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LO SPETTACOLO STA PER (RI)COMINCIARE
Si pensava fosse finita per sempre, perché Pelù e Renzulli aveno rotto sul piano umano. Eppure, prima di Natale, Piero e Ghigo hanno inaspettatamente annunciato di essersi “ritrovati”. Nonostante la penuria di dichiarazioni ufficiali, abbiamo voluto capire qualcosa di più sia sulla separazione che sulla reunion. Ci ha dato una mano Massimo Cotto, noto scrittore e giornalista, che, giusto all’epoca della separazione da Renzulli, aiutava Pelù a scrivere la sua autobiografia ufficiale (Perfetto difettoso, Mondadori, 2000).
di Gianni Olfeni
Massimo raccontaci del libro con Pelù. E’ stata una cosa tra amici. Da tanti anni sono legato a Piero da amicizia e stima profonda. Alla fine degli anni Novanta quando ci si incontrava a cena, o si passavano nottate insieme, si finiva sempre a parlare di questo dente che gli faceva male. Il rapporto con Ghigo... Io a un certo punto gli ho detto “scusa Piero ma perché non facciamo un libro, racconti tutto, ti sfoghi”. Se è vero che una canzone può essere terapeutica, figuriamoci un libro. Non dico che si possa vincere il dolore, ma si può provare ad esorcizzarlo almeno per un attimo. Avevate in mente il libro che poi è uscito oppure qualcosa di diverso? Fin dall’inizio l’idea di partenza era che questa fosse la storia di Litfiba raccontata da Pelù e non semplicemente la storia dei Litfiba. E il lavoro, intendo tra te e Piero, è filato liscio? Ci siamo chiusi nella sua casa dell’epoca, a San Casciano, e abbiamo lavorato come pazzi. In 4 giorni avevo registrato tutto. Piero sembrava in preda alla febbre malarica tanta era l’urgenza di raccontare e raccontarsi. Immagino ci sia stata una partecipazione emotiva davvero notevole da parte sua. Era un momento particolarmente difficile della sua vita, Piero ha sofferto moltissimo quando si è staccato dai Litfiba. Anche se il travaglio vero è stato quello che ha condotto alla decisione di separare la sua strada da Ghigo. Tolto il dente, tolto il male? Una volta presa la decisione è andato avanti per la sua strada però prima la sofferenza è stata tanta.
L’INZIO DELLA FINE
Come sempre capita, l’opinione pubblica si è fatta un’idea della separazione. Be’, è naturale, specialmente quando una band è così amata come lo erano allora i Litfiba. Si è sempre creduto che dietro ci fossero questioni artistiche. Qual è il momento specifico in cui la parabola dei Litfiba comincia la sua discesa, diciamo l’inizio della fine? L’inizio della fine coincide con l’inizio dei sospetti. Faccio una breve premessa. Gli artisti, per definizione, si portano dietro una grandissima fragilità e vulnerabilità che poi cercano di coprire indossando delle maschere sul palco. In realtà sono dei fanciulli, nel senso positivo del termine, molto sensibili e propensi a drammatizzare, nel bene e nel male. Quindi nel momento esatto in cui si viene a incrinare la fiducia di Piero in Ghigo e in certi suoi comportamenti che Pelù non considera limpidi, ecco li si rompe tutto. Ma quando succede esattamente? E’ il tour di El Diablo, siamo nel 1991. Ti leggo direttamente un passo del libro. Piero racconta che “il primo concerto al PalaTrussardi fu un vero orgasmo, fu mio fratello Andrea a rovinarmi la serata. A cena fece due calcoli sull’incasso, sul costo dei biglietti, sul mio ricavato. Del resto avevamo studiato economia da piccoli quando giocavamo a Monopoli e lui si divertiva con l’alta finanza. Mi disse che ero pazzo, che mi pagavano come un impiegato mentre i manager si arricchivano. Era vero: basti pensare che avevamo firmato un contratto che implicava la cessione del 50% di tutti i nostri diritti a Pirelli (manager dei Litfiba, nda). Una follia, colpa nostra”. Da allora Piero cerca in tutti modi di far capire a Ghigo la situazione. Ma ottiene ben poco e quindi cominciano i sospetti… Che poi chi ha fatto pendere l’ago della bilancia è appunto Alberto Pirelli, scopritore e produttore dei Litfiba. La mancanza di fiducia arriva in prima battuta nei confronti di Pirelli, poi in un secondo momento di Ghigo. In tutti gli anni successivi, è stata chiara tra loro questa dinamica? Sanno perfettamente perché si sono separati e la ricostruzione dei fatti è identica da entrambe le parti. Quello che cambia è la responsabilità, uno dice “è colpa sua”, l’altro risponde “non ha capito”.
MA DOV’E’ PELU’?
Il 2000 è l’anno in cui i Litfiba si sciolgono ufficialmente. Un gruppo musicale può andare avanti benissimo anche nelle liti… Come dimostra il caso dei Rolling Stone… Però li è istituzionalizzato. Gli Stones dicono “siamo estremamente diversi ma ce ne sbattiamo, abbiamo una macchina da guerra e per un mese l’anno dimentichiamo i nostri dissapori”. Ma i Litfiba erano una famiglia più che un gruppo e nel momento in cui i due capo-famiglia litigavano tra di loro diventava difficile andare avanti. Ricordo l’ultimo concerto a Monza nell’estate 2000… Un live al limite della pietà. Prima che entrassero sul palco, due maxi-schermi proiettavano le immagini di Piero e Ghigo nel backstage. Si ignoravano…
Leggi l'intervista completa a Massimo Cotto sul numero di aprile di Onstage Magazine. Clicca qui. |
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