Cinema

10 momenti “discutibili” nella vita e nella carriera di Charlie Sheen

10 momenti DISCUTIBILI NELLA VITA e nella CARRIERA DI CHARLIE SHEEN

«Ho ricevuto la diagnosi quattro anni fa. È cominciato tutto con forti mal di testa. Mi hanno ricoverato, pensavo di avere un tumore al cervello». E invece no. Charlie Sheen ha l’Hiv. Una bruttissima notizia per lui, 4 anni fa. E per tutti noi, adesso. Già, perché Charlie ha deciso di rendere partecipi del suo male noi e tutta Hollywood (nonché una buona fetta delle prostitute in attività in California) a 48 mesi di distanza dalla diagnosi. «Devo porre fine a questi attacchi violenti, a queste mezze verità. Sono storie pericolose che stanno minacciando la salute di molte persone. E non potrebbero essere più lontane dalla realtà», ha detto l’attore, che ha confessato di aver speso milioni di dollari perché le sue partner mantenessero il segreto, affrontando anche veri e propri ricatti. Ma ora basta, quei soldi sono per i suoi «cinque figli e la sua nipotina». Charlie prova quantomeno a diventare un buon padre e un buon nonno dopo un’esistenza e una carriera vissute sempre molto pericolosamente. Ecco qualche episodio che ha alimentato la sua eterna fama da bad boy.

«POTREBBE SCOPPIARE UN’EPIDEMIA»
Le reazioni all’annuncio di Charlie Sheen sono state piene di preoccupazione dalle parti di Hollywood. Per la sorte dell’attore, certo, ma anche per la salute di tante altre persone. «Potrebbe scoppiare una vera epidemia di Aids», pronostica in maniera inquietante su uno dei tanti media americani una pornostar che sostiene di aver avuto rapporti con Sheen. La donna ha raccontato di essere rimasta incinta e di aver poi abortito, ma ora ha già fatto le analisi per sapere se è stata contagiata. «Impossibile che abbia contagiato qualcuno», sostiene Sheen. «Ero depresso, bevevo troppo e prendevo decisioni sbagliate. Ma la notizia più falsa che possano dare è che avrei diffuso intenzionalmente il virus». 

SESSO E DROGA (SENZA ROCK ‘N’ ROLL)
In ogni caso, la vita sentimentale di Charlie è sempre stata quantomeno movimentata. In particolare l’attore, più volte inserito nelle liste di frequentatori di un’agenzia di escort, è stato sposato tre volte. Dalle sue relazioni sono nati cinque figli e una nipote. Con una delle sue ex consorti, Brooke Mueller, pare si fosse prodigato in maniera particolare nel sesso a tre. «Brooke è bisessuale, lei e Charlie hanno diviso il letto con più di una donna nel breve tempo del loro matrimonio», ha raccontato qualche anno fa una testimone. «Molte delle ragazze con le quali hanno fatto sesso hanno anche fatto uso di droga con loro». Già, perché la seconda passione per Charlie è sempre stata la droga. Più volte ha provato a disintossicarsi ma la cocaina ha sempre rappresentato una tentazione troppo forte. Lui stesso ha definito la cocaina «il mio afrodisiaco, ma anche la mia maledizione». Qualche anno fa un attore che voleva restare anonimo, preoccupato per lui, raccontò ai giornalisti che ormai Charlie non faceva altro che «stare in casa a fumare crack».

RABBIA A 5 STELLE
Tra le altre cose, Sheen è spesso finito nei guai per episodi di violenza. E’ stato accusato di aver picchiato la prima moglie e di aver sparato, accidentalmente, alla sua fidanzata Kelly Preston. Nel 2010 è finito nei guai per aver distrutto la stanza di un hotel a 5 stelle a New York. Bad Charlie viene  trovato dalla polizia in stato confusionale all’interno del Plaza: intorno a lui cocaina, alcolici e la pornostar Capri Anderson. I due si erano conosciuti qualche ora prima e avevano deciso di finire la serata insieme. Poi l’attore ha deciso di distruggere la sua camera. Il motivo? Era convinto che la ragazza gli avesse rubato portafogli e cellulare.

