Cinema

Sasha Baron Cohen è il comico più cattivo di Hollywood, abbiamo le prove

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Bianchi, neri, donne, bambini, malati, anziani, gay. Nessuno viene risparmiato dall’irriverenza di Sacha Baron Cohen. Le sue battute e le sue gag fanno sempre molto discutere, sempre a metà tra il divertente e l’offensivo. C’è chi ride e basta, c’è ride fingendo di sentirsi offeso, c’è chi si sente offeso e basta. C’è chi lo trova esilarante, chi invece lo considera repulsivo. Come si dice in questi casi, o lo si ama o lo si odia. A quattro anni di distanza da Il dittatore, l’istrionico attore britannico trapiantato in California, torna nelle sale con un nuovo film scritto da lui, Grimsby, nel quale interpreta un disoccupato che improvvisamente si ritrova a diventare un agente segreto in lotta per salvare l’umanità. E promette ancora una volta di dare scandalo, fornendo nuovi elementi a sostegno della tesi secondo la quale è lui il comico più cattivo di Hollywood. Volete alcune prove a riguardo? Eccovi accontentati.

L’”ENDORSEMENT” PER DONALD TRUMP
«All’inizio pensavo di sostenere quel folle socialista liberale di Ted Cruz, ma poi le manifestazioni di Donald mi hanno convinto. Sono come le partite di calcio in Inghilterra: grida, violenza, insulti. L’unica differenza è che noi non buttiamo fuori la gente nera. Molti di voi sono preoccupati per Trump. Sono tutte sciocchezze, capito? La storia ci ha insegnato che un tizio che durante i comizi inveisce urlando con messaggi di odio e razzismo non ha mai fatto del male a nessuno». Signori e signori, ecco a voi la definizione che Baron Cohen ha fatto di Donald Trump in occasione della presentazione di Grimsby (vedi video qui sotto). E ogni riferimento ad Adolf Hitler non è casuale. Non solo. Il magnate americano appare anche nel film come un malato di Aids. Tu chiamalo, se vuoi, endorsement.

LE INTERVISTE DI ALI G
Il personaggio più celebre inventato da Baron Cohen è sicuramente quello di Ali G, aspirante gangsta rapper bianco che è il protagonista del primo film da lui scritto (2002). Ma già prima dell’esordio al cinema era diventato celebre per le sue irriverenti e demenziali interviste con personaggi famosi, soprattutto politici. Tutti cadevano nella trappola di Baron Cohen. David Beckham, Donald Trump, Gore Vidal, Steve Nash (tra gli altri) hanno tutti risposto alle domande quasi sempre prive di senso di Ali G, pensando di fare un’intervista vera. Ali G è riuscito recentemente a far arrabbiare l’Academy. Alla Notte degli Oscar del 29 febbraio, infatti, Baron Cohen avrebbe dovuto salire sul palco come se stesso, senza travestimenti. Ma alla fine non ce l’ha fatta e, aiutato dalla compagna Isla Fisher, è salito sul palco come Ali G in compagnia della discinta Olivia Wilde.

L’EBREO ANTISEMITA
Nonostante suo padre sia un gallese discendente di ebrei lituani e sua madre sia un’israeliana, Baron Cohen è stato più volte criticato per le sue battute considerate antisemite. “Come potete vivere con la democrazia che riunisce nello stesso luogo ebrei, neri e femmine?”, dice il dittatore del suo film (2012). Ma è soprattutto Borat a scatenare le polemiche. Nel film del 2007 con protagonista l’improbabile giornalista kazako viene rappresentata la parata degli ebrei, creature mostruose con teste enormi e che fanno le uova.

MISOGINIA
Altro giro, altra accusa per Baron Cohen, considerato da molti un misogino per le uscite particolarmente cattive sulle donne contenute nei suoi film. Qualche esempio? Borat presenta la sorella Natalya baciandola e definendola come la “numero quattro prostitroia di tutto immenso Kazakistan”. Ancora peggio quello che dice un personaggio de Il dittatore: “Ho una bruttissima notizia da darti, è una femmina. Dove posso buttarla?”. O ancora: “Adoro quando le donne vanno a scuola. È come vedere una scimmia sui pattini. Inutile per loro, così divertente per noi”.

RAZZISMO
“Per me, gli arabi, gli ebrei, in negri, quei brutti frocetti blu di Avatar, in pratica chiunque non sia nato in America è tecnicamente un arabo. E già che è qui le raccomando caldamente di visitare l’Empire State Building prima che lei o uno dei cammelli dei suoi cugini lo abbattiate” dice il dittatore di Baron Cohen, che ancora si chiede: “Come potete vivere con la democrazia che riunisce nello stesso luogo ebrei, neri e femmine?”. A proposito di accuse di razzismo, ha fatto molto discutere l’uscita pro Academy di Baron Cohen a proposito delle recenti polemiche sull’assenza di nomination di attori di colore alla notte degli Oscar.

