Festival di Sanremo 2014

Perché Sanremo è Sanremo

Sanremo televisione

Nelle ultime cinque edizioni di Sanremo, il numero di spettatori medi per serata è aumentato dai 10.335.000 del 2009 agli 11.936.600 del 2013. Un aumento secco di un milione e seicentomila persone. Siamo lontani dai quasi 17 milioni del ’95, e pure dai 15 (in media) delle edizioni di fine anni Ottanta, ma il dato è significativo, anche perché segue il punto più basso del Festival: nel 2008 l’audience per serata non ha raggiunto i 7 milioni di persone. Che cosa ha invertito il trend? Che cosa è successo in questi anni? Sono esplosi i talent show.

Se escludiamo il (sorprendente) primo posto di Vecchioni nel 2011, i vincitori delle ultime cinque edizioni sono usciti dai talent: Valerio Scanu, Marco Carta e Emma da Amici, Marco Mengoni da X-Factor. Non sto cercando di dire che Sanremo sia pilotato – quello è un altro discorso. Mi limito a osservare che è un format televisivo e in quanto tale ha bisogno del pubblico della televisione. In particolare gliene serviva uno anagraficamente nuovo, perchè i vari Al Bano, Toto Cutugno e compagnia bella sono diventati impresentabili per un fatto generazionale. Quel nuovo pubblico c’è, ed è quello che segue i talent show. Quello che si appassiona, legittimamente, ai concorrenti di un programma Tv e, altrettanto legittimamente, se li dimentica dopo l’ultima puntata/serata.

Missione compiuta quindi, con buona pace di chi esalta le aperture artistiche degli ultimi tempi. Ospitare una band come i Marta Sui Tubi o una star “alternativa” come Patti Smith (che ha duettato con i Marlene Kuntz nel 2012) a Sanremo non porta grandi benefici. Il pubblico della musica, di certa musica, è poco numeroso – in Italia – e sta da un’altra parte, non certo incollato su Rai Uno per una settimana. Non è questione di meglio o peggio, bello o brutto. È un fatto di spazi. Quello che va in onda a Sanremo deve funzionare in quel momento, in quel contenitore, per fare audience. Banale? Eppure leggendo i commenti ai nostri articoli e post, ho l’impressione che non tutti abbiano chiaro lo scenario.

Al Festival gareggiano volti noti che cercano di diventarlo ancora di più, nei talent perfetti sconosciuti che diventano popolarissimi in pochi mesi. Si servono, tutti, della televisione. Poi si vedrà. Non è un caso se quasi nessuno dei vincitori di Sanremo degli ultimi 20 anni – eccetto Giorgia ed Elisa nei Campioni (1995 e 2001), Laura Pausini e Bocelli nelle Nuove proposte (andiamo indietro finto alla prima metà dei Novanta) – sia riuscito a costruirsi una carriera di altissimo livello. Non è un caso se la maggior parte dei vincitori di X-Factor e Amici siano caduti nell’anonimato. Mengoni (a proposito, Migliore Tour agli Onstage Awards 2013) ed Emma restano le eccezioni che confermano la regola: non è la musica a far funzionare Sanremo e i talent, ma la televisione. Fuori da quella scatola, le hit, il successo e il pubblico sono un’altra storia.

@Daniele Salomone

(tratto da Onstage Magazine, numero di febbraio 2014)

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