Festival di Sanremo 2014

Festival di Sanremo 2014, le pagelle dei cantanti della prima serata

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Il Festival di Sanremo 2014 si è aperto con la performance dei primi sette Campioni. Ecco le pagelle dei cantanti in gara durante la prima serata. (Nella foto i Perturbazione)

Sia chiaro. Tutto quello che state per leggere in questo pezzo, cioè le pagelle ai cantanti che si sono esibiti durante la prima serata del Festival di Sanremo 2014, è frutto di un solo ascolto dei brani. Quello fatto in diretta. Si tratta quindi soprattutto di sensazioni, per quanto nette. In ogni caso, uno per uno, ecco i giudizi (motivati) sugli artisti che hanno cantato nella serata d’apertura del Festival

ARISA 
Non facciamo in tempo a restare sorpresi per l’insolita aggressività del décolleté (con o senza malizia, scegliete voi) che la delusione per la mancanza di coraggio del primo brano prende il sopravvento: sembra una cover mal riuscita di un pezzo di Elisa, che musicalmente è lontana anni luce dalla galassia di Arisa. Rosalba si riscatta con la seconda canzone, Controvento, più adatta al suo modo di cantare, che per fortuna passa al “secondo turno”. La sufficienza stiracchiata della prima serata potrebbe diventare qualcosa di decisamente più sostanzioso – tra l’altro è tra i favoriti per la vittoria finale di Sanremo 2014. Vedremo. Voto: 6

FRANKIE HI NRG 
Alzi la mano chi non ha pensato a Jovanotti con la tonsillite durante il primo brano. Troppo Frankie e poco Hi Nrg. Il “padre del rap italiano” (come lo definisce Luciana Littizzetto) non si distingue certo per le doti canore – è per questo che nel rap esistono i featuring, per far cantare ai cantanti veri i ritornelli – e dunque fa una figura decisamente migliore col brano che continua la gara. Pedala ha ritmi in levare che sorreggono un flow finalmente sciolto, che ha lo stile tipico del rapper torinese. Così tipico che potrebbero riconoscerlo persino quelli che ben pensano. Voto: 6

ANTONELLA RUGGIERO 
È strano pensare che la Ruggiero sia un’istituzione di Sanremo, perché a pensarci bene non ha molto a che spartire con l’estetica del Festival. Eppure ieri sera Antonella saliva sul palco dell’Ariston per la dodicesima volta, a distanza di 37 anni dalla prima con i Matia Bazar. Con un bizzarro look alla Robert Smith, ha mostrato ancora una volta il suo inesauribile talento vocale, raffinata come poche altre cantanti in Italia. Nessuno dei brani, al primo ascolto, ci ha esaltato, ma la sua musica non è mai immediata. Vedremo che effetto farà Da lontano ai prossimi ascolti. Per il momento è più che sufficiente così. Voto: 6,5

RAPHAEL GUALAZZI + THE BLOODY BEETROOTS
Era sicuramente l’esperimento più atteso del Festival di Sanremo 2014. Anche perché in effetti è l’unico. Il tocco jazzy di Raphael e i suoni electro-rock tamarri di Sir Bob Cornelius Rifo. Wow. Ebbene, più che un esperimento è sembrato un mezzo flop. Il primo brano (Tanto ci sei) è un classico pezzo di Gualazzi con giusto qualche arrangiamento un po’ più spinto, il secondo (Liberi o no) un abbozzo di dance-e-non-so-che-altro in cui la sale il peso di Bob e quasi scompare Raphael. Vorrei sinceramente sbagliarmi, ma fatico a capire il senso di questo progetto e a immaginare un futuro per i Bloody Gualazzi. Voto: 5

CRISTIANO DE ANDRÈ 
Riecco Cristiano, nella serata in cui Ligabue e Mauro Pagani omaggiano il grande Faber. Della serie, già è difficile portare quel cognome (facendo quel mestiere), se in più ci mettiamo pure le celebrazioni l’impresa di uscirne vivo diventa davvero complicata. E invece De Andrè Jr ha un impatto positivo con il Festival. Piace specialmente il secondo brano (Il cielo è vuoto), quello che passa ed è co-firmato da un autore talentuoso come Diego Mancino. Cristiano non è un grandissimo interprete, come forse quella canzone meriterebbe, ma in questa prima serata non è certo mancato in termini di convinzione. Voto: 6,5

PERTURBAZIONE 
L’indie a Sanremo ormai non è più una novità assoluta, ma fa comunque strano vedere i Perturbazione dentro l’Ariston, in diretta su Rai Uno, che entrano nelle case di milioni di italiani. Sono sembrati molto emozionati, probabilmente quel palco è difficile anche per chi ha tanti anni di concerti alle spalle. Mi è sembrato emotivamente provato specialmente Tommaso, artista stimabile e persona sensibile, sprovvisto però di una tecnica vocale tale da permettergli di gestire la tensione. I brani sembrano buoni e quello che passa, L’unica, è un pezzo dance che potrebbe anche diventare una hit. Magari con lo stesso significato che ha avuto Salirò per Daniele Silvestri. Voto: 6+

GIUSY FERRERI 
Chi lo avrebbe mai detto. Giusy era uscita dai radar musicali da qualche anno ed era facile immaginare che non ci sarebbe mai più rientrata. E invece. E invece, nonostante qualche problema personale nelle settimane pre-Festival e un infortunio alle corde vocali proprio alla vigilia dell’evento, è andata benissimo. Buoni i pezzi, scritti per lei da autori di livello assoluto (Roberto Casalino) e buonissima la sua prova. Si sentiva che la voce non era al top, ma proprio la fatica avvertita per raggiungere le note più alte le ha donato un tocco malinconico, quasi blues (si può dire?). Ho visto grande personalità, anche nel modo di stare sul palco. Alla fine, mi è sembrata la performance migliore della serata. Voto: 7,5

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