Festival di Sanremo 2014

Festival di Sanremo 2014, ecco i duetti del venerdì sera

Festival di Sanremo 2014 duetti

Il sito della RAI ha annunciato i duetti e gli ospiti del venerdì, serata del Festival di Sanremo 2014 dedicata ai grandi autori della canzone italiana.

La quarta serata del Festival di Sanremo 2014, quella in programma venerdì 21 febbraio, è dedicata ai grandi autori italiani. Come dichiate la stessa RAI, è una sorta di ponte tra il Premio Tenco e la kermesse sanremese. Ognuno dei Campioni in gara interpreterà infatti una canzone della tradizione cantautorale del nostro Paese, e qualcuno lo farà duettando con un ospite invitato per l’occasione. Tra questi, sorprende in particolare Tommy Lee (nella foto), turbolento batterista della band hard rock Motley Crue, che si esibirà con Gualazzi e The Bloody Beetroots sulle note di Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno.

Ecco il programma della serata, con tutti i duetti.

Antonella Ruggiero canta Una miniera dei New Trolls.
Singolo del 1969 scritto da D’Adamo, De Scalzi e Di Palo poco prima dell’ingresso dei New Trolls nella scena progressive italiana con lo storico album Concerto grosso. Nello stesso anno, il gruppo approda al Festival di Sanremo con il brano Io che ho te. 

Arisa con i Whomadewho canta Cuccurucucu di Franco Battiato.
Tratta dall’album La voce del padrone (EMI, 1981), è una delle canzoni più note dell’autore siciliano. Il titolo si rifà a Cucurrucucú paloma, canzone del cantautore messicano Tomás Méndez scritta nel 1954. Battiato cita anche il proemio dell’Iliade e Il mondo è grigio/ il mondo è blu di Nicola Di Bari oltre a Lady Madonna e With a Little Help from My Friends dei Beatles.

Cristiano De André canta Verranno a chiederti del nostro amore di Fabrizio De Andrè.
Il brano è tratto dal sesto disco di Faber, Storia di un impiegato (Produttori Associati, 1973). La canzone venne composta dal cantautore ligure per la prima moglie (la madre di Cristiano) Enrica ‘Puny’ Rignon. Cristiano potè assistere, dal buco della serratura, alla prima esecuzione del brano appena completato, nel cuore della notte. Fabrizio la cantò alla consorte, visibilmente commossa.

Frankie Hi-Nrg con Fiorella Mannoia canta Boogie di Paolo Conte.
Il brano esce nel quarto disco del pianista e compositore piemontese, Paris milonga (RCA 1981). Si tratta del primo album di Paolo Conte pubblicato anche all’estero e segna in modo ancora più marcato la svolta verso lo swing e il jazz. Boogie verrà interpretata negli anni successivi da Ivano Fossati.

Francesco Renga con Francesco Silvestre (Kekko) canta Un giorno credi di Edoardo Bennato.
Il brano interpretato da Renga esce nel primo disco di Bennato, Non farti cadere le braccia (Ricordi, 1973). Un giorno credi è stata scritta con Patrizio Trampetti, musicista e componente del gruppo Nuova Compagnia di Canto Popolare e fu riproposta anche nel disco successivo I buoni e i cattivi (Ricordi 1974). Nel 1996 il cantautore ne ha registrata una nuova versione con il Solis String Quartet includendola nel disco Quartetto d’archi.

Francesco Sarcina con Riccardo Scamarcio canta Diavolo in me di Zucchero.
Diavolo in me è uno dei singoli dell’album Oro, incenso e birra (Polygram, 1989). È uno degli esperimenti più riusciti di rhythm’n’blues in Italia. Non a caso, l’album, oltre ad essere stato primo in classifica in Italia, è molto conosciuto anche all’estero. Al disco hanno collaborato tra gli altri Eric Clapton, Jimmy Smith, Francesco De Gregori, Ennio Morricone e James Taylor.

Giuliano Palma canta I say i’ sto cca’ di Pino Daniele.
I say i’ sto cca’ apre il terzo album di Pino Daniele, Nero a metà (Emi, 1980). È il disco con cui il musicista napoletano si consacra a livello nazionale, grazie a quello stile che blueseggiante a cui il pubblico di Daniele era già ampiamente abituato. L’album è presente nella classifica dei cento dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia.

Giusi Ferreri con Alessio Boni e Alessandro Haber canta Il mare d’inverno di Enrico Ruggeri
Molti associano questo brano all’interpretazione di Loredana Bertè, che lo portò al successo. Ma Il mare d’inverno è stato scritto nel 1983 da Enrico Ruggeri, che compose il pezzo nella città marchigiana di Marotta, in provincia di Pesaro-Urbino, dove il cantautore trascorreva con la madre e le zie le sue vacanze da adolescente. Ruggeri inserì la canzone nell’album Presente (CGD, 1984).

Noemi canta La costruzione di un amore di Ivano Fossati.
Scritta nel 1978 da Ivano Fossati per Mia Martini (che la pubblicò nell’album Danza), la canzone compare per la prima volta nell’album di Fossati Panama e dintorni (RCA 1981). Ancora oggi, a più di trent’anni dalla sua prima incisione, la canzone viene riproposta e arrangiata da vari artisti. Il brano è considerato una delle più belle canzoni della musica d’autore italiana.

I perturbazione con Viola cantano La donna cannone di Francesco De Gregori.
Scritta nel 1983 da Francesco De Gregori, La donna cannone fu pubblicata lo stesso anno in un Ep di solo cinque tracce. È una delle canzoni d’amore più celebri del cantautore romano e una belle più belle della tradizione musicale italiana.

Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots con Tommy Lee cantano Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno.
È una delle canzoni italiane più famose nel mondo, anche se spesso viene citata con il titolo “Volare”. Scritta da Domenico Modugno e Franco Migliacci fu presentata per la prima volta al Festival di Sanremo del 1958 dallo stesso Modugno e da Johnny Dorelli, vincitore di quell’edizione. Il batterista dei Motley Crue ha già collaborato con i Bloody Beetroots suonando la batteria nel brano Raw tratto da Hide del 2013.

Renzo Rubino con Simona Molinari canta Non arrossire di Giorgio Gaber.
È la canzone che nel 1960 ha portato al successo nazionale Giorgio Gaber. Una ballata (una volta si diceva “lento”) con cui Gaber partecipa alla “Sei giorni della canzone” e passa dal rock’n’roll al teatro canzone.

Riccardo Sinigallia con Paola Turci, Marina Rei e Laura Arzilli canta Ho visto anche degli zingari felici di Claudio Lolli.
Pubblicata nel ’76, è la canzone che da il titolo del quarto album del cantautore Claudio Lolli, uno degli autori fondamentaliper la storia della musica d’autore italiana. Il titolo è la citazione di quello di un vecchio film jugoslavo (Skupljaci perja, 1967). Il brano, molto lungo, è stato scritto nel 1975 e nel disco è diviso in due parti. Sinigallia propone la seconda parte, quella che chiudeva il disco.

Ron canta Cara di Lucio Dalla.
Ron intepreta una canzone-manifesto di Lucio Dalla,tratta da uno dei suoi album più belli, Dalla – nel 1980 fu il più venduto in Italia grazia e anche ad altre canzoni di successo come Balla balla ballerino, Futura e Siamo dei, che ormai fanno parte della cultura musicale italiana. L’epitaffio sulla tomba di Lucio Dalla sono due versi tratti proprio da Cara.

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