Cinema

Civil War: ecco da che parte starebbero i cantanti se fossero dei supereroi

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Starà pure arrivando l’estate (anche se qualcuno ha dei dubbi viste le temperature novembrine degli scorsi giorni) ma al cinema c’è molta voglia di un grigio nebbia. Sì, addio bianco, nero, blu e rosso. Resta solo quel colore un po’ indefinito che non sa scegliere tra bene e male, moralità e immoralità. E così, dopo la rissa tra bar di Batman vs. Superman arriva nelle sale Captain America: Civil War. Il nuovo film della Marvel prova che anche tra i buoni c’è una gran voglia di darsele a vicenda, a discapito di chi dovrebbe essere protetto da loro. Il parallelo con gli Stati dell’Unione Europea che litigano tra di loro incapaci di mettersi d’accordo su serie misure comune antiterrorismo o i politici italiani che non vedono l’ora di buttare discredito sull’opposto schieramento invece di pensare al bene del Paese è pressoché d’obbligo.

Qui l’incipit ricorda molto il post 11 settembre, e in effetti Civil War riprende un’omonima saga apparsa sui fumetti Marvel nel 2006. Le Nazioni Unite vogliono mettere sotto stretto controllo le attività dei superumani (nel fumetto vogliono registrarli abolendo di fatto l’identità segreta fondamento di qualsiasi supereroe degno di questo nome). Da una parte c’è chi, tra gli Avengers, appoggia l’idea. E dall’altra c’è chi non si fida e vi si oppone. Della prima fazione fanno parte Iron Man, la Vedova Nera, Pantera Nera, War Machine, Visione e Spiderman (che qui entra ufficialmente nella continuity cinematografica Marvel dopo le 5 pellicole Sony). La seconda fazione raggruppa invece Capitan America, Occhio di Falco, Ant Man, Falcon, Scarlet e Bucky. Sui social impazza da settimane l’hashtag #dachepartestai? Noi la domanda ce la immaginiamo rivolta ad alcuni cantanti e gruppi italiani.

LIGABUE/CAPITAN EMILIA
Dopo anni di onorato servizio a un ideale, Steve Rogers è disilluso. Le infiltrazioni dell’Hydra nello Shield lo hanno scioccato. La gestione di Nick Fury non lo convince, secondo lui non corrisponde a quel vecchio ideale, messo da parte per venire a patti con un’attualità di convenienza e commistioni un tempo impensabili. Nemico della Realpolitik, Capitan America decide di diventare un ribelle. Allo stesso modo Luciano Ligabue, Capitan Emilia o Capitan Lambrusco, da tempo ha preso le distanze da Matteo Renzi e da un Pd che non è più quella Sinistra nella quale il rocker emiliano (e tanti altri come lui, a partire da Francesco Guccini) si riconosceva. Addio damigiane e ciccioli di grasso, spazio a Baileys e sushi. E allora ci immaginiamo Luciano in fuga dalla registrazione dei supereroi col suo scudo di vimini…

ENRICO RUGGERI/IRON MAN
Non avrà il suo fascino da latin lover miliardario. Non avrà i baffetti neri ma piuttosto un pizzetto grigio tendente al bianco. Non avrà neppure la sua armatura di latta gialla e rossa. Ma a Enrico Ruggeri quell’armatura potrebbe calzare benissimo. “In Italia se non sei di sinistra ti rovinano” aveva detto lui una volta, che è riuscito comunque piuttosto serenamente a sopravvivere grazie anche alle innumerevoli presenze televisive negli studi di proprietà di Silvio Berlusconi. Il governo americano chiama e Tony Stark risponde presente per istituire ordine e regole tra quegli hippie dei supereroi Marvel. E allora anche il buon Enrico è pronto a partire alla caccia di quei menestrelli insofferenti alle regole. Come direbbe lui stesso, “il gioco si fa duro e non si può dormire”.

VASCO ROSSI/BUCKY
Sì, sappiamo che una volta Vasco ha definito Ligabue come “un bicchiere di talento in un mare di presunzione”. Sì, sappiamo che tra i due ci sono state varie polemiche, spesso esagerate e montate ad arte. Ma questa rivalità un po’ reale e un po’ montata ha lasciato negli ultimi tempi spazio alla “pace”, come annunciato da entrambi sui social network e non solo. E in fondo, secondo noi, i due si sono sempre voluti bene. E allora ci immaginiamo Vasco come il fido compagno di Luciano. Meno allineato e malleabile, più estroso e radicale. Allergico a qualsiasi forma di controllo. D’altra parte anche lui, come Bucky, ama una vita spericolata.

GIGI D’ALESSIO/WAR MACHINE
«La situazione della Terra dei Fuochi è sotto controllo». Ha detto così, qualche tempo fa, Gigi D’Alessio. Un’uscita che ha suscitato molte polemiche. Il buon Gigi, accostato varie volte alla Destra, in realtà canta soprattutto di amore, emozione e sentimenti. Ma come tutti i sentimentali, secondo noi quando c’è da menare le mani non si tira indietro. Come quella volta in cui fu accusato di essere stato un po’ troppo aggressivo con alcuni paparazzi. E, come War Machine non lo vedremmo mai nella stessa fazione di Capitan America, così il posto di Gigi non può essere al fianco di un anarchico come Vasco.

