Cinema

10 follie di Sean Penn, da El Chapo a Saddam Hussein

sean-penn-el-chapo-follie

Tutto si può dire di Sean Penn tranne che sia una personcina tranquilla. Attivista, anticonformista, irascibile, ogni tanto manesco, avvezzo ai vizi, incontrollabile. E, ovviamente, attore straordinario. Già le sue origini sono tutte un programma. I nonni paterni erano ebrei russi e lituani immigrati in Spagna, dove nasce il padre di Sean. La madre invece è mezza irlandese e mezza italiana. Insomma, una bella commistione che ha prodotto un uomo, e un attore, difficilmente inquadrabile. In questi giorni il buon Sean è finito sulle prima pagine dei giornali di tutto il mondo per la sua intervista esclusiva a El Chapo, il boss messicano del narcotraffico. Episodio che ha suscitato le ire di Stati Uniti, Messico, giustizia e moralisti, nonché l’invidia di molti. Ma non è certo l’unico colpo di testa di una lunga carriera di atti estremi, gaffe e follie.

L’INTERVISTA A EL CHAPO – Avete presente il boss che qualche mese fa è stato il protagonista di una spettacolare evasione da un carcere di massima sicurezza attraverso un tunnel sotterraneo? Ecco, stiamo parlando proprio di lui, di Joaquin Guzmàn Loera, in arte El Chapo, uno che guadagna milioni di dollari ogni giorno e non per niente è considerato il narcotrafficante più potente del mondo. Sean Penn è arrivato a lui, prima che fosse nuovamente arrestato, attraverso l’attrice messicana Kate del Castillo, che, dopo aver postato qualche tweet a favore del boss, era stata da lui contattata. El Chapo è vanitoso, vuole che sia girato un film su di lui e fa contattare Sean Penn da Kate. Dopo mesi di trattative con cellulari usa e getta e messaggi criptati ecco l’incontro tra i due, in un luogo che l’attore e regista non ha voluto rivelare, proprio mentre il boss era in fuga dalla polizia Usa e messicana. E l’intervista pubblicata su Rolling Stone, nella quale El Chapo racconta i suoi ricordi di infanzia, la sua iniziazione al mondo della droga. Tra le altre cose, racconta che non usa sostanze stupefacenti da 20 anni. «Se avessi la possibilità di cambiare il mondo? Per me va bene così com’è. Sono felice». Chissà se ora è ancora felice dietro le sbarre (di nuovo).

LA VISITA A SADDAM HUSSEIN – El Chapo non è certo l’unico personaggio “discutibile”, definiamolo così, incontrato da Sean Penn. Anzi. Per anni il suo nemico giurato è George W. Bush. È il leader di decine di manifestazioni pacifiste su tutto il territorio americano ma nel dicembre 2002 esagera un po’ e attira su di sé valanghe di critiche quando va in Iraq per denunciare la futura invasione americana, che avverrà tre mesi dopo.

LA PREGHIERA IN IRAN – Nel 2005 la tensione tra gli Stati Uniti e l’Iran è altissima. Sean Penn invece apprezza Ahmadinejad, l’allora Presidente di Teheran, fattogli conoscere da Hugo Chavez. E così il sempre moderato Sean si presenta in Iran, definito da Washington all’epoca come cardine dell’”asse del male”, e partecipa a una preghiera in una moschea, sfidando apertamente (e ci risiamo) Bush Jr..

IL VIAGGIO A CUBA – Finita qui? Manco per sogno. Gli atti e le provocazioni politiche di Sean Penn sono innumerevoli. Un altro suo celebre colpo di testa è quello del 2008, quando prende un aereo e vola a Cuba per intervistare Raùl Castro, fratello minore del lider maximo Fidel. Attenzione, nel 2008 i rapporti tra Usa e Cuba non erano mica quelli attuali, con il grande disgelo compiuto da Barack Obama. Otto anni fa Washington vedeva ancora L’Avana come fumo negli occhi e ai cittadini americani era ancora vietato visitare l’isola. Tutto ciò, ovviamente, non fermò Sean.

L’AMICIZIA CON CHAVEZ – Ma il leader sudamericano con il quale Penn ha il rapporto più stretto è Hugo Chavez. Il Presidente, o secondo molti dittatore, venezuelano lo riceve più molte a Caracas. Il primo incontro tra i due avviene nel 2007 ed è direttamente Chavez a voler conoscere la star di Hollywood dopo la sua richiesta di impeachment di Bush, il nemico giurato del “padre” della nuova rivoluzione bolivàriana, poi finita come tutti sappiamo. I baci e abbracci pubblici tra i due fanno storcere il naso a molti, compresi i progressisti Usa e i radical chic di Sunset Boulevard.

Clicca sulla freccia (tasto “next”) per continuare a leggere.

Commenti

Commenti

Condivisioni