Cinema

Perché Cannes ha definitivamente stracciato Venezia

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di Tommaso Magrini
Foto di C. DUCHÊNE / FDC

Et voilà. Anche quest’anno è arrivata la metà di maggio. Sì, so che non ci credete se guardate fuori dalla finestra o tenete in considerazione le temperature autunnali. Ma è così. E come tutti i cinefili del mondo sanno, questo è il momento del festival cinematografico più importante del mondo. Stiamo ovviamente parlando del Festival di Cannes. Sì, perché è inutile che noi Italiani continuiamo a raccontarci le solite storielle o favolette su quanto sia bello il festival di Venezia. La verità nuda e cruda è una sola: la Croisette ha definitivamente stracciato la Laguna 10 a 0. Ecco perché.

HA TUTTI I MIGLIORI REGISTI
La 69esima edizione della kermesse (11 – 22 maggio) è una delle più ricche degli ultimi anni. Si parte con Cafe Society di Woody Allen, ma tutto il programma si dipanerà intorno a nomi più che illustri. Pedro Almodovar, i fratelli Dardenne, Steven Spielberg, Jodie Foster, Jim Jarmush, Sean Penn, Olivier Assayas, Nicholas Winding Refn, Park Chon Wook. Questa è una parziale lista dei registi presenti con i loro ultimi film. E ci fermiamo prima di causare danni irreparabili al fegato degli habituée di Venezia. Insomma, i registi migliori vanno tutti sulla Croisette. Hai voglia a dire poi, come fanno a Venezia, che “a noi non interessano i nomi ma la qualità”. Avete presente la volpe e l’uva? Ecco.

È DOTATO DI GRANDE CHARME
Una delle caratteristiche principali, se non la principale, del festival di Cannes è il suo lato profondamente mondano. Sfilate, passerelle rosse, feste, party, eventi benefici si sprecano per tutta la durata della kermesse. Tutti eventi vip, ai quali poi la gente comune non ha patente di ingresso. Ma uno dei momenti più attesi della giornata sulla Croisette resta quello del passaggio sul red carpet di attori e attrici. Lo stile viene prima di tutto, ça va sans dire.

PULLULA DI STAR DI HOLLYWOOD
Negli ultimi anni le star di Hollywood presenti a Venezia si sono sempre contate sulle dita di una mano. A Cannes invece dita e mani sono sempre parecchie. Questione di programma o di assenze più o meno giustificate da un lato e voglia di esserci sempre e comunque dall’altro.  Il programma 2016 è tra i più forniti di star hollywoodiane degli ultimi anni. Qualche nome? Russell Crowe, Ryan Gosling, Justin Timberlake, George Clooney, Julia Roberts, Isabelle Huppert. Obiezione: “Un festival pieno di star non è sinonimo di un buon festival”. Verissimo. Ma averne molte piuttosto che non averne nessuno magari aiuta.

POTERE ALLE DONNE
Il colore predominante dell’edizione 2016 del festival di Cannes è il rosa. Da Jodie Foster regista alla Isabelle Huppert versione Basic Instinct in Elle di Paul Verhoeven. Da Kirsten Stewart e Blake Lively nuove muse di Woody Allen a Charlize Theron in The Last Face di Sean Penn. Fino alla doppia Marion Cotillard. Attrici, registe e storie femminili quest’anno non si contano. L’apoteosi del “pink power”? Probabilmente The Neon Demon, l’atteso horror ambientato nel mondo della moda che vede una Elle Fanning (molto) cresciuta e (molto) scatenata in compagnia di Abbey Lee, Christina Hendricks e Jena Malone.

SA ESSERE POP, IMPEGNATO E ANTICONVENZIONALE
Da una parte Indiana Jones, dall’altra Clouds of Sils Maria di Olivier Assayas. Oppure Ken Loach e il thailandese Apichatpong Weerasethakul (Palma d’oro nel 2010). Sulla Croisette siamo abituati a vedere di tutto. L’ennesimo capitolo di una delle saghe più pop della storia di Hollywood a grandi esempi di cinema impegnato e sociale. Fino all’anticonvenzionalità di registi più che trasgressivi come, appunto, Assayas.  C’è tutto e il contrario di tutto. Ed è questo il vero segreto di Cannes: avere un programma piacevolmente incoerente. Il pubblico (tutti i tipi di pubblico) apprezza perché sa che può trovare quello che cerca. Sempre meglio del monolite autoriale veneziano che vuole proporre una visione unitaria di cinema. Una visione che però rischia spesso di sfociare nella noia come negli anni (recenti) dell’invasione di titoli cinesi.

SA DARE SCANDALO
Alzi la mano chi si ricorda Still Life. Eppure è stato Leone d’oro a Venezia nel 2006. Diciamo che a Cannes sono più bravi anche sotto un altro aspetto: creare scandalo. Sì, perché oltre alla qualità dei film ogni edizione riserva sempre qualche polemica o qualche “caso” internazionale. Un esempio per tutti? L’uscita filonazista di Lars von Trier ai tempi di Melancholia.

È IL VERO SNODO DEL POTERE CINEMATOGRAFICO
A parte la qualità dei film o la quantità di vip presenti, un altro elemento che colpisce molto gli appassionati festivalieri è la clamorosa differenza tra Cannes e Venezia sotto il profilo “industriale”. Produttori e operatori di settore hanno progressivamente abbandonato la Laguna per concentrarsi tutti a Cannes. È sulla Croisette che si fanno conoscenze, si stringono mani, si fanno progetti e si concludono accordi. Si tratta di una parte importante di un festival di cinema, che non dovrebbe esaurirsi semplicemente con la proiezione dei film ma dovrebbe essere centro di attrazione di professionalità e idee per progettare il futuro.

NON HA FILM ITALIANI
La discussione principale che si ripete ogni anno durante il Festival di Venezia è la possibilità o meno di vittoria di un film italiano. Giornali e telegiornali sono dominati dal minutaggio degli applausi del pubblico o della critica in sala ai titoli nostrani. Vista la qualità media dei film italiani presenti negli ultimi anni si potrebbe provocatoriamente (ma non troppo) dire che uno dei segreti di Cannes 2016 è quello di non avere nostre pellicole nel concorso ufficiale. Bellocchio, Scamarcio e Virzì sono stati relegati insieme ad altri nostri compatrioti nelle sezioni collaterali. Altro segnale della superiorità francese: gli stessi autori avrebbero difficilmente accettato di andare a Venezia senza la garanzia di essere nella sezione principale.

NON HA UN BUCO DI AMIANTO DAVANTI AL PALAZZO DEL CINEMA
A Cannes davanti al Palais des Festivals si srotola la Croisette. A Venezia davanti al Palazzo del Cinema c’è un buco. È lì, fermo da anni e circondato da transenne e pietose coperture. Lì in mezzo doveva sorgere il nuovo Palazzo (e l’inaugurazione era stata fissata nel 2011, 5 anni fa) ma nel frattempo si sono accorti della presenza di amianto. Stop, tutto fermo. Il cratere più caro al mondo campeggia sulle rovine dell’ex festival cinematografico più importante al mondo. E poi ci lamentiamo se qualcuno dalle parti di Cannes sospira “ah, les italiens…”

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