Cinema

Otto film da vedere a Pasqua

film da vedere a pasqua

Il rischio di sorbirsi i soliti polpettoni cinematografici a Pasqua è (forse) ancora più elevato che a Natale. Ecco una selezione di otto film che non vi annoierà.

di Tommaso Magrini

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. Ma di solito finisce sempre che sei con Ben Hur. Diciamocelo francamente: i classici film pasquali hanno rotto. A forza di proporci e riproporci sempre i soliti titoli, anche immani capolavori diventano torture insopportabili.

Ai tempi dell’analogico ci hanno propinato ogni anno nei tre giorni più Santi dell’anno sempre la solita razione di peplum, film storici, profeti, messia, croci e baci di Giuda. Ogni tanto anche qualche coniglio e qualche uovo di cioccolato. Tutte le domeniche di Pasqua e i lunedì dell’Angelo lo stesso pesantissimo menù che ci faceva vivere, è proprio il caso di dirlo, intere giornate di passione.

Ma ora basta: è il momento di mettere in atto un consumo cinematografico pasquale consapevole. E se proprio dobbiamo andare su temi e simboli classici, prendiamo (molto liberamente) il meglio.

EVANGELICI – L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese
Il film pasquale per eccellenza parla della Passione di Cristo. Sì, perché quando si tratta di Pasqua il cinema è molto più religioso rispetto a Natale. A dicembre si parla di Babbo Natale, Grinch, nani, folletti, neve e regali. A Pasqua no. Spazio alla religione dura e pura. La filmografia evangelico-pasquale è pressochè sterminata. Uno degli ultimi e più celebri esemplari è ovviamente La passione di Cristo di Mel Gibson. Ecco, noi preferiamo andare leggermente in un’altra direzione. Volete per forza mettere a prova gli sbiaditi ricordi del catechismo? Benissimo, allora andate a riprendervi il capolavoro di Martin Scorsese, L’ultima tentazione di Cristo. Un tantino apocrifo ma per fortuna la Santa Inquisizione non ha bruciato tutte le pellicole.

BIBLICI – Salomè di Carmelo Bene
Il cinema pasquale non si concentra solo sul Vangelo ma va anche indietro fino alle origini. Mosè e Noè sono i personaggi (ops persone, insomma fate voi) più gettonati. Alzi la mano chi non ha mai dovuto sorbirsi I dieci comandamenti o il più generalista La Bibbia… La ripetizione rende difficile scegliere un titolo ma una cosa è certa: non scegliete il Noah di Darren Aronofsky. Piuttosto, pur correndo il rischio di apparire eretici, optate per Salomè di Carmelo Bene.

PEPLUM – Agorà di Alejandro Amenabar
Altro classico filone è il cosiddetto peplum. Ercole, Sansone (lui e tutti i Filistei), Ursus, Ulisse, Maciste, Attila e chi più ne ha più ne metta. La lista è interminabile e il pozzo senza fondo. Spesso e volentieri ci si ritrova nell’Antica Roma. Chiaramente Ben Hur e La tunica sono su un livello superiore ma l’ascesa dal lettore dvd alla televisione la facciamo fare volentieri ad Agorà, nel quale Alejandro Amenabar racconta la vita della filosofa e matematica alessandrina Ipazia. È vero, stavolta correrete il rischio di sembrare dei pagani, ma vi volete vedere un bel film o no?

CAMPANE – Andrej Rublëv di Andrej Tarkovskij
Entriamo finalmente nel novero dei riferimenti pretestuosi. Partiamo dalle campane, un altro dei caratteristici simboli pasquali. Quando suona una campana non sempre vi chiedete per chi lo sta facendo come fanno i Metallica nella loro For Whom The Bell Tolls (e prima di loro Ernest Hemingway), ma di sicuro sapete che lì vicino, da qualche parte, c’è un uomo di chiesa. E allora fra tanti preti, parroci, vescovi e cardinali messi in scena sul grande schermo scegliamo senza nessun dubbio l’Andrej Rublëv di Andrej Tarkovskij: nel capolavoro del cineasta russo il protagonista è impegnato proprio nella costruzione di una grande campana per un monastero devastato dalla peste. Molto di nicchia. Molto autoriale. Molto figo.

ULIVI – Non c’è pace tra gli ulivi di Giuseppe De Santis
Come ben sanno gli abitanti del Salento, quando è Pasqua significa che ormai per gli ulivi è tempo di fioritura. Continuando sulla pretestuosa strada della vicinanza alla simbologia pasquale allora vi consigliamo di andare a recuperare un grande film italiano, Non c’è pace tra gli ulivi di Giuseppe De Santis. Un intenso melodramma sociale girato nell’immediato dopoguerra dove nemmeno il simbolo di pace per eccellenza viene risparmiato dal desiderio di rivalsa.

CONIGLI – Alice (non una qualunque)
Pasqua ha parecchi protagonisti tra gli animali. È il caso dei conigli che corredano sempre i giorni di festa con decorazioni e tovagliolini ad hoc, anche se spesso e volentieri finiscono per decorare i nostri stomaci dopo essere stati schiaffati sull’ennesimo piatto del pranzo pasquale. Noi invece preferiamo lasciarli scorrazzare, in particolare il Bianconiglio di Alice. Occhio però, mica quello dell’orrenda versione cinematografica di Tim Burton. Sicuramente possiamo far passare il cartone animato della Walt Disney ma visto che se vi piace fare i tipi diversi e underground scegliete l’Alice di Jan Svankmajer, il genio ceco della stop motion. Dimenticatevi subito atmosfere allegre o scanzonate: qui si viaggia in un trip allucinogeno e il coniglio è pieno di segatura.

COLOMBE – Blade Runner di Ridley Scott
Non solo conigli o agnelli, il regno animale offre alla Pasqua anche le colombe. E non solo quelle zuccherose che alzano pericolosamente il nostro tasso glicemico. Già, le colombe che volano. Solitamente le vediamo spiccare il volo dalle mani di un profeta o di un essere soprannaturale ma le convenzioni pasquali si possono superare andando sulle colombe di Blade Runner che svolazzano con una ciminiera sullo sfondo dopo il celeberrimo monologo di Rutger Hauer. «Ho visto Pasque che voi umani…».

Il monologo di Rutger Hauer: https://www.youtube.com/watch?v=tKMiaj4ndj4

UOVA DI CIOCCOLATO – Volere volare di Maurizio Nichetti
Non si sa bene se le ha fatte una delle colombe, ma comunque non è Pasqua senza uova di cioccolato. Anche il palinsesto cinematografico pasquale risente di questa tradizione dolciaria e propone melodrammi come Chocolat (immancabilmente girato in Francia) oppure un classicone del calibro di Willy Wonka e la fabbrica del cioccolato. Aperta e chiusa parentesi: Gene Wilder stravince su Johnny Depp. Tornando a noi, si può senz’altro andare su un bel titolo italiano come Volere volare di Maurizio Nichetti. Non fosse altro che per vedere la divertentissima Angela Finocchiaro ricoperta di cioccolato.

Commenti

Commenti

Condivisioni