Cinema

10 film sulla cucina con pietanze da “Vuoi che muoro?”

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Altro che astronauti, scienziati, ingegneri aerospaziali, calciatori, tronisti di Uomini & Donne. La professione più ambita degli anni ’10 del nuovo millennio è lo chef. Anzi, se possibile MasterChef. Già perché come dice il paulsmithiano Sean Penn di This Must Be The Place «ormai non esistono più lavoratori o artigiani, sono tutti artisti». Comunque, polemiche inutili a parte, diciamo che l’invasione degli ultracuochi in tv è stata devastante, irrefrenabile, sconcertante. A qualsiasi ora, su qualsiasi canale c’è un qualche cuoco (scusate per la bestemmia, un masterchef) stellato sadico e crudele, boss di torte o verdure, raìs dei fornelli, duca del bollitore, messia del mestolo, virtuoso del mattarello. E ovviamente l’invasione è arrivata anche al cinema. Dozzine di film con attori più o meno noti, più o meno belli, più o meno bravi che improvvisamente indossano il camice da chef, altro che calzamaglia da supereroe. Da Meryl Streep a Jean Reno, sono innumerevoli gli attori che si sono cimentati con pentole e padelle, anche se probabilmente in realtà non saprebbero nemmeno mettere a bollire l’acqua della pasta. Ma nel corso degli anni diciamo che non tutti i piatti presentatisi sulle tavole dei nostri attoroni sono proprio da cuoco stellato. Anzi, ce ne sono alcuni che fanno venir voglia di chiedere a chi li ha preparati: «Vuoi che muoro?». Eccone alcuni.

BRADLEY COOPER ALLA GRIGLIA
“È arrogante, ribelle, affascinante… e non ha nulla da perdere”. La locandina de Il sapore del successo, in uscita in questa fine di novembre nelle sale italiane, recita così al fianco del bel faccione di Bradley Cooper in abito da chef. Lui non avrà niente da perdere, ma forse ce lo abbiamo noi, vale a dire i 107 minuti di evoluzioni fornellistiche di Bradley “inespressivo” Cooper, l’attore più antipatico del globo terracqueo. Tutta invidia? Sarà, ma Bradley più che un cuoco stellato sembra un consumatore seriale di birra e cheeseburger.

HAMBURGER DOPPIO
A proposito di cheeseburger, il primo piatto che vi proponiamo è un qualsiasi panino del più celebre fast food del mondo intero. Ovviamente doppio. È quello che si mangia per un mese intero il salutista Spurlock come documentato in Super Size Me. Le conseguenze sul suo stato fisico non sono proprio quelle della dieta dello sportivo. Il vuoi che muoro qui viene preso proprio alla lettera.

SERPENTE AL NATURALE
Voi che cosa fareste se vi ritrovaste dispersi da soli senza cibo e senza acqua nel bel mezzo del deserto? Non mangereste la prima cosa o la prima persona che vi passano di fianco? O magari che vi striscia di fianco… cosa che fanno i protagonisti di Capricorn One, film di fantascienza del 1978 dove c’è chi si nutre di un serpente crudo. Come dice un detto milanese, “piuttosto che niente, è meglio piuttosto…”.

POLIPO VIVO
Ancora più estremo l’assaggio dell’Old Boy di Park Chon Wook che pensa bene di ingoiare un polipo vivo. Una decisione un tantino estrema ma che non saremo noi a giudicare. Oh-dae su (oltre a un’esortazione è il nome del protagonista), in fondo, era appena uscito dal carcere…

ZUPPA AI BULBI DI SCIMMIA
Ora lo dico, consapevole di poter diventare vittima di una fatwa. Se c’è tanta gente che mangia vegano chi può considerare riprovevole la zuppa thug a base di occhi di scimmia? Noi no di certo, anche se Indy, la bionda e il piccolo Shorty non apprezzano…

GELATINA DI SCARAFAGGIO
Recentemente l’Unione Europea ha dato il via libera al consumo alimentare di insetti, larve e vermi. Invitante, no? Beh, preparatevi perché secondo lo splendido film distopico coreano Snowpiercer il cibo del futuro, nonché l’unico, sarà un composto gelatinoso a base di insetti. Yum.

TORTINO DI CARNE UMANA
Sweeney Todd ci propone un altro rimedio da carestie o vacche magre. Certo, i clienti della pasticcera Helena Bonham Carter non sapevano che in realtà i suoi tortini erano preparati a base di carne umana, che un tempo apparteneva ai clienti del barbiere Johnny Depp. Come direbbe a tal proposito Anthony Hopkins, «manca solo una bella bottiglia di Chianti».

CHOCOLAT
Per chi non si accontenta delle già elencate prelibatezze c’è anche la portata principale consumata dai gerarchi, e non solo loro, dell’orrorifico Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini. In questo caso non parliamo di carne, anche se la provenienza è sempre umana…

BIRILLI CRUDI
C’è invece chi, come il ragionier Ugo Fantozzi, preferisce piatti provenienti da materia inanimata. Una delle sue ricette preferite è senza ombra di dubbio il birillo crudo, che mastica con voracità anche nel bel mezzo della notte disconoscendo la dieta.

SPAGHETTI AL RAGÙ DI SCARPA
Quando c’è crisi e dopo la benedetta terza settimana del mese non si sa più che cosa portare a tavola anche una scarpa bucata e i suoi lacci possono diventare un pasto straordinario. Lo sa bene Charlie Chaplin che ce lo insegna nel capolavoro La febbre dell’oro. Buon apperito. Anzi, bon appetit che fa più masterchef.

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