Cinema

10 spie che vorrebbero essere James Bond (ma non ci riescono)

10 spie che vorrebbero essere james bond 007

«Il mio nome è Bond, James Bond». Certo fa sempre un certo effetto sentire i convenevoli di rito dell’agente segreto più celebre del mondo. Alzi la mano l’uomo che nemmeno una volta ha sognato di potersi presentare così, possibilmente a una Bond girl. E alzino una mano tutti coloro che come lavoro fanno le spie (al cinema o meno) e che non vorrebbero essere anche loro così bravi, belli, raffinati, fascinosi, atletici, intenditori di qualsiasi cosa e di successo con le donne come James Bond. Ecco allora, in concomitanza con l’uscita nelle sale italiane di Spectre (nuovo capitolo dell’interminabile saga di 007), qualche esempio di spie che vorrebbero ma non possono essere come Bond perché qualcuna delle loro caratteristiche le separa irrimediabilmente dal modello originale.

LA SFIGA DI ETHAN HUNT
Bello ma non alto, sorridente ma non sempre divertente, acrobatico ma non flemmatico. Ethan Hunt  ci ha abituato a imprese considerate impossibili, ma con le donne non è che gli vada sempre benissimo. Cioè, qualcuna che gli ronza intorno c’è sempre. Ma lui tra divorzi, complotti e virus letali non è che sappia proprio tenersele strette. Niente da fare: per lui assomigliare a James Bond è una mission impossible.

LA “MEMORIA” DI JASON BOURNE
James Bond è uno che saprebbe citare a memoria tutte le collezioni di Aston Martin o potrebbe disquisire sulle diverse annate di produzione di champagne e vini di prestigio. Più militare che spia, il pragmatico (e per nulla sofisticato) Jason Bourne paga lo scotto più alto proprio sulla memoria. Eh già, lui girerà pure per il mondo come Bond ma poi rischia davvero di non ricordarsi nulla…

LA (NON) ELEGANZA DI JACK RYAN
Una delle caratteristiche principali di James Bond è sempre stata l’eleganza, anche se ultimamente Daniel Craig ha dato un tono molto più sportivo all’agente segreto di sua maestà. Eleganza e formalità non vanno invece sempre di pari passo con l’americanazzo Jack Ryan. La spia della Cia creata da Tom Clancy (e che al cinema ha avuto il volto di Alec Baldwin, Harrison Ford, Ben Affleck e Chris Pine) se ne va in giro spesso e volentieri addirittura in felpa e cappuccio. Alla Regina verrebbe un coccolone…

LA NOIA DI HARRY CAUL
Diciamocelo francamente, il lavoro svolto da Harry Caul è una rottura di scatole pazzesca. Altro che Martini, chalet in mezzo alla neve, inseguimenti a bordo di bolidi della strada e belle donne. Il protagonista de La conversazione di Francis Ford Coppola (impersonato da un grande Gene Hackman) invece è un semplice esperto di audiosorveglianza che suo malgrado si ritrova in mezzo a una storia più grande di lui. Remissivo, ordinario, paranoico. Insomma, tutto tranne che cool, tutto tranne che Bond.

L’UNDERSTATEMENT DI HARRY PALMER
Più che amore per il pericolo, Harry Palmer sembra provare amore per la burocrazia e le scartoffie. Creato da Len Deighton per una serie di cinque film (usciti tra il 1965 e il 1996) con protagonista la spia britannica del low profile, interpretata da Michael Caine, che doveva essere l’anti-Bond. Agente segreto d’ufficio, inadatto a qualsiasi rapporto umano e proveniente da una classe sociale bassa. Palmer di Bond non ha proprio nulla.

LA TAMARRAGGINE DI NIKITA
James Bond non è uno di quegli agenti segreti che va in giro a sparare all’impazzata e falcidiare i nemici come birilli. Lui sconfigge i rivali usando il cervello. Ecco, diciamo che la ex criminale assoldata dai servizi segreti francesi Nikita bada un po’ meno alle buone maniere. Nell’omonimo film di Luc Besson, l’aggressiva Anne Parillaud assomiglia più a una macchina da guerra che a un’agente segreto.

L’ORDINARIETÀ DI ROGER THORNHILL
Il protagonista dell’hitchcockiano Intrigo internazionale viene scambiato per un fantomatico agente segreto anche se in realtà è un comunissimo cittadino. Eppure il buon Cary Grant se la cava benissimo in una situazione decisamente più grande di lui e si porta pure a casa la biondissima Eva Marie Saint. Mica male per uno che passava lì per caso. Certo, probabilmente rimarrà la sua unica avventura…

L’EQUILIBRIO MENTALE DI CARRIE MATHISON
James Bond è un agente segreto tutto d’un pezzo. Non dubita mai di quello che sta facendo e porta avanti le sue azioni con relativa calma e flemma britannica. Un metodo di lavoro decisamente diverso da quello di Carrie Mathison della Cia. L’agitata dipendente della Cia interpretata da Claire Danes nella serie tv Homeland infatti è tutto tranne che flemmatica. Bipolarismo e crisi di nervi sono all’ordine del giorno. 

L’AMORE PER LA FAMIGLIA DI PHILIP & ELIZABETH JENNINGS
James Bond è uno sciupafemmine ma non si sogna nemmeno di farsi intrappolare dal sacro vincolo del matrimonio. Meglio restare solo per svolgere il lavoro al meglio. L’esatto opposto della strategia messa in piedi dal Kgb per la coppia protagonista della serie The Americans, due spie russe infiltrate negli Usa dove fingono di essere una coppia americana con figli (quelli sono proprio veri).

AUSTIN POWERS
Tutti gli agenti segreti del cinema hanno qualche piccola, o grande, differenza che li distanza irrimediabilmente da James Bond. Ce n’è solo uno però che proprio per la sua stessa esistenza non può che essere proprio all’opposto di 007. Per descriverlo basta il nome: Austin Powers. Ossia bruttezza, idiozia, kitsch e cattivo gusto in un solo corpo. Segreto? Mica tanto.

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