FEDEZ/OCCHIO DI FALCO
Giovane, sfrontato, sportivo, irriverente. Fedez ricorda Occhio di Falco, anche se recentemente al massimo l’occhio gli era diventato nero dopo una rissa con un vicino di casa per il volume troppo alto della musica. Ma a parte tutto ciò, il rapper italico ci vede benissimo, ha fiutato – prima di molti altri che si sono accodati in seguito – popolarità e successo delle posizioni del Movimento 5 Stelle. Ed è diventato un riferimento non solo musicale ma anche politico. Così come Occhio di Falco ha capito sin dall’inizio che l’uomo giusto da seguire è Capitan America.

J-AX/PANTERA NERA
Amico di Fedez, ma parte di un’altra generazione, anagraficamente e politicamente parlando. Ai tempi di J-Ax e degli Articolo 31 Beppe Grillo era solo un comico e Silvio Berlusconi era (almeno per un po’) solo il Presidente del Milan (e di una quarantina di altre aziende). Poi certo, il buon Ax cerca di stare al passo coi tempi e ci riesce pure in pieno come ha dimostrato nelle sue apparizioni tv. Ma noi lo vediamo nello schieramento di Iron Man. Come Pantera Nera può contare sull’appoggio dell’intero popolo del paese immaginario del Wakanda, lui può contare sull’esercito dei rapper italiani di antica data. D’altronde anche Pantera Nera, con quel costumino che si ritrova, sarebbe stato un perfetto funkytarro.

FIORELLA MANNOIA/SCARLET
La strage di Parigi l’avrà causata pure l’Occidente come ha detto Fiorella Mannoia, ma ogni tanto anche i poteri di Scarlet (alias Wanda Maximoff) hanno creato dei problemucci di sopravvivenza ai supereroi Marvel. Ciò nonostante, Scarlet è la pasionaria liberal sempre al fianco di Capitan America. Anche lei delusa da Shield e governo è pronta a difendere la libertà d’azione dei superumani e a lottare contro invasione della privacy e invadenza degli strumenti di controllo delle Nazioni Unite. Ogni tanto pare che sotto la doccia fischietti anche “Io non ho paura”. Fiorella, su, sei proprio tu.

EMMA/VEDOVA NERA
Appoggio alle unioni civili, braccialetti arcobaleno, polemiche sui social, partecipazioni e ospitate a Sanremo e Amici di Maria De Filippi. La bella Emma è versatile e piena di iniziativa. Perché lei nei panni della Vedova Nera anche se è bionda? Mah, semplicemente perché è quella che vedremmo meglio nella tutina nera di latex di Natasha Romanoff, alias Vedova Nera, alias la spia russa convertitasi al verbo degli Avengers e di Iron Man. In Civil War, ancora una volta, in quella tutina ci entra Scarlett Johansson. È vero, lei qui è rossa ma di solito è bionda come Emma. E poi entrambe hanno in comune l’altezza vicina ai 160 centimetri nel caso la dotazione di tacchi sia ben fornita (dai che si scherza…).

CELENTANO/VISIONE
Dopo decenni di militanza di sinistra e battaglie ambientaliste e nostalgiche a suon di maiuscole a tutto spiano, recentemente Adriano Celentano si è riscoperto destrorso e ha deciso che Matteo Renzi è “lento” e Matteo Salvini invece è “rock”. È più vicino alla gente, proprio come Tony Stark ci sa fare maggiormente con la ggente (sì, pure quella con due “g”) rispetto a Steve Rogers. E allora, ecco il Molleggiato nei panni del Meccanico, vale a dire l’androide Visione, tra l’altro nei fumetti anche protagonista di una love story con Scarlet. D’altronde, entrambi sono capaci di dispensare interminabili pause tra una parola e l’altra.

MAX PEZZALI/UOMO RAGNO
Eh va beh, questa è scontata dai. Max non sarà più giovane come Peter Parker, ma l’Uomo Ragno non può che essere lui. Lo diciamo all’italiana perché il caro Max così lo ha cantato a inizio anni Novanta, quando pronunciare Spiderman in Italia avrebbe messo i brividi a tutti. Nonostante gli 883, l’arrampicamuri sta ancora benissimo e in Civil War fa la sua comparsa ufficiale nell’universo cinematografico Marvel. Max e gli 883 erano i cantori di adolescenza e gioventù un po’ imbranata (soprattutto col gentil sesso) e un po’ nerd. Peter Parker ne è stato il simbolo. E allora Max imbraccia pure i lanciaragnatele perché Spidey è vivo e vegeto.

ELIO E LE STORIE TESE/STAN LEE
Elio e le Storie Tese non hanno mai preso nette posizioni politiche. Se ne stanno un po’ al di sopra della contesa, usando l’affilata arma dell’ironia, a osservare divertiti quello che accade sotto di loro. Sorridono mentre gli altri se le danno di santa ragione. Non scelgono, ma possono decidere di mettere in luce un aspetto piuttosto che un altro. Un po’ come Stan Lee, il creatore dell’Universo Marvel. Non prende posizione tra i suoi supereroi, le sue creature, ma decide di raccontarne un lato piuttosto che un altro. Ogni tanto fa un cammeo. Divertito, ovviamente. D’altra parte è dagli anni ’60 che lo chiamano “il Sorridente”.

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