Festival di Sanremo 2014

Noemi a Sanremo con il suo nuovo sound: «Ma l’importante è partecipare»

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Noemi si presenta al Festival di Sanremo 2014 con un asso nella manica: un nuovo album di cui è davvero orgogliosa. Leggi l’intervista. Foto di Julian Hargreaves.

Made in London. In tutti i sensi. Si chiama così il nuovo album di Noemi, in uscita il 20 febbraio su etichetta Sony. Undici inediti, tra cui i due brani presentati al Festival di Sanremo (Un uomo è un albero e Bagnati dal sole), tutti nati e cresciuti nella swinging Londra. E, per l’occasione, la rossa Noemi indossa anche la veste di autrice.

Oltre al sound, anche il suo abbigliamento è molto brit: giacchina tartan su maglietta a righe e zeppe. “Con questo terzo disco volevo un po’ cambiare le carte in tavola”, ha spiegato Noemi. “Mi sono trasferita a Londra con l’obiettivo di fare un album che suonasse internazionale, ma senza perdere la mia identità di artista italiana. Un lavoro in cui un gusto più moderno si fondesse con le mie radici”. Niente testi d’amore nell’album: “Ho voluto essere meno scontata e più coraggiosa”, spiega ai giornalisti che l’hanno incontrata oggi a Milano.

Il nuovo disco presenta sonorità davvero moderne e lontane dalla Noemi cantautorale dei lavori trascorsi, anche se non è assolutamente sua intenzione “rinnegare un passato che amo, ma solo allargare i confini musicali”, dice. Ma tant’è: “Il mio nome è Veronica e questo è il mio nuovo disco”, annuncia. Con Made in London ritmo e melodia prendono il sopravvento sui testi che diventano più leggeri, anche se non banali. Oltre al produttore artistico, Charlie Rapino, molte le collaborazioni patinate fra cui quelle di Paul Statham, Jemie Hartman (autore di numerose hit per James Blunt, fra cui You’re Beautiful) che ha scritto per Noemi Passenger, unico brano in inglese dell’album, Paul O’Duffy (già autore per Amy Winehouse con cui scrisse Wake Up Alone), Shelly Poole e il produttore Steve Brown. Mentre per l’Italia “Ho voluto portare con me tre autori a cui sono molto affezionata: Diego Mancino, Luca Chiaravalli e Daniele Magro”, ha spiegato.

Il disco si apre con Acciaio: “Oserei dire il manifesto di Made in London”, spiega la rossa. Si libera fra le sonorità nord americane di Passenger, in cui la cantante si cimenta (bene) con la lingua inglese, quelle più elettro-rock di Don’t get me wrong – cantata in italiano, nonostante il titolo -, Se tu fossi qui, scritta da Mancino (“Il primo pezzo dell’album con cui mi riavvicino al profondo universo dei cantautori”), Un fiore in una scatola, in cui le percussioni evocano una citazione non nascosta a Kate Bush, Bagnati dal sole e Un uomo è un albero, i brani sanremesi. Si chiude con Alba, che racconta il momento in cui tutto è in potenza e tutto può accadere (“Siamo nuvole cariche di pioggia, isole perse nella nebbia”). “La fine dell’album è l’inizio del lavoro duro: Sanremo, The Voice, la promozione, dunque il tour che parte dagli Arcimboldi di Milano il 17 aprile e si conclude a Roma il 23 maggio. Chissà cosa accadrà”.

A proposito di Sanremo, Noemi è tranquilla: “Ho scelto due canzoni che descrivono il mio album, non due brani scritti ad hoc”, ci ha tenuto a spiegare. “Vincere o perdere? L’importante è partecipare. La vittoria sarebbe inaspettata, ma se arrivasse sarei ovviamente orgogliosa. In fondo Sanremo è un po’ l’equivalente dei Grammys”. Non può rivelare nient’altro sulla kermesse. Garantisce che l’orchestra si divertirà a suonare i suoi brani e svela che per il duetto non le dispiacerebbe J-Ax (che quest’anno sarà giudice di The Voice insieme a lei): “Mi piacerebbe che rappasse su Bagnati dal sole”. L’incontro è finito. La rivedremo sul palco dell’Ariston. In bocca al lupo.

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