Festival di Sanremo 2014

Festival di Sanremo 2014, le pagelle dei cantanti dopo la terza serata

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Con la terza serata del Festival di Sanremo 2014 abbiamo ascoltato i brani dei cantanti in gara per la seconda volta. Ecco le pagelle delle loro performance. (Nella foto, Francesco Sàrcina)

Il Festival di Sanremo 2014 si è lasciato alle spalle la terza serata, la prima che vedeva tutti i Campioni esibirsi uno dopo l’altro. Ed ecco puntuali le nostre pagelle dei cantanti in gara. Le abbiamo scritte prima di sapere i risultati del televoto (e dunque la classifica provvisoria) per non farci influenzare. In ogni caso, trattandosi del secondo ascolto dei brani, i giudizi sono da considerarsi definitivi (per noi, naturalmente) piuttosto che relativi a quanto visto durante la terza serata. Eccole, con i cantanti in rigoroso ordine di apparizione.

RENZO RUBINO
L’avevo premiato con un voto alto considerandolo uno dei migliori della seconda serata. Ebbene, confermo in toto il giudizio positivo. Tarantolato al piano che manco Cocciante, Rubino è un musicista vero, azzarderei la parola “artista”. Suona e canta bene, scrive pezzi di un certo spessore e ha una personalità non indifferente. Se non esagera con le moine, può diventare una realtà della nostra musica, nonostante la diffidenza dei più. Voto: 7

GIUSY FERRERI
I casi sono due: o martedì sera la tarda ora mi ha giocato uno scherzo, oppure Giusy è tra i pochi, forse l’unica, che è andata peggio alla seconda prova. Ha cantato decentemente ma aveva tutta l’aria di una che passava di lì per caso. Visto che sta cercando di ricostruirsi una carriera e che non tutti l’hanno apprezzata martedì sera, mi sarei aspettato che si mangiasse il palco. Non ha particolari doti, che ci metta almeno un po’ di grinta. Voto: 5

FRANKIE HI-NRG
Né più né meno di quanto visto nella serata inaugurale. Fortunatamente giuria e pubblico hanno scelto il brano più coerente con la sua carriera, Pedala. Frankie fa la sua porca figura si conferma capace di portare il rap in spazi che non gli appartengono – e non gli dovrebbero appartenere, direbbero in molti. Voto: 6

RAPHAEL GUALAZZI & THE BLOODY BEETROOTS
Non solo non ho cambiato idea sul senso (che non riesco a trovare) di questa improbabile collaborazione, ma anzi ho maturato la convinzione che Raphael si senta in imbarazzo nell’esibirsi con Sir Bob Cornelius Rifo, qui nel ruolo che fu di Mauro Repetto negli 883. Non perché Bob sia un incapace, anzi è uno bravo, ma perché i due non c’entrano una mazza. E non si può più tollerare l’idea che sia figo mettere insieme mondi così distanti solo per il fatto di farlo. Distanti erano e distanti restano. Voto: 5

CRISTIANO DE ANDRÈ
Pezzo bellissimo Il cielo è vuoto. Si parla tanto del Premio della Critica per il brano eliminato la prima sera, Invisibili, ma credo sia un buon candidato anche quello con cui De Andrè sta gareggiando. Il buon Cristiano, come si diceva dopo la sua apparizione nella serata inaugurale, non è esattamente un grande performer – vedi il fiatone a fine canzone mentre scambia qualche battuta con Fazio – ma nel complesso la sua è una prova interessante. Voto: 6,5

FRANCESCO SARCINA
Come si diceva, è l’unico a portare un vago sentore di rock sul palco dell’Ariston. Se non vi sembra una cosa importante, allora mettiamola così: è una scelta originale, al Festival di Sanremo. E l’originalità è un valore universale, rock o non rock. Sàrcina è uno di quelli che sul palco sta come un feto nella placenta e con la seconda prova è sembrato anche divertirsi di più. Sarebbe un peccato se la sua carriera non ripartisse di slancio. Voto: 7

PERTURBAZIONE
Tutta un’altra storia rispetto all’esordio di martedì. Al secondo approccio, il palco dell’Ariston fa molta meno paura e l’ansia da prestazione sembra solo un brutto ricordo. Si divertono suonando e cantando L’ultima, motivo per cui sono credibili anche se il pezzo ha un sound che non appartiene alla loro storia. Il paragone con Salirò di Silvestri tiene anche dopo la seconda prova: potrebbero finalmente prendersi le soddisfazioni che cercano da tempo. Fossero anche solo i cinque minuti di celebrità warholiani, se li meritano tutti. Voto: 6,5

FRANCESCO RENGA
Confermo il giudizio della prima serata. Francesco è bravo, bravissimo, una voce unica. Ma mi è sembrato ancora una volta moscio e comincio a sospettare che il pezzo con cui si sta giocando Sanremo non sia proprio un pezzone. Può anche vincere Sanremo con Vivendo adesso, ma non credo sia un brano che lo porterà lontano fuori dalla “fiction” sanremese. Voto: 5,5

RICCARDO SINIGALLIA
È uno dei pochi cantanti in gara che andrei a vedere dal vivo. Le sua qualità come musicista non si discutono e vanno ben oltre il Festival di Sanremo. Ma su questo palco continua a non convincermi, probabilmente perché è poco televisivo, poco performer. Ma siccome di Sanremo stiamo parlando, non riesco a dargli la sufficienza. Voto: 5,5

ANTONELLA RUGGIERO
Troppa classe tutta in una volta sola, anche se forse fine a se stessa. Da ascoltatore della radio, e non da esperto, ho paura che Da lontano non sia un brano particolarmente adatto per l’airplay. E dubito che il pubblico di Antonella stia in rete o nelle piattaforme streaming. Vedremo. Voto: 6

NOEMI
Mi chiedevo quale delle due Noemi avremmo visto sul palco nel corso della terza serata di Sanremo. Quella impacciata di L’uomo è un albero, che si guardava in giro spaesata dopo aver sbagliato l’attacco, o quella fin troppo coraggiosa di Bagnati dal sole, che incita il pubblico a battere le mani manco fossimo al Festivalbar? Fortunatamente nessuna delle due: Noemi ha trovato l’equilibrio. Il pezzo è interessante e rende credibile la svolta annunciata con la pubblicazione di Made In London. Voto: 6,5

ARISA
Quando canta sembra un’altra persona. La sua voce perde quel timbro da cartone animato e diventa adulta, sicura. Bella, direi. Al secondo ascolto, anche la canzone con cui gareggia (Controvento) mi sembra più convincente, e molto probabilmente farà strada a Sanremo e anche dopo. Comunque, niente di trascendentale. Voto: 6

RON
L’hashtag che abbiamo lanciato su Twitter durante la diretta, #Mumford&Ron, è un modo simpatico per parlare dell’esibizione di Rosalino. C’è soprattutto dell’ironia, perché associare il cantante pavese e uno dei gruppi inglesi più di moda del momento è chiaramente ironico. Ma c’è anche della stima, perché l’arrangiamento folk – qui il rimando ai Mumford&Sons – di Sing In The Rain è di alto livello. Del resto non si può discutere Ron come professionista. Voto: 6

GIULIANO PALMA
La terza serata del Festival di Sanremo 2014 si chiude con un’altra conferma. Rispetto all’esibizione della sera precedente, Giuliano Palma cambia solo il vestito – e che vestito. È un cantante e performer navigato, una certezza sul palco, sai già prima che cominici che non tradirà, con tutto il corredo di passi e passettini. Anche il ritmo e le suggestioni antiche di Così lontano continuano a convincere. Voto: 6,5

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