Festival di Sanremo 2014

Festival di Sanremo, 10 polemiche che hanno fatto storia

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Il Festival di Sanremo non è tale senza le polemiche. Prima, dopo, molto spesso durante, ne capitano di tutti i colori. Eccone dieci che hanno fatto storia.

Si scrive Sanremo, si legge polemica. Da sempre. Sarà per amor di audience, ma non passa edizione in cui i riflettori non si accendano sulla kermesse canora più famosa della nazione. Ancora prima che cominci. Come successo lo scorso anno.

LO SPOT FAZIO-LITTIZZETTO CHE NON PIACE AI DISABILI
A far discutere prima ancora che l’edizione 2014 cominci, fu il promo che vedeva Fazio e Littizzetto, presentatori, protagonisti di una gag sulle note di Se mi lasci non vale. I due, fattisi amanti per l’occasione, litigano. Lei, valigia in mano, fa per uscire dalla porta di casa. Lui la trattiene per un braccio. Inizia un tira e molla alla fine del quale a Fazio resta in mano il braccio di lei. Finto. Apriti cielo. A insorgere questa volta è un’associazione di disabili.

CROZZA CONTESTATO PER L’IMITAZIONE A BERLUSCONI
Polemiche a cascata anche l’anno passato. Epicentro del terremoto l’imitazione che Crozza fece di Silvio Berlusconi. Fischi e insulti dalla platea, discussioni a non finire fuori dall’Ariston. Il comico andò in crisi che quasi lasciava il proscenio, gli insubordinati vennero allontanati ed identificati dalla polizia. Le reazioni politiche sulla questione giunsero svelte: “Autogol di Fazio”, tuonò su tutti lo zelante portavoce del Pdl, Capezzone.

TANTO RUMORE PER UNA FARFALLA
La vera protagonista dell’edizione 2012 fu Belén Rodriguez. O meglio, la sua farfallina. Nel senso che la bella argentina, in veste di co-conduttrice per una serata, lasciò intravedere dallo spacco molto profondo del vestito, il lepidottero tatuato sul suo inguine. L’attenzione si piazzò tutta su quel pezzo di stoffa spostato (ad arte?) e sulla generosa discesa della Rodriguez. Gli indignati si indignarono. Fra questi Elsa Fornero, allora Ministro del Lavoro: “Mi sono sentita offesa da come viene trattata la donna in tv. La cosa migliore è cambiare canale o spegnere del tutto. E’ più salutare”. Olè.

SARKONO O SARKOSI’?
Il 2010 è l’anno della polemica d’oltralpe. A risentirsi fu la Première Dame in persona, Carla Bruni. All’origine dell’offesa la canzone di Simone Cristicchi Meno male. I primi coniugi di Francia non ne apprezzarono il testo (“ma meno male che c’è Carla Bruni, siamo fatti così, Sarkono e Sarkosì”). E Carlà, invitata in pompa magna, diede forfait. Tiè. Cristicchi non salì sul podio. Trionfò Valerio Scanu. L’orchestra protestò accartocciando e lanciando gli spartiti.

AMMAZZA CHE CACHET
Nel 2009 a far discutere, e parecchio, fu il super compenso dell’allora conduttore Paolo Bonolis. Lo rivelò lo stesso presentatore durante un’intervista: un milione di euro. “Questo è il mercato. Io però lavoro per un anno al Festival anche come direttore artistico”, aggiunse. Si gridò allo scandalo, nonostante il precedente identico del collega Panariello solo 3 anni prima.

UN FESTIVAL DA RING
A scandalizzare per l’edizione 2005 fu l’ingaggio di Mike Tyson fra i super ospiti. La presenza del pugile, condannato per stupro, non piacque a molti. Codacons e Telefono rosa guidarono la ribellione. Ciò nonostante Mike calcò la scena addirittura esibendosi con Bonolis in una versione di Volare, degna del miglior epigono di Rocky Roberts. Ne uscì come un buon gigante. E, alla fine, furono quasi tutti felici e contenti.

SANREMO COL TRUCCO?
Nel 1996 i favoritissimi erano Elio e le Storie Tese con La terra dei cachi. Ma a rivedere ogni previsione ci pensò Striscia la Notizia che la sera della finale preannunciò, invece, la vittoria di Ron. E, in effetti, a trionfare fu la bellissima Vorrei incontrarti fra cent’anni. Non senza polemiche. Ci pensò Elio a sdrammatizzare con sarcasmo: “È tutta una pastetta, ci avevano promesso il quarto posto e invece siamo arrivati secondi”.

ORNELLA GRIDA AL COMPLOTTO
Ma già due anni prima c’era chi aveva sbraitato contro gli inganni festivalieri. “È tutto combinato” aveva sentenziato Ornella Vanoni nel 1994. Estromessa dalla competizione, la cantante aveva raccontato di una kermesse corrotta con vincitori decisi a tavolino. Un anno prima anche Pupo aveva riportato una versione simile a quella della collega inferocita.

L’INCONTENIBILE BENIGNI
È il 1980 quando la conduzione è tutta di Roberto Benigni. Che, nel pieno del suo estro creativo ed espressivo scandalizzò l’Italia spettatrice. Prima con un bacio lungo 45 secondi stampato in bocca alla co-conduttrice Olimpia Carlisi e poi apostrofando con un tono, fra il dissacrante e l’affettuoso, Giovanni Paolo II come “Wojtylaccio”. Nemmeno a sottolinearlo, fu polemica. Accesa. Alcuni si indignarono, altri sghignazzarono. Noi ancora lo raccontiamo.

IL PRIMO SCANDALO
Ma la mamma di ogni scalpore si chiama Jula de Palma. Fu lei a scandalizzare l’Italia benpensante del boom economico con la sua Tua. Era il 1959. L’esibizione venne subito considerata troppo sensuale poiché lasciava sottintendere il rapporto fisico fra un uomo e una donna. A prendere le sue difese, ironia della sorte, furono l’Osservatore Romano e Radio Vaticana. Le critiche, come spesso accade, ne fecero una star.

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