Festival di Sanremo 2014

Sanremo 2014, Antonella Ruggiero: «Il Festival è cambiato ma è sempre una bella esperienza»

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Antonella Ruggiero è una delle cantanti più esperte in gara al Festival di Sanremo 2014. Quest’anno presenta due brani tratti dal suo nuovo album, L’impossibile è certo, che esce in concomitanza con la sua partecipazione alla kermesse. L’abbiamo intervistata.

Antonella Ruggiero ha una lunga storia col Festival: ha infatti partecipato alla kermesse dell’Ariston cinque volte con i Matia Bazar e quattro come solista, raccogliendo una vittoria nel 1978, due secondi posti e altrettanti premi della critica. Abbiamo con lei scambiato qualche chiacchiera proprio in vista di Sanremo 2014, dove si presenterà con i brani Quando balliamo e Da lontano. 

Cosa significa per te tornare a Sanremo?
Significa tornare in quello che ormai è un ambiente familiare, dove ritroverò molti amici, dai tecnici ai musicisti agli addetti di scena. Il Festival è cambiato moltissimo negli ultimi anni, sarà come sempre una bella esperienza.

Perchè tutti criticano Sanremo e puntualmente lo guardano?
Perchè siamo meravigliosamente italiani nel seguirlo e nel criticarlo a priori. Devo dire che rispetto agli anni Ottanta ora è un evento che si è rinnovato, all’epoca era un monumento inamovibile e intoccabile, ultimamente si è giustamente dato molto spazio ai giovani ma anche all’ironia e alla simpatia, c’è un’aria nuova e questo mi fa sicuramente piacere.

Porti sul palco due nuove canzoni tratte da un album di cui ti sei detta fiera. Ce ne parli meglio?
Sono felice di portare a Sanremo due brani come Quando balliamo e Da lontano. Si tratta di due pezzi di un album che a dire il vero nemmeno noi pensavamo di pubblicare. Avevo altri due progetti che teoricamente sarebbero dovuti uscire prima e che sono stati momentaneamente accantonati in favore di L’impossibile è certo. Abbiamo avuto la notizia della partecipazione al Festival neanche un mese fa, così ci siamo quindi blindati in studio per finire il lavoro nel più breve tempo possibile in modo che sia pronto per il periodo di Sanremo.

E’ stato impegnativo concludere un album di inediti in così poco tempo?
Sì ma è anche stata una cosa positiva. Trovo molto interessante la fretta quando si hanno le idee chiare, emerge l’essenzialità, ci si concentra sul proprio gusto personale e sul fare le cose che davvero piacciono, si eliminano le riflessioni troppo lunghe su come potrebbe essere fatta una cosa piuttosto che un’altra, si guadagna in spontaneità e immediatezza. Ho recuperato anche due-tre canzoni degli anni Ottanta che erano pronti da tempo e che suonano incredibilmente attuali ancora oggi.

È vero che il disco si concentra sulla difficoltà dei tempi che corrono?
Sì è così. L’album vuole essere un modo per tentare di spronare all’azione le persone che sono afflitte dalle difficoltà odierne. Siamo passati dagli anni Ottanta e Novanta dove tutto era magnifico, dove si doveva consumare e comprare senza freni, a un’epoca dove le difficoltà sono enormi e dove chi dovrebbe fare gli interessi del popolo punta solo ad arricchirsi il più possibile. Purtroppo è sempre successo, l’essere umano non impara mai dai propri errori. Ma da questa situazione si può provare a uscire, i nostri nonni hanno vissuto a cavallo di due guerre mondiali e sono riusciti a tirare avanti.

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