OMOFOBIA
Nel 2009 invece Baron Cohen è riuscito nell’epica impresa di mettere d’accordo israeliani e palestinesi. Già, perché tutti, ma proprio tutti, si sono scagliati a testa bassa contro il suo Bruno, l’austriaco giornalista di moda gay protagonista del film scritto da lui nel 2009. In effetti Baron Cohen non ci è andato proprio leggero quando a proposito del conflitto tra israeliani e palestinesi ha fatto dire al suo Bruno che “non è così terribile, molto peggio la guerra Angelina-Jennifer. Perché non condividete questa guerra a tempo?”. Non solo, ovviamente. Con Bruno se la sono presa anche le associazioni gay di mezzo mondo, convinte che la rappresentazione dell’omosessualità messa in piedi da Baron Cohen fosse omofobica.

GAG OLTRAGGIOSE
Le battute oltraggiose e demenziali di Baron Cohen non si contano. Nei suoi film o anche in interviste e apparizioni pubbliche. In Grimsby, si incontra una scena sessuale con protagonista un’elefante femmina e parecchi riferimenti a liquidi seminali di diverso tipo. Ma non è certo un caso. In molti considerano Baron Cohen “oltraggioso”. Ogni tanto è talmente oltraggioso da venire censurato. Nel 2009, per esempio, da Bruno viene tagliata una scena in cui fa domande su Michael Jackson o nel 2012, quando da Il dittatore sparisce una battuta di Megan Fox che allude a una notte di sesso con “il premier italiano”, che allora era Silvio Berlusconi.

LE USCITE IN PUBBLICO
Nelle occasioni pubbliche Baron Cohen dà spesso il meglio, o il peggio, di sé. Nel 2012 dà scandalo quando alla notte degli Oscar arriva vestito come il dittatore del suo film, molto simile a Gheddafi, e getta finte ceneri del dittatore nordcoreano Kim Jong-il sul red carpet. Recentemente si è invece presentato in mutande e occhiali da sole alla prémiere di Grimsby a Londra. Senza dimenticare il celebre costumino balneare di Borat…

“ASSASSINO” DI OTTUAGENARIE
Una delle gag più discusse e cattive della carriera di Baron Cohen va in scena nel 2013 ai Bafta Britannia Award, quanto l’attore sale palco per ritirare il Charlie Chaplin Britannia Award for Excellence in Comedy. Ad accompagnarlo c’è un’anziana signora in carrozzina, che viene presentata come Grace Cullington, ultima persona vivente ad aver partecipato al capolavoro di Charlot, Luci della città. La vecchietta ha donato a Cohen il bastone di Chaplin, che l’attore ha iniziato ad imitare una volta salito sul palco. Improvvisamente, però, ha perso l’appoggio ed è franato addosso alla signora, scaraventandola tra le prime file. Tutti sono rimasti sconvolti, temendo il peggio. Poi Baron Cohen ha rivelato che l’anziana era una stuntwoman e che la vera Cullington era morta decenni prima. Ma le polemiche sono rimaste…

ANTIAMERICANO
Durante la sua carriera ha ricevuto tante, anzi tantissime, critiche e persino minacce dagli ambienti più disparati. Tanto che Baron Cohen ha dichiarato di non poter più interpretare personaggi come Borat o Bruno. Ma le minacce non arrivavano solo da minoranze o da governi del Medio Oriente. Anche molti Americani non lo vedono di buon occhio. In effetti, lui non le ha mai mandate a dire nemmeno agli yankees… Sentite un po’ che definizione dà degli Usa il Generale Aladeen de Il dittatore: “Perché siete tanto anti-dittatori? Immaginate America come dittatura: potreste lasciare a uno per cento di popolo tutta ricchezza di nazione, potreste fare vostri amici ricchi più ricchi tagliando loro tasse e pagando cauzione quando perdono al gioco. Potreste ignorare esigenze di poveri come salute e istruzione! Vostri media sembrerebbero liberi, ma segretamente controllati da una persona e da sua familia! Potreste intercettare telefoni! Potreste torturare stranieri prigionieri! Potreste avere elezioni truccate! Potreste mentire su perché vai a fare guerra! Potreste riempire le prigioni con un gruppo razziale di un certo tipo e nessuno protesterebbe! Potreste usare i media per spaventare il popolo, in modo che appoggi politica che va contro i loro stessi interessi! Lo so che è difficile per voi Americani da immaginare, ma provateci, dai!”.

Insomma, Baron Cohen può essere considerato divertente oppure oltraggioso, esilarante oppure offensivo, ma una cosa è certa: nessuno può avere dubbi nel definirlo un comico “cattivo”.

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