Festival di Sanremo 2014

La replica di Rufus Wainwright ai Papaboys: «Non sono blasfemo»

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Rufus Weinwright replica alle critiche mosse dai Papaboys in merito alla sua partecipazione al Festival Di Sanremo.

Sanremo e polemiche sono due parole che vanno strettamente a braccetto. In questo caso la bufera si è concentrata sulla partecipazione di Rufus Wainwright, prevista per mercoledì 19 febbraio, ed è stata lanciata dall’Associazione Nazionale Papaboys e ripresa da vari gruppi cattolici. Il motivo è la dichiarata omosessualità dell’artista canadese e il presunto contenuto blasfemo di alcune sue canzoni, come ad esempio Gay Messiah. L’artista è accusato inoltre di aver «comprato una bambina concepita in provetta» e di fare «propaganda» a sostegno dei matrimoni omosessuali. I Papaboys hanno protestato alla Rai contro «la presenza a Sanremo di Rufus, un cantante blasfemo invitato dalla Rai» chiedendo «l’intervento o le dimissioni dei vertici Rai, in primis la presidente Tarantola (che si dichiara cattolica, ma permette che si trasmetta dalla tv pubblica blasfemia) e del direttore Gubitosi».

Il direttore di Rai 1 Giancarlo Leone ha risposto alle critiche con le seguenti parole: «Ogni polemica ha sempre una base: qualsiasi artista, soprattutto se impegnato, può essere visto sotto Sanremo come elemento di rottura. È chiaro che quando artisti del genere vengono a Sanremo, quando vengono su Rai 1, le cose cambiano. Ognuno di questi artisti ha al suo interno una vis polemica e talvolta anche un modo di rappresentarsi rispetto allo spettacolo, che poi si conforma rispetto allo spettacolo. Sappiamo che Rufus non si crocefiggerà in scena e non farà nulla di quelle cose che l’hanno anche reso famoso. Farà il grande artista che è».

Ora è arrivata una risposta anche dal diretto interessato, il cantautore Wainwright, che si espresso per mezzo del suo management:

«Le reazioni alla partecipazione a Sanremo di Rufus da parte di alcune associazioni cattolici hanno causato grande sorpresa. Lui pensa che alcune cose che sono state dette su di lui da vari media abbiano bisogno di essere rettificate. Rufus ama e ammira l’Italia, la sua gente e la cultura italiana. Lui è sempre stato un artista che ha esternato la sua sessualità dagli inizi della sua carriera e esplora nelle sue canzoni i bordi e la fragilità della condizione umana. La canzone Gay Messiah che è stata oggetto del malcontento di questi gruppi non vuole essere “blasfema” e non è il ritratto di Gesù o di altre figure canoniche della chiesa cattolica, ma una metafora di un mondo dove le persone gay godono gli stessi diritti di quelle eterosessuali che, a giudicare dalle reazioni in Italia, è ancora parecchio lontano. La crocifissione sfortunatamente era un modo di uccidere le persone molto comune 2000 anni fa.

È triste che molti membri della chiesa cattolica sembrino essere distanti dalla loro guida Papa Francesco nel suo rispetto e accettazione per donne, persone gay e altre minoranze. Rufus certamente non intendeva ferire nessun sentimento religioso con quella canzone. La canzone Gay Messiah è un inno nella comunità gay e lui è stato persino invitato a cantarla alla Human Rights Campaign Ball di Washington dopo la prima inaugurazione del Presidente Obama.

Rufus conduce una vita familiare molto felice e stabile da quando si è sposato con la persona che è il suo compagno da 9 anni, da quando lo stato di New York ha introdotto il Marriage Equality circa due anni fa, una battaglia che lui ha sostenuto a gran voce e che continuerà a sostenere. Sotto la guida del presidente Obama il Defense of Marriage Act negli Stati Uniti è stato abolito, il che rappresenta un altro passo verso la parità dei diritti per tutte le persone che vivono in un sistema democratico. È da meno di 50 anni che il matrimonio interrazziale è diventato legale negli Stati Uniti, le donne non godevano del diritto di voto in Svizzera, a livello federale, fino a molto tardi. In 50 anni si spera che potremo guardare indietro all’equità del matrimonio con la stessa incredulità»

Rufus ha una figlia con la sua amica di vecchia data Lorca Cohen. Lorca non era la madre surrogata, ma hanno deciso di avere un figlio insieme. Viva Catherine Wainwright Cohen cresce principalmente con la madre e Rufus trascorre molto tempo con lei a svolgere il suo ruolo di padre. Qualsiasi altra versione di questa storia che viene dipinta pubblicamente è profondamente inquietante e non corrisponde a verità.

Lui è orgoglioso e grato di essere stato invitato dal Festival di Sanremo per eseguire due brani e non vede l’ora di farlo. Cigarettes and Chocolate Milk è considerata dalla stampa una delle sue migliori canzoni ed è apparsa tra l’altro nella colonna sonora di Caos Calmo del regista Antonello Grimaldi. Across the Universe di John Lennon è invece una canzone molto cara a Rufus e lui è stato invitato ad eseguirla dalla vedova Yoko Ono in un concerto dal titolo Come Together: A Night for John Lennon’s Words and Music il 2 ottobre 2001, poco dopo l’11 settembre. Rufus rimane un artista di indiscussa qualità e integrità e il grande Elton John ha chiamato Rufus il più grande cantautore del pianeta».


Rufus Wainwright – Across The Universe on MUZU.TV.

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