Cinema

Perché Non essere cattivo ha già vinto il suo Oscar

Perché Non essere cattivo ha già vinto il suo Oscar

L’Italia vera torna agli Oscar. O quantomeno, spera di tornarci. La scelta della Commissione istituita presso l’Anica di scegliere Non essere cattivo per rappresentarci nella corsa alla statuetta più ambita del mondo del cinema è azzeccata, piena di significati, addirittura rivoluzionaria per certi versi. Era da tempo che il nostro Paese non sottoponeva all’esame di Hollywood un film al 100 per cento italiano, senza concessioni, senza ammiccamenti, senza facili ispirazioni. Un film che ritrova l’essenza del nostro grande cinema e dimostra di esserne una degna progenie. Non che quelli di Nanni Moretti o Mario Martone, i grandi favoriti della vigilia, fossero brutti film. Tutt’altro. Ma Non essere cattivo ha quella marcia in più e quel senso di appartenenza a un luogo, a un Paese, una vitalità, che non è sempre facile vedere nelle pellicole del nostro cinema.

Il regista Claudio Caligari ha girato questo film nei suoi ultimi mesi di vita, proprio mentre provava a combattere il suo male che invece non gli ha lasciato scampo e gli ha chiuso gli occhi lo scorso 26 maggio. La scelta dell’Anica non è certo solo un riconoscimento postumo (sarebbe anzi offensivo pensarlo) a un regista atipico, autore di tre film in 32 anni, ma è una presa di posizione molto importante sul nostro cinema. Una scelta che dice che fare film in un certo modo è ancora possibile. Un modo che non significa fare più o meno bene il verso a un cinema che non c’è, e neppure imitare goffamente i modelli del passato, né fare qualcosa che si presume debba per forza piacere agli altri, italiani o americani che siano.

La forza di Non essere cattivo è questa: raccontare senza ammiccare, esprimere senza fingere. Un po’ come faceva il nostro cinema di qualche decennio fa, riferimento non certo esplicito ma spirituale del film di Caligari. Nella storia di Vittorio e Cesare, in quella Ostia del 1995, Caligari ha saputo trasporre le cose migliori dell’arte cinematografica italiana senza pensare di conformare il proprio film a un’idea esterna. «Loro pensano che noi siamo così e allora io faccio il film in questa maniera», sicuramente Caligari non ha mai pensato nulla del genere girando Non essere cattivo, facendo il miracolo di instillare nella sua opera una caratteristica fondamentale: l’autenticità. Per sapere se anche Hollywood apprezzerà e si accorgerà di tutto questo è ancora presto. Solo a gennaio verranno decise le nomination finali per l’Oscar. Ma non importa, Non essere cattivo ha già vinto.

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