Cinema

Da Obama a Renzi, i capi di Stato che amano le serie TV

Barack Obama Serie TV

Sempre più personalità rilevanti della politica dichiarano di amare House of Cards. Ma sono anche altre le serie tv amate da presidenti e capi di stato. 

Molto bene. Dopo una drammatica full immersion posso affermare di aver visto tutte e 13 le puntate della terza stagione di House of Cards e posso già rivelarvi che il destino finale dei coniugi Underwood è… è… Non vi preoccupate, questa è un’area spoiler free e in tempi di finali annunciati (vedi la querelle Striscia la notizia-Masterchef) giova sottolinearlo. Comunque. La terza e ultima stagione della serie più politicamente (ma fedelmente) scorretta di tutti i tempi ha preso il via anche in Italia su Sky Atlantic. Il destino bussa alla porta di Frank “Sottobosco” e consorte, ora resta da vedere se l’allegra, ma non troppo, coppietta aprirà le porte della Casa Bianca per farlo entrare. Di sicuro il bel faccione di Kevin Spacey che, come ci ha abituato nel corso della serie, si rivolge direttamente agli spettatori in camera continuerà a entrare nella residenza presidenziale. E lo farà per due motivi. Primo: in House of Cards Kevin Spacey è, al momento, il presidente degli Stati Uniti. Secondo: Barack Obama, il vero presidente, ama la serie alla follia e non se ne perde nemmeno una puntata. Ah già, pure Matteo Renzi è un, come direbbe lui, “addicted” della serie (e in realtà pure del libro di Michael Dobbs che l’ha ispirata). E loro sono solo due di una lunga serie di presidenti e capi di Stato – soprattutto americani – appassionati agli eroi, o per meglio dire antieroi, del piccolo schermo. Ognuno, ovviamente, con i propri gusti.

BARACK, L’INSAZIABILE
“No spoiler, please”. Altro che Assange. Gli unici leak temuti da Obama sono quelli su House of Cards, tanto da twittare dal suo profilo ufficiale di non volere nessuna anticipazione in occasione della messa in onda della seconda stagione. Netflix gli aveva persino chiesto di comparire in un cammeo nello show ma lui ha preferito restarsene comodamente seduto sul divano per seguire le sue (tante) altre serie preferite: il politico Homeland, il poliziesco True Detective, il fantastico Game of Thrones, lo storico Boardwalk Empire, il pubblicitario Mad Men. Non è tutto: c’è tempo anche il dramma in costume di Downton Abbey e la commedia di Modern Family. Ah già, ovvimente Barack ama anche Breaking Bad. Ha recuperato tutte e 5 le stagioni per godersi in diretta lo spin off Better Call Saul. Insomma, abbiamo capito perché lo scorso gennaio Mr. President non ha trovato il tempo di andare a Parigi per commemorare i morti di Charlie Hebdo.

 

MICHELLE, LA PRESENZIALISTA
Le maratone televisive di Barack sono accompagnate dalla moglie Michelle, che presenzia volentieri soprattutto quando il telecomando si ferma sulle geste di Selina Mayer, vicepresidente (ci risiamo…) degli Stati Uniti nella serie Veep. La passione di Michelle per questa commedia satirica è tale da apparire proprio al fianco di Selina e dello speaker repubblicano Joe Biden nel video ironico trasmesso durante il White House Correspondants Dinner dello scorso anno. Michelle ha anche una nuova passione: Empire, la serie all-black su un impero dell’hip hop.

MATTEO, LO STUDIOSO
In Italia siamo grandi intenditori del sottobosco. Non sorprende dunque che Underwood abbia fatto proseliti tra i nostri politici, che probabilmente saprebbero fare anche di meglio (o di peggio, dipende dai punti di vista). In cima alla lista dei fan c’è Renzi, che addirittura dal palco della direzione Pd ha sentenziato: “Dobbiamo individuare un numero fisso di persone da formare con strumenti tradizionali di formazione politica, ma anche con le serie tv americane”. In un colpo è caduta la classica distinzione italica: cinema=serie A e tv =serie B. Peccato che Matteo sia magari andato un po’ troppo in là nel suo spirito di emulazione studiando House of Cards come un bigino di politica applicata, tanto che l’autore si è sentito in dovere di ricordargli che il suo è “un libro, non un manuale di istruzioni”.

BILL, LO SCANDALOSO
“Adoro House of Cards. Avessi saputo che alla Casa Bianca era possibile commettere omicidi, chissà quanti ne avrei fatti…” Diciamoci la verità, il vecchio Clinton è sempre il più simpatico di tutti. Ovviamente Bill ha un’attrazione irresistibile per gli scandali e infatti la sua serie preferita è il thriller politico Scandal. Nelle fredde serate d’inverno lui e Hillary seguono con piacere anche 24 e Downtown Abbey. L’importante è che down(town) non ci sia più Monica.

GEORGE H.W. E GEORGE W., I BIOGRAFI
Non esageriamo con l’azione o con la fantasia. La tv va benissimo quando si tratta di baseball o altre amene attività possibilmente fisiche, un po’ meno quando ci si avventura in narrazioni non aderenti alla realtà. I Bush non hanno mai dichiarato amore a una serie tv. Unica eccezione Turn, ambientata durante la guerra d’indipendenza americana, per la quale Bush padre si è speso in un endorsement pubblico. Bush figlio, invece, quando non guarda i documentari di Michael Moore segue le biografie di personaggi celebri su A&E.

MIKHAIL, L’IMPAZIENTE
Ci sono gli spettatori che non vorrebbero sapere mai nulla in anticipo, che si mozzerebbero un orecchio piuttosto di venire a conoscenza di un particolare decisivo sulla propria serie tv preferita. E poi ci sono quelli che vogliono sapere tutto prima, come quelli che si vanno a leggere subito l’ultima pagina di un libro prima di cominciarlo. Ecco, Gorbaciov appartiene di sicuro alla seconda categoria. Lo scrittore americano Brad Dukes rivela infatti che nel 1990 l’allora presidente sovietico chiamò Bush Senior per conoscere in anteprima il nome dell’assassino di Laura Palmer, talmente era forte la sua passione per il serial Twin Peaks. Peccato che all’epoca né Bush né David Lynch in persona sapessero la risposta. “Tutta questa fatica per il disgelo non è servita a niente”, avrà pensato Mikhail.

VLADIMIR, IL PERMALOSO
Di tutt’altra pasta Vladimir Putin, presidente supremo della nuova Russia. Lui le serie tv americane le disprezza dal profondo del cuore, insomma da quel muscolo che si ritrova nella parte sinistra del petto. Quantomeno House of Cards, visto che proprio il veto della Russia ha impedito alla produzione dello show di girare due puntate presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Una ripicca per essere venuto a sapere che lui stesso, sotto forma di personaggio, apparirà nella terza stagione. Caro Vladimiro, abbiamo capito che tra Nemtsov e Pussy Riot hai altro da cui pensare, ma ogni tanto fattela ‘na risata…

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