AGENTI SEGRETI E DNA DA ADONE
Non solo problemi nel gestire la rabbia, come più psicologi hanno detto nel corso degli anni. Qualcuno ha avanzato anche l’ipotesi che Charlie Sheen sia bipolare. Lui ha risposto così: «Io sono pazzo. Io sono vero. Io sono stanco di sentirmi dire che sono normale. Io bipolare? Io sono un bi-vincente. Io sono uno stregone. Io ho il Dna di Adone. La mia droga si chiama Charlie Sheen. E scusate se la mia vita è molto più pimpante della vostra». Non proprio una smentita convicente…

ALTRO CHE “ABBRONZATO”
Qualche mese fa Bad Charlie ha aggiunto un’altra accusa alla sua lunga lista di “difetti”. Sheen è stato definito anche un “razzista” a causa del suo attacco gratuito al presidente degli Stati Uniti Barack Obama, colpevole secondo Sheen di aver marinato il funerale del maggiore generale Harold Greene, ucciso in Afghanistan (anche se in realtà l’amministrazione era presente). E così ha pensato di entrare nel suo profilo Twitter e insultare Obama con alcune frasi a sfondo razzista con le quali lo ha definito Barry Satera Kenya, nomignolo dispregiativo che si riferisce alle origini kenyote del presidente.

L’ESORDIO POCO RACCOMANDABILE
La carriera cinematografica di Sheen comincia nel 1985. Charlie ha 20 anni ed esordisce nel poco raccomandabile ruolo nel film I ragazzi della porta accanto. Interpreta Bo Richards, un teppista che inizia insieme al partner un excursus nella criminalità, prima con piccoli vandalismi per poi finire in un vortice di violenza inarrestabile. Un anno dopo si riscatta nei panni del bravo soldato in Platoon, al fianco di attoroni come Willem Dafoe e Tom Berenger. Ma la sua “raccomandabilità” resterà solo una parentesi…

DEMENZA SERIALE
Dopo l’exploit di Platoon e l’importante ruolo nel primo capitolo di Wall Street di Oliver Stone, nel quale viene comunque oscurato dal Gordon Gekko di Michael Douglas, la carriera di Sheen prende una piega diversa. Diventa l’eroe di saghe come Hot Shots e Scary Movie. Veri e propri pilastri del cinema demenziale Usa a cavallo tra gli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio. Come direbbe il mitologico Topper Harley, «se credi di potermi ferire ancora, ti sbagli. Ho lasciato il mio cuore negli altri pantaloni».

CHARLIE SHEEN CHE FA CHARLIE SHEEN
Un altro curioso vizietto presente nella carriera di Charlie Sheen è quello di interpretare se stesso. Accade in Essere John Malkovich, nel quale diventa un consigliere esperto di sovrannaturale del protagonista, John Malkovich of course. L’auto interpretazione si ripete in maniera molto più terrena nel demenziale, e ci risiamo, Parto col folle nel quale ormai è pienamente accreditato come più grande importatore del bunga bunga a Hollywood.

“PREGO, SI ACCOMODI”
Dopo qualche lustro di stanca, Charlie decide di accantontare un po’ il cinema e darsi alla tv. Dal 2003 al 2011 è stato infatti il protagonista di Due uomini e mezzo, la sit-com più seguita negli Stati Uniti, che gli ha permesso di guadagnare milioni di dollari. Tutto finisce però, come sempre, a causa dei suoi eccessi in materia di droga e alcol. Gli autori gli vanno incontro e decidono persino di interrompere la serie per permettergli di curarsi. Lui non la prende per niente bene (eufemismo) e chiede addirittura un aumento del 50 per cento del cachet perché «sottopagato». Al che la Cbs gli risponde: «Prego, si accomodi» (eufemismo).

IL TRISTISSIMO CAMEO
Ma l’episodio più triste è probabilmente quello che coinvolge Bad Charlie nel secondo capitolo di Wall Street. Nel film del 1987 il suo era comunque un ruolo importante e il suo Bud Fox arrivava a chiedersi davanti allo skyline di New York, «Chi sono?», quasi a significare che fosse diventato il padrone di Manhattan e di rimando di Hollywood. Bad Charlie non sapeva che quello era proprio il culmine della sua carriera e che da lì sarebbe cominciata inesorabile la discesa. Fino alla piccolissima apparizione in Wall Street – Il denaro non dorme mai del 2010, nel quale appare per pochi secondi a una festa in compagnia di una donna di facili costumi. Eh sì, tale Bud tale Charlie.

Commenti

Commenti