, nella regia e nella sceneggiatura, nella recitazione e in qualsiasi altra cosa visibile a occhio umano) di Breaking Bad le attese su Better Call Saul erano per forza di cose altissime. Anche se in fin dei conti si sperava semplicemente di non assistere a un qualcosa di troppo brutto in confronto alla serie principale. Mai paura fu più lontana dalla realtà. Il personaggio dell’avvocato squinternato dei criminali di Bob Odenkirk guadagna spessore dopo soli 2 minuti e mezzo della prima puntata. Grandioso.

THE LEFTOVERS (stagione 2)

Un giorno, improvvisamente, il 2 per cento della popolazione mondiale (140 milioni di persone) scompare in un solo istante. Diciamo la verità, non proprio una premessa originalissima. Quante volte abbiamo sentito un incipit del genere negli ultimi decenni? Parecchie. Eppure The Leftovers ha fatto centro. C’è chi la paragona a Lost per il livello di mistero e i continui colpi di scena. Ma la seconda stagione della serie ha fatto capire a tutti che la creatura di Damon Lindelof e Tom Perrotta è a suo modo unica e inimatibile.

ROBOT (stagione 1)

Di solito in estate anche i grandi network Usa vanno in vacanza e sparano fuori titoli usciti da qualche scantinato, idee bizzarre, serie memorabili quanto nomi e indirizzi per il protagonista di Memento. Invece stavolta ci hanno stupito. Il titolo può essere fuorviante. Nessun robot strano o automa, qui siamo molto avanti. Si parla di hacker, attentati tecnologici e sdoppiamenti di personalità. Ritmo sincopato, montaggio nervoso, musiche nevrotiche con il cappellino di Christian Slater e gli occhi spalancati di Rami Malek a fare la differenza. Sì, cala un po’ nel finale soprattutto per alcune scelte di sceneggiatura ma nel complesso merita eccome. Perturbante. 

FARGO (stagione 2)

La seconda stagione della serie ispirata all’omonimo film dei fratelli Coen narra vicende antecedenti alla prima. Il legame con i personaggi della prima serie è tanto sottile quanto resistente. Si parte piano ma una volta entrati nel mood si è rapiti. Splendida Kirsten Dunst nella parte di una mogliettina di provincia irrequieta e con la testa tra le nuvole ma straordinari anche i tanti personaggi di contorno. Con la banalità e la presunta casualità degli eventi narrati si toccano invece temi profondi e non scontati. Fino al visionario (quasi) finale. Solo dopo aver visto la seconda tornata di puntate di Fargo si può chiudere il 2015 e, parafrasando il protagonista della stagione, fare sogni d’oro massiccio sul 2016.

Commenti

Commenti

Condivisioni