Cinema

7 motivi per cui Inside Out è il film più bello degli ultimi anni

7 motivi per cui inside out è il film più bello degli ultimi anni

Una volta li chiamavano cartoni animati. Oggi, giustamente, li chiamiamo tutti film. E chissenefrega se invece che un volto umano di un attore o di un’attrice più o meno bravi o più o meno scarsi c’è un conglomerato di pixel. Da tempo il cinema d’animazione ha rotto le barriere di scetticismo e/o snobismo per diventare un qualcosa di fruibile e dichiaratamente apprezzabile da tutti. E allora è giusto dirlo: Inside Out è senza ombra di dubbio il film più bello dell’anno, anzi degli ultimi anni. Sì, il capolavoro della Pixar non ha eguali nella produzione cinematografica del 2015 e non solo. Ecco perché.

È VISIVAMENTE STRAORDINARIO
Non c’è assolutamente nessun dubbio che Inside Out sia bello da vedere. Paura, Rabbia, Disgusto, Tristezza e Gioia non potevano essere rappresentate meglio e in maniera più appropriata e brillante. Tutte le emozioni vengono raffigurate con un solo colore, tranne Gioia che è insieme gialla e blu a causa della sua complessità e centralità nella vita di una ragazzina di 11 anni come la protagonista Riley. Ogni elemento del nostro mondo interiore trova una concretezza che ha spesso del geniale. Così i ricordi diventano sfere che cambiano colore a seconda della loro importanza e la nostra personalità è un insieme di isole che nascondono le diverse sfaccettature del nostro carattere. Nulla viene lasciato al caso. E tutto funziona a meraviglia.

È PIENO DI CITAZIONI E RIFERIMENTI CLASSICI
La Pixar ci ha abituato a un intrattenimento pieno di riferimenti culturali. Non fa certo eccezione Inside Out, che contiene un numero davvero importante di citazioni a film classici di Hollywood. Dal sogno di Riley girato in stile hitchcockiano de La donna che visse due volte alle battute prese in prestito da Chinatown e da Se mi lasci ti cancello, lo straordinario film di Michel Gondry che ha più di un punto d’incontro con l’ultima fatica di Pete Docter. Senza contare i riferimenti interni ad altri film della Pixar. Ma per tutta la visione si respira un’aria piacevolmente rétro, soprattutto sotto il profilo della tematica famigliare e dallo scontro campagna/città che aveva caratterizzato così tanti film del passato, compresi quelli Disney.

È DIVERTENTE
Le esplosioni di Rabbia, i tremolii di Paura, il naso arricciato di Disgusto e lo sconforto di Tristezza. Le gag riuscite di Inside Out non si contano: sono tantissime e molto spesso geniali. Basti citare quella dello stupido jingle che continua a risuonare nel mondo interiore di Riley facendo imbestialire Rabbia. Si ride tanto ma non a sproposito, in un film che trova un equilibrio invidiabile tra divertimento e sentimento. Fino all’esilarante post finale dopo i titoli di coda (merita davvero l’attesa).

È EMOZIONANTE
Parlando di emozioni, non poteva che essere altrimenti. Ma Inside Out riesce davvero a coinvolgere sentimentalmente lo spettatore grazie a una messa in scena talmente originale da far dimenticare del tutto l’apparente banalità della vicenda principale della ragazzina arrabbiata coi genitori per un trasferimento da lei non voluto. La corsa contro il tempo di Gioia e Tristezza per la salvezza del mondo interiore di Riley appassiona e, appunto, emoziona. Così come i rapporti tra l’11enne e i suoi genitori.

È PROFONDO
Il messaggio che passa da Inside Out non è per niente scontato ed è anzi quantomai importante (se non persino educativo). Nella vita non si può pensare di essere sempre felici. La tristezza è importante tanto quanto la gioia. Queste due emozioni devono essere ben calibrate per permetterci di affrontare l’esistenza nella maniera giusta. Ed è giusto che i ricordi, vale a dire ciò che ci rende quello che siamo, siano permeati di un po’ dell’una e un po’ dell’altra. Non è sbagliato avere paura ogni tanto, e talvolta non è neppure sbagliato arrabbiarsi. L’importante è che non ci lasciamo guidare sempre e solo da una di queste singole emozioni e che riusciamo a trovare il modo di farle collaborare tra loro.

È PER TUTTI
Inside Out può essere apprezzato da spettatori di qualsiasi età. Può divertire ed emozionare, per motivi diversi, un bambino così come un adulto. I più giovani potranno rivedere nella storia di Riley i loro problemi, anche emotivi, e capire che non sono strani e che tutti gli adolescenti sono chiamati ad affrontare una difficile transizione interiore. I più adulti potranno riscoprirsi ragazzi e capire l’importanza dei propri ricordi nella costruzione delle persone che sono adesso.

C’E’ UN ELEFANTE ROSA CHE PIANGE CARAMELLE
E poi c’è il motivo più importante di tutti: Bing Bong, l’amico immaginario di Riley. Un paffuto e pasticcione mezzo elefante e mezzo delfino che piange caramelle e sogna di portare Gioia sulla Luna. La sua corsa contro il tempo, prima per non essere dimenticato e poi per la crescita emotiva della sua Riley, emoziona come poche altre cose sono riuscite a fare nel cinema di questi anni. Al di là di come va a finire per lui in Inside Out, Bing Bong è già diventato un’icona indimenticabile dell’epopea Pixar.

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