Cinema

11 momenti indimenticabili nella storia di Cannes

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Gaffe, scivoloni, proteste, orrori e minacce. Già, perché glamour e celluloide non sono mica gli unici ingredienti presenti sulla Croisette. Mais non, la storia del Festival di Cannes è piena di figuracce fatte all’ombra delle Palme, che dopotutto non possono mica essere sempre d’oro, no? Solo i più fortunati arrivano al metallo più prezioso, gli altri si devono accontentare di fermarsi, quando va bene, al legno. Nella speranza che uno dei tre nostri maestri (Paolo Sorrentino, Nanni Moretti e Matteo Garrone in rigoroso ordine analfabetico) porti a casa qualcosa di più prezioso della sabbia delle spiagge francesi e che soprattutto nessuno di loro cominci a inneggiare a qualche dittatore genocida, ecco una parzialissima rassegna di quello che vi può accadere di vedere coi vostri occhi o ascoltare con le vostre orecchie se decidete di presenziare fisicamente all’evento mondano-cinematografico più importante del globo terracqueo.

Il bikini di Brigitte Bardot
Anno di grazia, anzi di grazie visto l’argomento, 1953. Brigitte Bardot si presenta sulla spiaggia di Cannes calzando un capo all’epoca sconosciuto, il bikini. Qualche benpensante se la prese a morte, tutti gli altri esseri umani di sesso maschile persero qualche diottria nei giorni, mesi, anni a venire.

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L’eccitante costumino di Borat
Cannes ha atteso più di mezzo secolo per ritrovare un costume che fosse in grado di far girare la testa come quello di Brigitte Bardot. L’onore di rinverdire, è proprio il caso di dirlo, i fasti del passato è toccato a Sacha Baron Cohen alias Borat che nel 2007 si presenta con un costumino che è tutto un programma. Qualche benpensante se la prese a morte, tutti gli altri esseri umani di qualsiasi sesso essi fossero desiderarono la cecità completa.

Il principe Ranieri che luma Grace Kelly
Nel 1955 un’attrice è diventata principessa e non lo ha fatto in un film ma nella realtà. La fortunata si chiama ovviamente Grace Kelly, che mentre era a Cannes per il festival venne invitata al Palazzo di Monaco dall’ammiratore principe Ranieri III. Il buon principe si presentò all’appuntamento con un’ora di ritardo (beh c’è da capirlo, era difficile trovare la strada giusta tra tutti quei corridoi principeschi). Le chiese di fare un giro per il palazzo ma lei rispose stizzita di aver già provveduto da sola. Saltarono le quisquiglie e passarono subito al sodo. Un anno dopo erano marito e moglie.

Il seno di Simone Silva
Un anno prima della commovente nascita dell’amore tra Grace Kelly e il principe Ranieri, molto tempo prima che quest’ultimo diventasse allenatore della Juventus e della Roma, si registra un curioso episodio. I fotografi sono tutti in posizione per Robert Mitchum quando si presenta la starlette (all’epoca si chiamavano così) francese Simone Silva con il seno al vento. Cosa piuttosto inusuale all’epoca, quando la massima trasgressione era vedere Liz Taylor senza bigodini. I paparazzi lasciarono un attimo da parte il pur bellissimo Mitchum per concentrarsi sulla Silva. Recitano le cronache che uno di loro si ruppe un braccio e un altro la gamba a causa della filosofica calca venutasi a creare.

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Il transatlantico della Metro Goldwyn Mayer
Gary Cooper, Tyrone Power e tantissimi altri. Gli anni Quaranta sono dominati dalle star della Metro Goldwyn Mayer. Avete presente il leone incorniciato che ruggisce all’inizio dei film? Ecco quella lì è la Metro Goldwyn Mayer. E i suoi attori mica li mandava a Cannes in qualche hotel con l’amianto e il bagno in comune. Macché, quei divi se ne stavano belli spaparanzati su un transatlantico che ormeggiava a onta della povera gente, che comunque a Cannes per legge non ha diritto all’esistenza.

Il ghepardo di Claudia Cardinale
Primavera 1963. Esattamente 10 anni dopo il bikini di Brigitte Bardot il festival è di nuovo sconvolto. Sulla Croisette si presenta Claudia Cardinale con un placido animale domestico al guinzaglio. Si tratta, carino lui, di un ghepardo. Il bellissimo animale è utilizzato per promuovere Il gattopardo nonché per tenere lontano qualche ammiratore troppo insistente della meravigliosa Claudia.

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Truffaut, Godard e Polanski che fanno il ’68
In Francia il cinema è una cosa seria. Cioè, si fanno delle rivoluzioni in nome della settima arte. Il 18 maggio del 1968, per esempio, un gruppo di cineasti tra i quali piccolissime tacche del calibro di François Truffaut, Jean Luc Godard, Louis Malle e Roman Polanski blocca il festival per protestare contro la rimozione di Henri Langlois dal posto di direttore della Cinémathèque Française. Roba che se in Italia avessero rimosso qualcuno da una qualsiasi cineteca la gente sarebbe scesa in piazza per rimuovere pure la cineteca.

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David Lynch che minaccia Nanni Moretti
È il 2001. Nanni Moretti conquista la Palma d’Oro al festival di Cannes. Nanni ancora non sa nulla quando gli si avvicina David Lynch che gli dice: «Un giorno o l’altro ti ammazzo». E Nanni: «Ma perché? Non so nemmeno che cosa ho vinto». E Lynch: «Ti ammazzerò comunque». Ora, la minaccia non arrivava da un serial killer, ma da Lynch. Proprio per questo un po’ mi sarei spaventato anche io.

Gente che sviene guardando il film di Monica Bellucci
Nel 2003 viene presentato a Cannes Irreversible, un film che nemmeno il suo regista ricorda di aver girato. Durante la proiezione di questa perla della cinematografia mondiale tre persone svennero a causa di qualche scena troppo violenta. O almeno così sostiene la versione ufficiale. Quella ufficiosa è che le tre suddette persone si produssero in una simulazione (per risparmiarsi la visione) che in confronto quelli di Pippo Inzaghi in area di rigore erano falli subiti per davvero.

Von Trier che lancia il Quarto Reich
«Capisco i nazisti». Nel 2011 Lars von Trier la butta lì piano nel bel mezzo della conferenza stampa di Melancholia. Kirsten Dunst prova ad abbatterlo prima che lui commetta il danno ma non ci riesce. Apriti cielo, Lars diventa persona non grata. Peccato, lui è sempre una personcina a modo e sicuramente senza nessuna turba psicologica, psicofisica, psicoanalitica, psicocinetica. In fondo Norman Bates non era così una cattiva persona.

Gente che cade, si denuda, si veste o si pettina a caso
Cara Delevingne che cade sulle scale, la russa Elena Lenina che si pettina con le bombe a mano, Ugly Betty che con un vestito lungo 187 metri fa scivolare mezzo red carpet, Arta Dobroshi (non è dato sapere chi sia) che imita Marilyn ma il vento le mette in mostra il fondoschiena. E poi le ultime arrivate di questi giorni protagoniste di denudamenti fortuiti come Sophie Marceau ed Emma Stone (occhio a non fare troppo gli splendidi con Emma perché l’Uomo Ragno è geloso). L’elenco di gaffe sul red carpet è interminabile. Primo posto assoluto con distacco comunque per il regista francese Olivier Assayas che sul red carpet viene pizzicato a fissare con insistenza il… talento di Kristen Stewart.

kirsten stewart

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