Cinema

I dieci comandamenti di Insurgent (e di tutte le saghe per adolescenti)

insurgent

Pensavate di esservene liberati con l’ultimo capitolo di Twilight? Poveri illusi, quello non era che il principio. L’invasione di film young adults non è finita tra i canini di Kristen Stewart, anzi. I multiplex di tutto il mondo sono sempre più terra di conquista per più o meno interminabili saghe con protagonista l’adolescente problematico, e quasi sempre incazzato, di turno.

saghe young adults

Stavolta tocca a Insurgent (urla impazzite dei fan brufolosi o già con incipiente calvizie), secondo capitolo della serie Divergent, che fa il verso in maniera poi nemmeno tanto celata a Hunger Games (altra urla impazzite degli stessi brufolosi e incipientemente calvi, sperando che le due caratteristiche siano alternative l’una all’altra).

Che poi cos’è esattamente un film young adult? Quali sono le sue regole? Potremmo dire che si tratta di un prodotto pensato e destinato ad adolescenti e giovani adulti che deve avere come protagonista un loro coetaneo. Meglio se donna o dotato di poteri magici. Meglio se appassionato bevitore di sangue o comunque in qualche modo “diverso”. Meglio se sessualmente represso/a e catapultato in un universo distopico che il nostro eroe/eroina proverà a cambiare in meglio ma senza mai dimenticare il valore fondante della famiglia e dell’amicizia. Ci mancherebbe altro. Ribelli sì, ma non troppo. Mica che poi si dica che è “gioventù bruciata”.

I COMANDAMENTO – ADATTARE UN LIBRO
Da qui non si transige. Una saga young adults approda al cinema solo dopo che la stessa storia è stata narrata in un libro, anzi in una serie di libri. Quantomeno la prima “puntata” deve essere già uscita, poi le altre possono anche essere scritte in contemporanea coi film in un rapporto sempre più ibrido tra letteratura e cinema. Sarà con ogni probabilità il caso di The Host, la nuova fatica (per lei sicuramente e probabilmente anche per i temerari che vorranno leggerla) di Stephanie Meyer, che ha raccolto qualche soldino con la saga di Twilight e ora riprende un libro del 2008, The Host appunto, per crearne due seguiti che saranno immediatamente catapultati sullo schermo. In principio fu J.K. Rowling con Harry Potter, poi sono arrivati in tanti, e soprattutto in tante, dopo di lei: dalla Suzanne Collins di Hunger Games alla Veronica Roth di Divergent. E, c’è da scommettere, tanti altri/e verranno.

II COMANDAMENTO – AMBIENTAZIONE FANTASTICA (MEGLIO SE DISTOPICA)
I protagonisti delle serie young adults saranno magari a volte dei reietti sociali, ma intanto si muovono in contesti e atmosfere lontane dal mondo di tutti i giorni. Le loro storie non si svolgono  mica alla periferia di Avellino o nei sobborghi di Cleveland. No, cari miei. Una saga young adults che si rispetti ha sempre un’ambientazione fantastica: guardare, o leggere, Le cronache di Narnia, La bussola d’oro, Eragon per credere. Ma la moda del momento è quella del futuro distopico. Sia in Hunger Games sia in Divergent la storia è ambientata in un mondo dove le diseguaglianze sociali sono sempre più ampie e il controllo sadico del potere si fa sempre più stringente.

III COMANDAMENTO – IL PROTAGONISTA “DIVERSO”
Vade retro normalità. I protagonisti delle saghe young adults sono sempre e comunque in qualche modo “particolari”. C’è chi ha poteri magici come Harry Potter o Percy Jackson, moderno figlio di Poseidone nella New York contemporanea, o ancora come Lena, la maga protagonista della saga Beautiful Creatures che al compimento del 16esimo anno di età verrà reclamata dalla Luce o dalle Tenebre. Ci sono i vampiri e i licantropi di Twilight e Shadowhunters. Anche chi è un semplice umano e non ha particolari poteri è “diverso”. Anche Katniss e Bella non è che all’inizio delle rispettive saghe siano iniziamente degli esempi di popolarità. Il percorso delle saghe young adults, un po’ come quelle dei supereroi con superproblemi Marvel, porta alla consapevolezza che “diverso” significa “speciale”.

