Cinema

La serie di Daredevil prova che i supereroi sono più fighi in tv che al cinema

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A qualcuno piace piccolo (lo schermo). Amanti delle serie tv, fumettari e nerd di tutto il mondo unitevi, su Netflix è arrivata la seconda stagione di Daredevil. Sì, stiamo parlando proprio del Diavolo Rosso alias Matt Murdock alias il secondo supereroe Marvel più amato dagli Italiani anni Settanta alle spalle dell’inossidabile oltre che amichevole Uomo Ragno di quartiere. Avviso a chi vive di soli multisala e blockbuster da miliardi di dollari: amici cari, fidatevi di noi, guardate che i supereroi Marvel è meglio vederli in tv che al cinema. Sissignore. Iron Man, Capitan America, Thor, Hulk, Avengers, X-Men e chi più ne ha più ne metta? Fantastici (anche più di quattro). Ma se volete essere dei veri intenditori dei supereroi della Casa delle Idee (alias Marvel) dovete per forza guardare Daredevil. La prima stagione è stata accolta con entusiasmo da critica, pubblico e appassionati di fumetti. La seconda promette di essere ancora meglio ed è la prova che la tv does it better. Ecco qualche valido motivo a sostegno di tale tesi.

IL PROTAGONISTA È PIU’ UOMO CHE SUPEREROE
Lanciaragnatele, giganti verdi, martelli tonanti, scudi rotanti, armature pensanti, abilità mutanti, fattori rigeneranti. Diciamo la verità: ci siamo un po’ stancati di vedere tutta questa gente piena di superpoteri. Anche nei supereroi vorremmo vedere un po’ di normalità. E allora che cosa c’è di meglio di Daredevil? Matt Murdock (interpretato dal bravo Charlie Cox) è un avvocato cieco e, udite udite, non è un mutante. I suoi quattro sensi rimasti sono più acuti, d’accordo, ma non sa volare né farsi ricrescere un braccio alla Deadpool (alle sue ferite ci pensa l’Infermiera di Notte nei succinti panni di Rosario Dawson). Rispettando il motto di Stan Lee “supereroi con superproblemi”, il buon Matt deve far fronte a situazioni molto umane. Una boccata di normalità dopo gli scontri tra divinità e telepati onnipotenti.

LA SERIE È PIU’ MATURA RISPETTO AI FILM
Da quando la Marvel è finita nell’alveo della Disney è chiaro che ambienti, tematiche, linguaggio e tutto il resto si siano un po’ addolciti. Sia nei fumetti che a maggior ragione al cinema. Lasciamo perdere Deadpool che è un caso a parte, ma per il resto nei film targati Marvel si respira sempre una buona dose di ingenuità e di innocenza. Non è così in tv. Né in Daredevil, né in Jessica Jones (la seconda della quattro serie della collaborazione Marvel-Netflix) c’è nulla di tutto ciò. Daredevil non è un eroe per bambini. È oscuro, lui è l’uomo senza paura ma un certo timore lo incute. E a noi tutto ciò, ovviamente, piace.

È PIU’ DARK
Non è un caso che la Marvel abbia destinato alla tv gli eroi più underground della sua produzione. Daredevil, Jessica Jones ma anche Luke Cage e Pugno D’Acciaio (prossimamente protagonisti di altre due serie sul sito di streaming più famoso del globo). Daredevil è da sempre considerato la versione marvelliana di Batman. Molto meno popolare certo, ma anche per certi versi molto più sfaccettato. Daredevil entra quasi sempre in scena di notte. Non affronta dei nordici o uomini sabbia ma criminali (quasi) comuni invischiati in loschi affari nel quartiere newyorkese di Hell’s Kitchen. E Daredevil si fa male sul serio. Le sue scazzottate sono più che realistiche e spesso ha bisogno di farsi ricucire. Lo sfondo urbano è inscindibile dalle avventure di Devil. Statene certi, non lo vedremo mai sull’astronave di Nick Fury.

CI SONO CATTIVI DI SPESSORE
L’altra grande, immensa, fortuna della prima stagione di Daredevil è stata la presenza di un nemico coi fiocchi. Stiamo parlando chiaramente di Kingpin, il re della mala newyorkese. Un figurino da 200 chilogrammi di muscoli con un amore incondizionato per l’arte e per la violenza gratuita. Un personaggio straordinario interpretato con maestria dal soldato Palla di Lardo di Full Metal Jacket (ok se volete chiamatelo pure Vincent D’Onofrio). E la seconda stagione promette davvero bene, se si considera che ci saranno sia Elektra (la ninja greca protagonista di un trascurabile film con Jennifer Garner) che il Punitore…

OLTRE AL BIANCO E IL NERO C’È ANCHE IL GRIGIO (E NON IN 50 SFUMATURE)
Già il fatto che il protagonista è un avvocato che di notte va in giro a farsi giustizia da solo riparando i torti che il sistema non riesce a riparare dovrebbe far capire che in Daredevil non mancano certo i temi etici e morali. Le avventure del Diavolo Rosso si muovono sempre sul sottile crinale tra legale e illegale, giusto e sbagliato, morale e immorale. Una profondità che raramente si trova nei film Marvel, dove spesso e volentieri i supereroi sono semplicemente chiamati a salvare il mondo dal supercattivo di turno (Teschio Rosso, Loki, Ultron eccetera eccetera). Un aspetto che verrà certamente accentuato nella seconda stagione con la presenza di Elektra e del Punitore, uno che di mestiere va in giro con una maglietta con sopra un teschio ad ammazzare criminali.

È SCRITTA (E GIRATA) BENE
Ci siamo abituati a serie tv scritte e girate meglio di film hollywoodiani. Basti pensare, una citazione a caso, al piano sequenza della quarta puntata della prima stagione di True Detective. A proposito di piani sequenza, anche la prima stagione di Daredevil ne presentava uno mica male…

Già perché la creatura di Drew Goddard è di primo livello anche dal punto di vista tecnico. Narrativamente credibile e coinvolgente sia nelle vicende private di Matt Murdock e degli altri personaggi (Karen Page e Foggy Nelson su tutti) sia quando l’avvocato cieco indossa la calzamaglia rossa e va a suonarle ai cattivi. Le scene d’azione sono coinvolgenti, crude e realistiche. Le musiche funzionano a dovere. Insomma, un prodotto davvero di prima fascia.

È PER INTENDITORI
Un altro punto a favore delle serie tv da tenere in considerazione è il seguente. Volete mettere il piacere di intervenire durante una conversazione cinematografico/fumettistica con gli amici e bullarvi di aver visto Daredevil o Jessica Jones mentre loro sono ancora fermi a Hulk e Wolverine? Tsk, guardando Daredevil potrete invece fare lo sguardo un po’ annoiato quando si parla di Avengers, fare gli snob e sciorinare le vostre conoscenze underground fatte grazie alle serie tv…

C’È DEBORAH ANN WOLL
Ah sì, visto che oltre a etica e moralità nella vita esiste anche altro tenete presente che in Daredevil c’è anche Deborah Ann Woll nei panni della timida (ma non troppo) segretaria Karen Page.

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