Festival di Sanremo 2014

Festival di Sanremo 2014, le pagelle dei cantanti della seconda serata

Festival di Sanremo 2014 pagelle cantanti seconda serata

Seconda serata del Festival di Sanremo 2014 con gli altri sette Campioni. Ecco le pagelle dei cantanti in gara il 19 febbraio. (Nella foto Noemi)

Come dopo la serata d’apertura, abbiamo dato i voti ai sette Campioni che si sono esibiti durante durante la seconda serata del Festival di Sanremo 2014. Anche in questo caso, si tratta di giudizi basati su un singolo ascolto e quindi sono più che altro sensazioni. In ogni caso, uno per uno, ecco i giudizi (motivati) sugli artisti che hanno cantato il 19 febbraio.

FRANCESCO RENGA
Si è già detto e scritto, ma vale la pena ribadirlo a scanso di equivoci: Francesco ha un grande talento vocale. In più al festival si presenta con brani firmati da autori degni di questo nome. Il primo scritto da Roberto Casalino, A un isolato da te, e il secondo firmato da Elisa, Vivendo adesso. Come dire, non una ma due garanzie. Le condizioni per fare bene c’erano tutte, ma la performance di Renga è sembrata poco incisiva. Fondamentalmente, grande mestiere. Passa Vivendo adesso, ed è un bene perche è sembrato il meno scontato. Voto: 5,5

GIULIANO PALMA
È una delle novità del Festival. Giuliano arriva a Sanremo dopo essersi lasciato alle spalle quella parte considerevole della sua carriera che risponde al nome di Bluebeaters. Vuole lanciarsi nell’avventura solista ed è nel posto migliore per (ri)cominciare. In realtà all’Ariston porta due brani che rientrano perfettamente nella sua tradizione e più ancora in quella retrò di Nina Zilli, che infatti firma il pezzo che più piace a pubblico e giuria, Così lontano. Un po’ di buone vibrazioni e del movimento a Sanremo non guastano, anzi. Voto: 6,5

NOEMI
Nuovo look e nuovo sound (più internazionale, come suggerisce il titolo del suo nuovo album Made In London), grandi aspettative. Pronti via, Noemi sbaglia l’attacco del primo pezzo, Un uomo è un albero. Panico. Fortunatamente c’è un secondo brano – Bagnati dal sole, che passa – e la “Leonessa” può riscattarsi. Ha personalità Noemi, non perché chiede al pubblico di alzare le mani. Ha personalità nella voce, molto migliorata, e nella musica: è coraggioso presentarsi al Festival della Canzone italiana con un suono così palesemente esterofilo. Voto: 6,5

RUBINO
Senza dubbio, la sorpresa della serata. Che avesse qualcosa da dire lo avevamo già capito nel 2013 – ricordate il brano con cui si era presentato? – ma quest’anno c’è stata anche la performance. Il pop di Rubino è interessante, così come i suoi testi, e il brano con cui passa è davvero un buon pezzo. Dentro Ora s’incontrano la canzone italiana e una certa musica anglosassone, anche se è difficile trovare riferimenti precisi. Buon segno. In più ha dimostrato di saper cantare e di essere in grado di reggere il palco con sicurezza. Voto: 7

RON
Una garanzia, Rosalino. Navigato com’è, non sbaglia un colpo. Sa esattamente cosa può e cosa non può fare, e fino a dove può spingersi. Il brano con cui continua la gara, Sing In The Rain, è la perfetta dimostrazione di questa sua abilità. Una canzone immediata, perfetta per il palco di Sanremo, uguale ad altre 100mila ascoltate in passato, di quelle che fischietti al secondo ascolto (anche perché la fischietta già lui), ma con un arrangiamento folk che la rende piuttosto originale, specialmente per l’Ariston. Se non è esperienza questa…. Voto: 6,5

RICCARDO SINIGALLIA
Come autore, Sinigallia ha firmato grandi successi di Niccolò Fabi e Max Gazzè, oltre ad essere stato, insieme a Zampaglione, l’anima dei Tiromancino. Proprio per questo speravo che i pezzi di Sanremo si allontanassero da quel mondo musicale così nettamente identificabile: evitare il rischio “già sentito” è importante in una situazione come la sua. Una rigenerazione è invece il tipico brano di Sinigallia, detto con tutta l’ammirazione dovuta a un autore di altissimo livello. Non essendo un grande performer, però, temo non resterà molto della sua apparizione a Sanremo. Spero sinceramente di sbagliarmi. Voto: 5,5

FRANCESCO SARCINA
È l’unico che porta un po’ di rock sul palco dell’Ariston. Potrà non significare nulla, ma c’è chi ha apprezzato quell’accenno di chitarre distorte (c’è addirittura un assolo!) che caratterizza In questa città. Del resto Sàrcina è sempre stato un rocker prestato al pop. Il suo stile è inconfondibile e non sembra per nulla cambiato rispetto a quando si presentava con Le Vibrazioni. Proprio questo potrebbe essere il suo problema: non sembra aver ancora deciso da che parte stare. Tiene il palco molto bene come sempre, ma non graffia. Voto: 6+

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