IV COMANDAMENTO: COPIARE SEMPRE E COMUNQUE IL SIGNORE DELLE MOSCHE
Mettiamo un gruppo di giovani tutti insieme su un’isola senza comunicazioni con l’esterno e vediamo che succede. È quello che ha pensato per primo William Golding quando ha scritto Il signore delle mosche. È quello che hanno ripensato gli autori di Lost. È quello che ha ri-ripensato Suzanne Collins scrivendo Hunger Games, peraltro allegramente “ispirato” al film The Host del regista coreano Bong Joon-ho. Il giochino dei “ri” davanti al verbo “pensare” prosegue anche in Maze Runner, bestseller di James Dashner portato al cinema da Wes Ball, dove il protagonista Thomas viene catapultato da un misterioso ascensore nell Radura, mondo alternativo nel quale un gruppo di ragazzi non ricorda niente del proprio passato e ha fondato una nuova comunità.

V COMANDAMENTO: GIRL POWER
La Tris di Insurgent è solo l’ultimo esempio di eroina femminile protagonista di una saga young adults. Le sue illustri predecessore Bella e Katniss avevano aperto la strada con Twilight e Hunger Games, lei non fa altro che proseguire su una strada che rappresenta sempre più spesso e volentieri le giovani donne come sesso forte. Moralmente integre, sicure di sé, brave a cavarsela in qualsiasi situzione, pronte ad amare ma anche a combattere. D’altra parte persino Alice e Biancaneve sono recentemente diventate delle guerriere…

VI COMANDAMENTO: GIOCO DI SQUADRA
È vero che all’inizio di ogni saga young adults il protagonista è un “diverso”, ma allo stesso tempo proseguendo nella narrazione entra quasi sempre a far parte di una squadra. Le schematizzazioni sono sempre molto presenti e non si riducono al semplice binomio buono/cattivo. La società postapocalittica di Divergent è divisa in cinque squadre: Abneganti, Pacifici, Candidi, Intrepidi ed Eruditi. Allo stesso modo la divisione in squadre appare anche in Harry Potter. E Twilight si divide tra “team vampiri” e “team licantropi”. In Hunger Games ci si identifica col distretto di provenienza. A lungo andare il desiderio dei protagonisti è fare parte di un gruppo (come l’aspirante vampira Bella), omologarsi, identificarsi sotto un unico vessillo.

VII COMANDAMENTO: NIENTE TORTE DI MELE
Dimentichiamoci flauti e torte di mele alla American Pie. I giovani adulti delle saghe in questione spesso non hanno neppure quelli per sfogare i propri desideri sessuali, sempre che ne posseggano. Maghi e fate ne sembrano a lungo sprovvisti. Jennifer Lawrence alias Katniss invece si dà piuttosto da fare in Hunger Games, mai quanto Kristen Stewart che in Twilight che nelle prime due puntate della saga passa da un vampiro a un licantropo senza riuscire comunque a sfogare l’enorme tensione sessuale che permea costantemente la scena. E quando ce la fa la “punizione” è, nel vero senso della parola, immediata. Diciamo che non siamo proprio sul territorio dell’amore libero. Quello lasciamolo a quei maledetti hippie della New Hollywood.

VIII COMANDAMENTO: RICORDATI DEGLI AMICI (E DELLA FAMIGLIA)
Insomma, gira che ti rigira alla fine esce sempre la morale. Se anche la società può essere cattiva i buoni sentimenti devono sempre trionfare. E così la Famiglia, l’Amicizia e l’Amore sono sempre considerati valori in sé. Per carità, mica è sbagliato. Ma la visione sull’argomento è molto spesso integralista e non ammette nessuna discussione. Comunque già sapevamo da un bel po’ di tempo che, citando un film di Scorsese, Alice non abita più qui.

IX COMANDAMENTO: DIALOGHI RIDICOLI
«Non vedrai mai il pesce che cerca di schioccare un bacio all’aquila. Mai». Questa è solo una delle tante mirabili perle che ci ha regalato la saga di Twilight. Un’altra delle regole non scritte delle saghe young adults, e per fortuna perché altrimenti chissà come sarebbero scritte, è che i dialoghi devono contenere una buona dose di ridicolo. Verbosi, ampollosi, spesso superflui. Certo, le vette di Dawson’s Creek sono difficili da raggiungere ma merita una menzione speciale la riflessione a voce alta di Bella quando scopre che il suo Edward è un vampiro: «Mi serve una biblioteca». Ecco, speriamo che non ci trovi solo Stephanie Meyer.

X COMANDAMENTO: FRANTUMARCI LE P… LA PAZIENZA
Su, diciamocelo francamente. Basta amici sceneggiatori. Abbiamo capito che ormai le serie tv tirano più del cinema però non è che bisogna per forza adattare qualsiasi libro young adults vi passi sotto le mani. La chiave di tutto è sempre la misura. Saghe brufolose/vampiresche/distopiche/divergenti sì, ma a piccole dosi grazie. Perché altrimenti i vostri lettori/spettatori preferiti saranno più o meno diversamente young ma difficilmente diventeranno adults.

Tommaso Magrini

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